VIDEO CLAUDIO BAGLIONI PRESENTAZIONE CON VOI 2013
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lunedì 23 settembre 2019
lunedì 8 aprile 2013
a breve nuovo progetto musicale di claudio baglioni
a breve nuovo progetto musicale di claudio baglioni che coinvolgerà molto anche il web in settimana in due città d'Italia ci saranno degli incontri per spiegare il progetto per il web .Purtroppo pur essendo stato invitato non potrò partecipare perchè per entrare nella sede dove si svolgerò l'incontro non è accessibile alle sedie a rotelle. Ma mi hanno promesso che mi terranno informati del progetto. E io terrò informati voi appena avrò notizie.
domenica 23 dicembre 2012
Il Natale e il 2013 di Baglioni
Dal Settimanale Sorrisi e Canzoni tv
“Non ho più cinque anni, ma avevo bisogno di ritrovare le emozioni della mia infanzia” racconta Claudio Baglioni, che ha appena lanciato un album di classici da cantare sotto l’albero.
di Alessandro Alicandri
QUESTO NATALE TORNO BAMBINO
“L’aspettavo tutto l’anno, come solo i bambini sanno aspettare i sogni”.
È con queste parole che si apre uno dei racconti più intimi di Claudio Baglioni.
Ci parla dell’album “Un piccolo Natale in più”, progetto anticipato dal singolo omonimo, adattamento in italiano di “Have Yourself a Merry Little Christmas”, classico degli Anni 40 cantato da Frank Sinatra e Judy Garland. Questa è solo una delle 26 tracce in cui il cantautore ha scelto di raccontare il momento più magico dell’anno. La sua voce è “sorridente”, ha il suono della serenità.
“Mi sono reso conto che in Italia di album tematici sul Natale ce ne sono pochi e la maggior parte sono degli ultimi anni, mentre in Paesi come l’Inghilterra è un passaggio fondamentale di carriera. Anche per i più insospettabili, come i Beatles. Dalle nostre parti a questo genere di progetti non viene data la giusta importanza. Come se non potessero mai essere dei prodotti di qualità, come se fossero i soliti cioccolatini regalati a San Valentino. Così ho considerato questo disco come una sfida. Ho pensato a una registrazione in costume, arrangiata come se fosse stata realizzata negli Anni 50″.
Cosa troviamo al suo interno?
“La tradizione e l’intimità della mia infanzia. Non ho più cinque anni, ma ho fatto uno sforzo per arrivare all’autenticità delle emozioni che si vivevano dopo una guerra mondiale, finita da appena qualche anno, immersi nel disorientamento tipico di chi non aveva più certezze”.
La scelta dei brani è inconsueta.
“Ho fatto una selezione che comprendesse brani da me conosciuti fin da piccolo, quindi anche tante canzoni sacre. Alcune di queste sono poco note o praticamente ignote, perché le ho cantate in versione originale. Canzoni che noi amiamo in inglese, a volte sono nate in tedesco o in latino, e così le ho cantate”.
Cosa l’ha colpita di più dei classici che ha scelto?
“Tu scendi dalle stelle” è il primo pezzo che mi è venuto in mente, il solo di origine italiana del cd. “Adeste Fidelis” è il brano sacro per eccellenza. In “Stille Nacht” canto in tedesco, operazione complicata. La lingua è molto difficile, ma il brano ha una traduzione italiana non bellissima. E con “Jingle Bells” volevo tornare al Natale tradizionale, all’odore di bucce di mandarino sulla
stufa. È il brano simbolo”.
È vero che nei concerti natalizi a Roma e Milano canterà senza scaletta?
“Il progetto di realizzare dei concerti nei giorni di festa, iniziato lo scorso anno, è un’esperienza di contatto con il pubblico reale. Tutto è pensato per avere snodi concordati come in un normale spettacolo, ma anche tutta la libertà personale di offrire ogni sera un racconto diverso. E i brani di questo album aiuteranno a creare l’atmosfera che voglio sempre nei miei live: quella di un gruppo di amici che si ritrova per intonare belle canzoni”.
Che cosa rimane della “Notte di Natale” che cantava negli Anni 70?
“La stessa voglia di vedere le persone e comunicare. “Dieci Dita”, il tour che prenderà vita nei giorni delle festività e si chiuderà a inizio 2013, sarà un’occasione privilegiata, per me soprattutto. Sento che il passato aumenta e il futuro si scontra con un colosso, perché il passato è sempre più pesante e io cerco di non farmi sopraffare. Stare di fronte a 3.000 persone in teatro, anche dopo tanti anni di carriera, è sempre un piccolo miracolo”.
Si dice che il suo sarà un 2013 molto produttivo.
“È da tanto che non pubblico un vero album di inediti. Sono a metà strada nella creazione di un nuovo progetto che potrebbe snodarsi in due o tre pubblicazioni. Mi ascolterete in versione acustica, ma anche elettronica”.
Che cosa farà per Natale?
“Mi ritroverò con le persone che nel resto dell’anno lascio indietro. E lo vivrò per i suoi lati più intimi e meno per quelli spettacolari. In questi tempi di depressione generale del nostro vivere, sarà un momento pieno di significato”.
venerdì 14 settembre 2012
NUOVI PROGETTI DI CLAUDIO BAGLIONI
a Ciao o'scià ci saranno ospiti nomi grossi, ma nessuna anticipazione, forse è l'ultima edizione ma mai dire mai.... Forse ci sarà una replica di dieci dita tour, il nuovo album di inediti non sarà solo di un cd, il 18 maggio 2013 partirà il tour e quasi in contemporanea l'album di inediti questo è emerso dalla videochat di oggi 14 settembre 2012
lunedì 6 agosto 2012
BAGLIONI NUOVI PROGETTI DA MAGGIO 2013
http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2012/07/29/NZ_49_02.html
Claudio torna in un Friuli che lo ha sempre amato molto. Lui rifugge dalle celebrazioni, però questo premio di Folkest ha un sapore diverso: vuole esprimere gratitudine a chi, attraverso le proprie canzoni, diventa patrimonio e ricchezza della gente comune. Quando? Quando, come dice Vecchioni, senti uno sconosciuto cantare per strada le tue canzoni. «I premi - commenta Baglioni - da una parte ti attirano, dall’altra ti spaventano, specie quelli alla carriera, sanno di monumento. Nel caso di Folkest, si tratta di riconoscimenti molto inerenti il mestiere che hai scelto di fare e che nel campo della musica popolare, o della canzone popolare d’autore se preferisci, sono la conferma di un percorso, la testimonianza affettuosa che un pezzo importante di strada è stato fatto. Però ti dice che c’è ancora da combattere, lo dice anche a me che da 40 anni ho il privilegio di fare il musicista. Quando la gente canta per strada le tue canzoni, narcisisticamente ti piacerebbe che si parlasse più di te che delle tue canzoni, ma alla fine capisci che non importa: l’opera parla di te e per te». Crede, Baglioni, che la canzone e i cantanti possano ancora fare qualcosa di buono per l’uomo? «Ripenso a tante frasi epiche, molto anglosassoni: “la musica salverà il mondo”, “fantasia al potere”. Ma hai visto la cerimonia di apertura delle Olimpiadi? C’era la musica pop! Questo per dire che in momenti difficili come quelli che il mondo sta vivendo cantanti, canzoni e musica possono fare qualcosa di ben preciso. In questa mancanza di identità del presente, di difficile memoria del passato e di assenza di futuro, sei chiamato ad una precisa responsabilità, a produrre alimenti culturali, a fare in modo che l’economia e la finanza lascino finalmente il posto alle vicende umane. Una chiamata alle armi per tutti, ognuno porti le sue!». Non sarà un concerto il blitz a Folkest, ma un’autentica serata fra amici. «Sono invidioso di Neri, qualche mese fa sono stato a trovarlo a Porto Sant’Elpidio, nel teatro dove si ispira. Abbiamo fatto uno spettacolo a due con salame, formaggio e vino rosso! Pochi giorni dopo incontro De Angelis e il gioco è fatto: vengo a Spilimbergo per tenervi e tenerci compagnia. Un blitz di affetti. Cosa faremo? La fantasia non ci manca di certo». Abbiamo ancora negli occhi e nel cuore quel concerto-diario di a villa Manin. A quando con un nuovo spettacolo in Friuli? «Ho bellissimi ricordi della vostra terra. Ho raccolto molto qui, non lo dimentico mai, e ci torno con piacere, magari già il prossimo anno con il lungo tour - artistico e umano - cui sto lavorando e che partirà a metà maggio. Per il resto, sono nel bel mezzo di una vera tempesta creativa che va avanti 6 mesi: lavoro a tre progetti contemporaneamente, uno è discografico. E poi preparo una sorpresa per fine anno:
Claudio torna in un Friuli che lo ha sempre amato molto. Lui rifugge dalle celebrazioni, però questo premio di Folkest ha un sapore diverso: vuole esprimere gratitudine a chi, attraverso le proprie canzoni, diventa patrimonio e ricchezza della gente comune. Quando? Quando, come dice Vecchioni, senti uno sconosciuto cantare per strada le tue canzoni. «I premi - commenta Baglioni - da una parte ti attirano, dall’altra ti spaventano, specie quelli alla carriera, sanno di monumento. Nel caso di Folkest, si tratta di riconoscimenti molto inerenti il mestiere che hai scelto di fare e che nel campo della musica popolare, o della canzone popolare d’autore se preferisci, sono la conferma di un percorso, la testimonianza affettuosa che un pezzo importante di strada è stato fatto. Però ti dice che c’è ancora da combattere, lo dice anche a me che da 40 anni ho il privilegio di fare il musicista. Quando la gente canta per strada le tue canzoni, narcisisticamente ti piacerebbe che si parlasse più di te che delle tue canzoni, ma alla fine capisci che non importa: l’opera parla di te e per te». Crede, Baglioni, che la canzone e i cantanti possano ancora fare qualcosa di buono per l’uomo? «Ripenso a tante frasi epiche, molto anglosassoni: “la musica salverà il mondo”, “fantasia al potere”. Ma hai visto la cerimonia di apertura delle Olimpiadi? C’era la musica pop! Questo per dire che in momenti difficili come quelli che il mondo sta vivendo cantanti, canzoni e musica possono fare qualcosa di ben preciso. In questa mancanza di identità del presente, di difficile memoria del passato e di assenza di futuro, sei chiamato ad una precisa responsabilità, a produrre alimenti culturali, a fare in modo che l’economia e la finanza lascino finalmente il posto alle vicende umane. Una chiamata alle armi per tutti, ognuno porti le sue!». Non sarà un concerto il blitz a Folkest, ma un’autentica serata fra amici. «Sono invidioso di Neri, qualche mese fa sono stato a trovarlo a Porto Sant’Elpidio, nel teatro dove si ispira. Abbiamo fatto uno spettacolo a due con salame, formaggio e vino rosso! Pochi giorni dopo incontro De Angelis e il gioco è fatto: vengo a Spilimbergo per tenervi e tenerci compagnia. Un blitz di affetti. Cosa faremo? La fantasia non ci manca di certo». Abbiamo ancora negli occhi e nel cuore quel concerto-diario di a villa Manin. A quando con un nuovo spettacolo in Friuli? «Ho bellissimi ricordi della vostra terra. Ho raccolto molto qui, non lo dimentico mai, e ci torno con piacere, magari già il prossimo anno con il lungo tour - artistico e umano - cui sto lavorando e che partirà a metà maggio. Per il resto, sono nel bel mezzo di una vera tempesta creativa che va avanti 6 mesi: lavoro a tre progetti contemporaneamente, uno è discografico. E poi preparo una sorpresa per fine anno:
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