Per vedere le notizie che pubblico clikkare sul link poi su continue aspettate 5 secondi e clikkate su avanti o su skip
.......
+++++++++++++++++++++++
Visualizzazione post con etichetta PALAFABBRIS. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta PALAFABBRIS. Mostra tutti i post
mercoledì 31 ottobre 2018
INTERVISTA BAGLIONI 31 OTTOBRE 2018
PER LEGGERE L'INTERVISTA DI CLAUDIO BAGLIONI DEL 31 OTTOBRE 2018 SUL CONCERTO DI PADOVA DEL 16,7, 18 NOVEMBRE 2018 CLIKKATE QUI
Per vedere le notizie che pubblico clikkare sul link poi su continue aspettate 5 secondi e clikkate su avanti o su skip
Per vedere le notizie che pubblico clikkare sul link poi su continue aspettate 5 secondi e clikkate su avanti o su skip
domenica 2 novembre 2014
VIDEO PADOVA CONVOIRETOUR DI CLAUDIO BAGLIONI 1 NOVEMBRE 2014
http://youtu.be/hrYP9FVMLo8 AMORI IN CORSO
http://youtu.be/2r9WMMGUlsQ GAGARIN
http://youtu.be/wV4ERDq6zO8 E CHI C'AMMAZZA
http://youtu.be/8cboRh4UeWE NOTTI
Sentite soprattutto l'audio
http://youtu.be/2r9WMMGUlsQ GAGARIN
http://youtu.be/wV4ERDq6zO8 E CHI C'AMMAZZA
http://youtu.be/8cboRh4UeWE NOTTI
Sentite soprattutto l'audio
sabato 1 novembre 2014
IL CONVOIRETOUR DI CLAUDIO BAGLIONI RIPARTE DA PADOVA
http://www.lavocedivenezia.it/2014/claudio-baglioni-a-padova-sabato-sera-palafabris-033043/
Si avvicina l’atteso appuntamento con un mito della musica italiana. Claudio Baglioni domani, sabato sera, sarà live al Palafabris di Padova con il suo attesissimo ‘Convoi Retour’.
Claudio Baglioni tornerà per una nuova data anche sabato 8 novembre alla Zoppas Arena di Conegliano.
Il ‘Convoi Retour’ è la seconda parte del progetto live che, da febbraio a maggio, in uno strepitoso crescendo, ha già entusiasmato 200 mila spettatori in tutta Italia.
Claudio Baglioni racconta: “La ricostruzione non è un fatto individuale, ma un processo collettivo. Tutti sono chiamati a fare la propria parte, a mettere in gioco idee, valori, volontà, in una parola: se stessi, perché il futuro è una città che si disegna e si costruisce insieme. Ognuno di noi operaio di questa opera”.
Il concerto sarà impreziosito sul palco dal suo super-gruppo di 13 polistrumentisti, che con l’intera squadra di 90 carovanieri, costituiscono un gruppo solido che ha già percorso 6 mila chilometri, per 31 concerti e 90 ore di musica, in un eccezionale repertorio con tutti i più grandi successi e gli inediti dell’album “ConVoi”.
Claudio Baglioni nel pieno della sua maturità artistica affiderà agli spettatori la bellezza di melodie immortali che non smettono di appassionare generazioni di fan, l’intensità dei testi, la forza di nuovi, trascinanti arrangiamenti che rivelano un’anima decisamente rock, spaziando verso ogni genere musicale e verso un sound ricco, solido e sapiente.
Claudio Baglioni a Padova, domani, sabato 1, al Palafabris
Informazioni: 049/8644888
Paolo Pradolin
31/10/2014
Si avvicina l’atteso appuntamento con un mito della musica italiana. Claudio Baglioni domani, sabato sera, sarà live al Palafabris di Padova con il suo attesissimo ‘Convoi Retour’.
Claudio Baglioni tornerà per una nuova data anche sabato 8 novembre alla Zoppas Arena di Conegliano.
Il ‘Convoi Retour’ è la seconda parte del progetto live che, da febbraio a maggio, in uno strepitoso crescendo, ha già entusiasmato 200 mila spettatori in tutta Italia.
Claudio Baglioni racconta: “La ricostruzione non è un fatto individuale, ma un processo collettivo. Tutti sono chiamati a fare la propria parte, a mettere in gioco idee, valori, volontà, in una parola: se stessi, perché il futuro è una città che si disegna e si costruisce insieme. Ognuno di noi operaio di questa opera”.
Il concerto sarà impreziosito sul palco dal suo super-gruppo di 13 polistrumentisti, che con l’intera squadra di 90 carovanieri, costituiscono un gruppo solido che ha già percorso 6 mila chilometri, per 31 concerti e 90 ore di musica, in un eccezionale repertorio con tutti i più grandi successi e gli inediti dell’album “ConVoi”.
Claudio Baglioni nel pieno della sua maturità artistica affiderà agli spettatori la bellezza di melodie immortali che non smettono di appassionare generazioni di fan, l’intensità dei testi, la forza di nuovi, trascinanti arrangiamenti che rivelano un’anima decisamente rock, spaziando verso ogni genere musicale e verso un sound ricco, solido e sapiente.
Claudio Baglioni a Padova, domani, sabato 1, al Palafabris
Informazioni: 049/8644888
Paolo Pradolin
31/10/2014
sabato 5 aprile 2014
RECENSIONE DEL CONCERTO DI PADOVA CONVOITOUR 3 APRILE 2014
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cultura_e_tempolibero/2014/4-aprile-2014/baglioni-scenografico-spettacolo-cantiere--22322462564.shtml
Caschetto da cantiere ben piantato in testa (del resto lui la laurea in architettura se l'è guadagnata, mica l'ha presa ad honorem) e microfono stretto in mano. Claudio Baglioni, giovedì al PalaFrabris di Padova quasi sold out, si è materializzato davanti ad un palco “in allestimento” coperto da teli, cantando “Notte di note, note di notte”. É così che sono iniziate le tre ore di musica, intensissima, senza interruzioni e con pochissime parole della tappa padovana del ConVoiTour (lo stile è quello internazionale: poche chiacchiere e molta musica). Per le prime quattro, cinque canzoni, il palco, dedalo di tubi di ferro e bancali e casse di legno, si è svelato come una sciantosa poco a poco, sfruttando una regia perfetta che ha efficacemente pompato l'effetto sorpresa sul pubblico. “Tu come stai”, “Dagli il via” e “Acqua dalla Luna”.
Piano piano si aggiungono, un pezzo alla volta, tutti i tasselli dello spettacolo tenuto nel pugno fermo di direttore d'orchestra da Baglioni: cadono i tendoni del cantiere-palco, si presenta la superband composta da 13 polistrumentisti con i cinque del coro, uno striscione enorme recita “Tutta un'altra musica”. “Con tutto l'amore che posso”, “Domani mai” in un arrangiamento dal colore un po' folk, “Quante volte”, “Sono io”; lo spettacolo gira liscio e potente come una turbina, “Le vie dei colori” sfrutta la potenzialità delle quattro vocalist del coro per sottolineare il richiamo medioevaleggiante della melodia. In un susseguirsi di hit e super hit passano “Poster”, “Amore bello”, “Io me ne andrei” “Un nuovo giorno o un giorno nuovo” e una versione di “Gagarin” anticipata dalle parole del cantautore romano “se il giorno è nuovo dobbiamo imparare a volare come fece lui, primo al mondo”. Set nel set, lo spazio dato all'ultimo “ConVoi” in cui le canzoni sono “chiamate” di volta in volta da uno striscione gigante dietro il palco: “Dieci dita”, “In un'altra vita”, “E noi due là” e “Una storia vera”. Poi si inizia a fare sul serio e anche le due batterie cominciano a pestare come si deve (rimanendo nei limiti del pop).
Su “Cuore di aliante” volano in alto centinaia di palloncini bianchi, “Noi no” riesce perfino a desemantizzare il gesto del pugno chiuso mostrato al cielo, visto che Baglioni e il coro scandiscono il ritornello esibendo ritmicamente la mano in un guanto bianco. “E tu”, l'allegria malinconica da stornello di “Porta Portese”, la tenera “Avrai”, iniziata a piano solo. Si scala di marcia e si manda su di giri il motore per “Io sono qui”, “Mille giorni di te e di me”, “W l'Inghilterra”, “E adesso la pubblicità” e il manifesto della produzione di Baglioni, “Questo piccolo grande amore”. In un altro tipo di live sarebbe il momento dei bis. Baglioni invece tira dritto senza pensarci sparando “Strada facendo”, “La vita è adesso”, “Via” (di solito la chiusura dei live), prima di una versione corale di “Con voi”, mentre il palco ritorna lentamente cantiere, con i teli che vanno a coprire le strutture metalliche. “Grazie”, saluta un Baglioni in forma strepitosa. Sono passate più di tre ore.
Caschetto da cantiere ben piantato in testa (del resto lui la laurea in architettura se l'è guadagnata, mica l'ha presa ad honorem) e microfono stretto in mano. Claudio Baglioni, giovedì al PalaFrabris di Padova quasi sold out, si è materializzato davanti ad un palco “in allestimento” coperto da teli, cantando “Notte di note, note di notte”. É così che sono iniziate le tre ore di musica, intensissima, senza interruzioni e con pochissime parole della tappa padovana del ConVoiTour (lo stile è quello internazionale: poche chiacchiere e molta musica). Per le prime quattro, cinque canzoni, il palco, dedalo di tubi di ferro e bancali e casse di legno, si è svelato come una sciantosa poco a poco, sfruttando una regia perfetta che ha efficacemente pompato l'effetto sorpresa sul pubblico. “Tu come stai”, “Dagli il via” e “Acqua dalla Luna”.
Piano piano si aggiungono, un pezzo alla volta, tutti i tasselli dello spettacolo tenuto nel pugno fermo di direttore d'orchestra da Baglioni: cadono i tendoni del cantiere-palco, si presenta la superband composta da 13 polistrumentisti con i cinque del coro, uno striscione enorme recita “Tutta un'altra musica”. “Con tutto l'amore che posso”, “Domani mai” in un arrangiamento dal colore un po' folk, “Quante volte”, “Sono io”; lo spettacolo gira liscio e potente come una turbina, “Le vie dei colori” sfrutta la potenzialità delle quattro vocalist del coro per sottolineare il richiamo medioevaleggiante della melodia. In un susseguirsi di hit e super hit passano “Poster”, “Amore bello”, “Io me ne andrei” “Un nuovo giorno o un giorno nuovo” e una versione di “Gagarin” anticipata dalle parole del cantautore romano “se il giorno è nuovo dobbiamo imparare a volare come fece lui, primo al mondo”. Set nel set, lo spazio dato all'ultimo “ConVoi” in cui le canzoni sono “chiamate” di volta in volta da uno striscione gigante dietro il palco: “Dieci dita”, “In un'altra vita”, “E noi due là” e “Una storia vera”. Poi si inizia a fare sul serio e anche le due batterie cominciano a pestare come si deve (rimanendo nei limiti del pop).
Su “Cuore di aliante” volano in alto centinaia di palloncini bianchi, “Noi no” riesce perfino a desemantizzare il gesto del pugno chiuso mostrato al cielo, visto che Baglioni e il coro scandiscono il ritornello esibendo ritmicamente la mano in un guanto bianco. “E tu”, l'allegria malinconica da stornello di “Porta Portese”, la tenera “Avrai”, iniziata a piano solo. Si scala di marcia e si manda su di giri il motore per “Io sono qui”, “Mille giorni di te e di me”, “W l'Inghilterra”, “E adesso la pubblicità” e il manifesto della produzione di Baglioni, “Questo piccolo grande amore”. In un altro tipo di live sarebbe il momento dei bis. Baglioni invece tira dritto senza pensarci sparando “Strada facendo”, “La vita è adesso”, “Via” (di solito la chiusura dei live), prima di una versione corale di “Con voi”, mentre il palco ritorna lentamente cantiere, con i teli che vanno a coprire le strutture metalliche. “Grazie”, saluta un Baglioni in forma strepitosa. Sono passate più di tre ore.
venerdì 4 aprile 2014
SCALETTA DEI BRANI CONVOITOUR PADOVA
"Notte di note, note di notte"
"E tu come stai"
"Dagli il via"
"Acqua dalla luna"
"Con tutto l'amore che posso"
"Domani mai"
"Quante volte"
"Sono io"
"Le vie dei colori"
"Poster"
"Amore bello"
"Io me ne andrei"
"Un nuovo giorno o un giorno nuovo"
"Gagarin"
"Dieci dita"
"In un'altra vita"
"E noi due là"
"Una storia vera"
"Cuore di aliante"
"Noi no"
"E tu"
"Porta Portese"
"Avrai"
"Io sono qui"
"Mille giorni di te e di me"
"Viva l'Inghilterra"
"E adesso la pubblicità"
"Quanto ti voglio"
"Questo piccolo grande amore"
"Strada facendo"
"La vita è adesso"
"Via"
"Con voi"
"E tu come stai"
"Dagli il via"
"Acqua dalla luna"
"Con tutto l'amore che posso"
"Domani mai"
"Quante volte"
"Sono io"
"Le vie dei colori"
"Poster"
"Amore bello"
"Io me ne andrei"
"Un nuovo giorno o un giorno nuovo"
"Gagarin"
"Dieci dita"
"In un'altra vita"
"E noi due là"
"Una storia vera"
"Cuore di aliante"
"Noi no"
"E tu"
"Porta Portese"
"Avrai"
"Io sono qui"
"Mille giorni di te e di me"
"Viva l'Inghilterra"
"E adesso la pubblicità"
"Quanto ti voglio"
"Questo piccolo grande amore"
"Strada facendo"
"La vita è adesso"
"Via"
"Con voi"
INTERVISTA BAGLIONI AL MATTINO DI PADOVA DEL 3 APRILE 2014
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2014/04/03/news/amo-tutti-i-miei-brani-ma-un-po-di-piu-quelli-meno-fortunati-1.8977571
PADOVA. Claudio Baglioni stasera finalmente porta al Palafabris di Padova il “ConVoi Live Tour”. Il cantautore romano avrebbe dovuto esibirsi con questo spettacolo lo scorso 11 ottobre, ma all’Anfiteatro Camerini di Piazzola sul Brenta. Poi il tour autunnale è saltato a causa di una momentanea afonia dell’artista ed è stato riprogrammato tra il 27 febbraio e il 7 maggio. L’autore di “Questo piccolo grande amore”, proporrà tre ore di canzoni, tra classici e brani dell’ultimo album “ConVoi”.
Con il suo nuovo tour lei ha detto di volersi scrollarsi di dosso l’apatia: una costante della sua carriera?
«È così. L’abitudine uccide, è il contrario della creatività. Rimettersi in discussione ogni volta, è l’unico modo per provare a restituire una piccola parte di quanto la musica mi ha dato».
Lei ha confessato di avere pensato almeno tre volte di dare l’addio alle scene, intende farlo dopo il tour?
«Non credo. La musica è come con l’amore, si sa quando comincia, ma non si sa mai quando finisce. I grandi amori poi non finiscono mai».
Con l’album “ConVoi” ha voluto proporre delle canzoni che la rappresentassero al momento dell’uscita.
«È esattamente così, il disco è nato dal bisogno di liberarmi dai meccanismi che hanno sempre regolato e un po’ anche soffocato il mio modo di fare musica. Volevo tornare a seguire solo ispirazione e creatività. Il progetto poi è nato e si è sviluppato attraverso un dialogo innovativo tra me e chi mi segue attraverso i social network».
Lei ha scritto «La mia canzone più bella è quella che ho suonato meno». Tra i suoi brani lei ama di più quelli meno famosi?
«In un certo senso sì. Le canzoni sono un po’ come i figli: le ami tutte ma un po’ più delle altre ami quelle meno fortunate».
Di Beppe Grillo ha detto che è un protagonista «necessario» della scena politica.
«Eviterei le domande politiche. Rischiose e portano fuori strada».
Le è mai successo che i discografici cercassero di dissuaderla da un progetto considerato troppo ambizioso?
«Succede ogni volta. E, naturalmente, “ConVoi” non ha fatto eccezione. Ma non bisogna sottrarsi pregiudizialmente a questa sorta di tiro alla fune. Il confronto tra posizioni diverse è fondamentale. Per tutti».
Quando la maggior parte dei cantautori italiani negli anni Settanta proponeva canzoni impegnate, lei scriveva d’amore.
«Non sempre le mode vanno seguite. C’è chi le segue e chi pratica altre strade, le quali a volte, poi, diventano a loro volta delle mode. Io ho sempre fatto ciò che sentivo e ciò in cui credevo. Sia i temi che il mio modo di scrivere canzoni sono cresciuti con me».
Ha mai pensato ad un lavoro tra pop e jazz sulle orme di Joni Mitchell e Sting?
«Ci ho pensato molte volte e non ho ancora smesso di pensarci. E chissà che, di pensiero in pensiero».
PADOVA. Claudio Baglioni stasera finalmente porta al Palafabris di Padova il “ConVoi Live Tour”. Il cantautore romano avrebbe dovuto esibirsi con questo spettacolo lo scorso 11 ottobre, ma all’Anfiteatro Camerini di Piazzola sul Brenta. Poi il tour autunnale è saltato a causa di una momentanea afonia dell’artista ed è stato riprogrammato tra il 27 febbraio e il 7 maggio. L’autore di “Questo piccolo grande amore”, proporrà tre ore di canzoni, tra classici e brani dell’ultimo album “ConVoi”.
Con il suo nuovo tour lei ha detto di volersi scrollarsi di dosso l’apatia: una costante della sua carriera?
«È così. L’abitudine uccide, è il contrario della creatività. Rimettersi in discussione ogni volta, è l’unico modo per provare a restituire una piccola parte di quanto la musica mi ha dato».
Lei ha confessato di avere pensato almeno tre volte di dare l’addio alle scene, intende farlo dopo il tour?
«Non credo. La musica è come con l’amore, si sa quando comincia, ma non si sa mai quando finisce. I grandi amori poi non finiscono mai».
Con l’album “ConVoi” ha voluto proporre delle canzoni che la rappresentassero al momento dell’uscita.
«È esattamente così, il disco è nato dal bisogno di liberarmi dai meccanismi che hanno sempre regolato e un po’ anche soffocato il mio modo di fare musica. Volevo tornare a seguire solo ispirazione e creatività. Il progetto poi è nato e si è sviluppato attraverso un dialogo innovativo tra me e chi mi segue attraverso i social network».
Lei ha scritto «La mia canzone più bella è quella che ho suonato meno». Tra i suoi brani lei ama di più quelli meno famosi?
«In un certo senso sì. Le canzoni sono un po’ come i figli: le ami tutte ma un po’ più delle altre ami quelle meno fortunate».
Di Beppe Grillo ha detto che è un protagonista «necessario» della scena politica.
«Eviterei le domande politiche. Rischiose e portano fuori strada».
Le è mai successo che i discografici cercassero di dissuaderla da un progetto considerato troppo ambizioso?
«Succede ogni volta. E, naturalmente, “ConVoi” non ha fatto eccezione. Ma non bisogna sottrarsi pregiudizialmente a questa sorta di tiro alla fune. Il confronto tra posizioni diverse è fondamentale. Per tutti».
Quando la maggior parte dei cantautori italiani negli anni Settanta proponeva canzoni impegnate, lei scriveva d’amore.
«Non sempre le mode vanno seguite. C’è chi le segue e chi pratica altre strade, le quali a volte, poi, diventano a loro volta delle mode. Io ho sempre fatto ciò che sentivo e ciò in cui credevo. Sia i temi che il mio modo di scrivere canzoni sono cresciuti con me».
Ha mai pensato ad un lavoro tra pop e jazz sulle orme di Joni Mitchell e Sting?
«Ci ho pensato molte volte e non ho ancora smesso di pensarci. E chissà che, di pensiero in pensiero».
Iscriviti a:
Post (Atom)