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mercoledì 26 novembre 2014

CLAUDIO BAGLIONI PER GENOVA SUL SECOLO XIX


GENOVA NON È PERSA, BASTA FANGO SULLA CITTÀ CHE AMO

C ' è un fango molto più devastante di quello che la natura ci getta in faccia quando proprio non ne può più dell'avidità, cieca e insaziabile, con la quale le mettiamo le mani addosso. È il fango - tutto umano - dell'indifferenza, della commiserazione, dell'oblio e, soprattutto, della menzogna. Quando ci voltiamo dall'altra parte, fingendo di non vedere; quando compatiamo, ma da lontano e con un cinico senso di distacco e superiorità; quando dimentichiamo chi è in difficoltà e ha bisogno del nostro aiuto e, soprattutto, quando mentiamo, sostenendo che, quella di fronte a noi, ormai è una battaglia persa, solo perché non abbiamo nessuna voglia di fare la nostra parte e combattere. Perché il fango della natura si può spalare via e, a lavoro finito, non ne resta più traccia. Il fango umano, invece, è invisibile e infido. Penetra ovunque, contamina tutto e tutto sporca: menti, cuori, coscienze, occhi, gesti, parole. Contro di lui nemmeno la pala degli angeli può nulla. Non a caso, oltraggiare o disonorare irrimediabilmente qualcuno si dice, appunto, infangare. Chi considera Genova disastrata e persa sta facendo questo: la sta infangando. E la colpisce una seconda volta. Ancora più duramente di quanto non abbia già fatto la mano della natura, armata - per ben due volte negli ultimi tre anni dalla stupida follia dell'uomo. Ho suonato a Genova qualche giorno fa: ho visto il disastro, certo, ma ho visto un corpo, non un cadavere. Un ferito, non certo un morto. Ho visto il disagio, la sofferenza, la rabbia, ma anche la determinazione, l'energia, la passione e la voglia di fare. E, soprattutto, la certezza che, lavorando insieme, si riuscirà a riparare la nave e a riprendere presto il mare. Ancora una volta, Genova non impara: insegna. Insegna ciò che solo una grande civiltà sa: che la cultura dell'io ci fa naufragare anche in un bicchier d'acqua, mentre quella del noi è in grado di farci affrontare qualunque mare. Con voi tutto è possibile. La più grande ricchezza di Genova, infatti, non è il mare, la sua abbacinante bellezza o la sua nobile storia: è la sua gente. Dritta, solida e fiera come una polena che, dalla prua del suo brigantino, fissa il mare negli occhi per fargli sapere chi comanda davvero. Lei non lo teme e lo cavalcherà. E, per quanto lui possa imbizzarrirsi e scalciare, lei non si lascerà disarcionare. Nulla fermerà la sua corsa. E, quando la tempesta infuria e la forza delle onde sembra sovrastarla, lei prende un lungo respiro, trattiene il fiato, abbassa la testa, incorna l'onda con la punta del bompresso, la fende e riemerge, per puntare di nuovo l'orizzonte, pronta allo scontro successivo. Tanto perché sia chiaro che non è per caso che si è meritata l'appellativo di "Dominante dei mari". Nulla le farà perdere la rotta e il suo carico arriverà sano e salvo a destinazione. Genova non è in ginocchio. Non lo è mai stata un solo giorno in tutta la sua storia. È non solo perché, da inginocchiati, è impossibile spalare il fango, mettere ordine nelle proprie cose e ricostruire ciò che c'è da ricostruire. Ma perché quello è il suo carattere. E, come la polena di quel brigantino, ci guarda dritto negli occhi. Non vuole il nostro fango. Vuole il nostro rispetto. Chi può aiutare, aiuti; chi non può, si tolga almeno il cappello. Ma, soprattutto, chi non ha una parola capace di vero conforto o soluzioni utili, rimanga in silenzio. Molto meglio tacere che infangare. Un grande amico - a lungo compagno di musica e vita, del quale sento sempre forte la mancanza - ripeteva spesso un modo di dire che definisce bene il carattere genovese: «Sono genovese - diceva - rido poco, stringo i denti e parlo chiaro». Era il suo ritratto. Ed è anche il ritratto nobile, austero, forte e franco della gente di qui. Gente che sa cosa vuol dire strappare la vita al mare e lottare, ogni giorno, per non farsela portare via. E che ha insegnato a tutti noi a condensare il senso di questa lotta senza fine nel distillato di versi e note di canzoni immortali. Per questo sono felice ogni volta che lo sciabordio amico di questo mare mi accoglie: perché ho la possibilità di provare ad essere degno dell'immenso lascito di maestri indimenticabili e, soprattutto, per l'opportunità di ricambiare l'affetto che la gente di qui ogni volta mi dimostra, con la speranza di riuscire - se non a rendere meno raro il suo riso - a regalarle almeno un sorriso in più. E una rinnovata emozione.
Claudio Baglioni

lunedì 17 novembre 2014

RECENSIONE CONCERTO BAGLIONI GENOVA 13 NOVEMBRE 2014

http://genova.mentelocale.it/61940-genova-claudio-baglioni-voi-retour-genova-recensione/
Genova - Lunedi 17 novembre 2014
Claudio Baglioni è tornato. Dopo il suo Con voi Tour, che ha fatto tappa a Genova con un concerto sold out il 15 aprile, sette mesi dopo, giovedì 13 novembre, si ripresenta al 105 Stadium più in forma che mai. 63 anni e non sentirli, è proprio il caso di dirlo.
Nato a Roma nel 1951, musicista, compositore, autore, interprete, scrittore e architetto, Baglioni ha al suo attivo, dal 1970, ben 15 album originali, 10 album dal vivo, 2 album da interprete e diverse raccolte di successi. In 44 anni di carriera ha creato più di 360 composizioni e 4 opere musicali senza perdere lo smalto.
Ora, in scena, appare assolutamente smart: brillante, elegante, buono e bello, con la sua silhouette giovanile e i capelli sempre folti, anche se bianchi.
Con voi è sempre stata una magia. Senti che lui pensa davvero questo del suo pubblico. Sono le parole della canzone che dà il titolo al suo ultimo album, Con voi, uscito nell’ottobre 2013 seguendo un percorso originale, dato che il cantante ha pubblicato in anteprima sul web i 12 brani inediti, uno alla volta ogni 15 giorni. Ed è proprio una magia la serata stessa. Oltre tre ore di spettacolo senza tregua, dalle 21 a dopo mezzanotte. Sul palco c’è un cantiere, il simbolo di una ricostruzione ideale, coerente con il claim: tutta un’altra musica, tutti operai di quest’opera.
Baglioni inizia con Notte di note. La sua voce calda è sempre la stessa, che a quelli della mia generazione ricorda immancabilmente l’adolescenza e i banchi del liceo. Ci chiede poi: Tu come stai? e interpreta l’omonima canzone del 1978. Seguono Dagli il via, con l’uomo che cerca il suo destino; Acqua dalla luna; Andiamo a casa; la sempre-verde Con tutto l’amore che posso.
La partecipazione da parte del pubblico, che inizialmente siede ordinato nelle file, è densa. Da subito centinaia di cellulari si librano sopra le teste per registrare e scattare foto. Poi, all’improvviso – proprio come lungo il Tevere può capitare di inciampare dentro un bacio –, ci sono brani che fanno scattare tutti in piedi, all’unisono.
Si prosegue con Domani mai; Quante volte; Sono io – di nuovo in piedi –; Solo; Amori in corso.
Poster viene interpretata con le luci virate sul blu e Baglioni siede davvero sopra una panchina fredda del metrò: immortale, vibrante, commovente, con quel sogno di fuggire via trascinato nell’aria.
Poi ci sono Amore bello (1973), cantato a squarciagola dai più; Io me ne andrei; Un nuovo giorno o un giorno nuovo (da La vita è adesso, 1995); Gagarin (da Solo, 1977) che, visto il tema, Baglioni canta dall’alto delle impalcature.
E finalmente arriva qualcuna delle più recenti canzoni. Te ne accorgi, perché la gente intorno a te si zittisce, dato che non ne conosce ancora le parole a memoria. Dieci dita – cerca sempre di essere felice / e non ti manchi mai l’incanto –; E noi due là; In un’altra vita.
Si prosegue con Cuore di aliante – sempre in piedi, ondeggiando a ritmo – e Noi no, che fa sollevare foreste di mani con l’indice alzato a sottolineare il ritornello.
Da adesso l’atmosfera si scalda e il pubblico incomincia a invadere i corridoi di passaggio tra le sedie.
Contribuiscono alcuni classici, come le intramontabili Quanto ti voglio; E tu; Porta Portese. Poi Baglioni, che sinora ha suonato chitarra e percussioni, si siede al pianoforte per interpretare Avrai, una grande canzone del 1982, dedicata al suo unico figlio Giovanni, appena nato, al quale augura, tra l’altro, di avere sempre una radio per sentire che la guerra è finita.
Quindi scandisce un conto alla rovescia, da 10 a 1, e grida: Tutti! È il pretesto per cantare Io sono qui, dove ricorda che siamo tutti dentro la storia e auspica simbolicamente: non perdiamoci più di vista. W l’Inghilterra.
Sento che occorre farsi sotto al palco, adesso, e guardare da vicino le vene che pulsano nella gola del cantante, le gocce di sudore, i capelli scompigliati, le mani che stringe, il suo sguardo allo stesso tempo felice e stanco.
Questo piccolo grande amore, la canzone del secolo. Strada facendo. La vita è adesso. Tutti cantano e poi saltano e battono le mani a tempo. E arriva il gran finale: Con voi. È il momento del contatto con il pubblico (con voi c’è stata tanta fantasia), sulle parole quanto mai attuali della canzone che denomina anche il Tour: Questo è il tempo di (…) diventare liberi / di cercare un mondo nuovo e nuove identità / di restare semplici / e questo è il tempo di guardare con ingenuità, / di tornare piccoli, / di salvare la speranza nella verità, / di morire giovani.
Indossando l’elmetto da cantiere, insieme al suo team di strumentisti e voci, che presenta e ringrazia, Claudio Baglioni se ne va cantando: In cammino. Sulle impalcature rimangono lavori in corso, per il futuro.
Linda Kaiser

venerdì 14 novembre 2014

AUDIO INTERVISTA BAGLIONI GENOVA NOVEMBRE 2014

http://www.babboleo.it/radio-babboleo/musica-eventi/164386-babboleoit-incontra-claudio-baglioni

giovedì 17 aprile 2014

RECENSIONE DEL CONVOITOUR DI CLAUDIO BAGLIONI GENOVA

http://www.wakeupnews.eu/baglioni-genova-noi-appannato/
Genova – Claudio Baglioni ha affascinato anche il pubblico genovese con la sua tappa ligure del CoVoiLive Tour 2014. Il 105 Stadium di Genova Fiumara era gremito in ogni ordine e i fan hanno entusiasticamente seguito ogni brano, accompagnando con la loro voce quella di Baglioni: una sera con luci e ombre, però, perché il tempo che passa si fa sentire anche su una delle voci storiche della musica italiana.

TRE ORE… CON LUI – Il concerto ha seguito lo standard di Baglioni: tre ore circa di intensa musica, ripercorrendo un repertorio che appassiona e smuove i sentimenti, toccando corde emotive comuni a tutti forse più con i brani meno noti che con i mainstream. Se tutti cantano Questo piccolo grande amore come un grande coro collettivo, Dagli il via e Acqua dalla luna hanno chiesto ai presenti altrettanto impegno e forse dirà ai posteri qualcosa in più sul cantautore romano che non le canzoni d’amore.

baglioni
Claudio Baglioni sul palco: applaudito ma un po’ affaticato (repubblica.it)
NUOVE CANZONI, VECCHI CAPOLAVORI – Il tour giunge come nuovo momento del biennale progetto “Con voi”, con il quale Baglioni è tornato a proporre canzoni nuove ai suoi fan, producendo un nuovo album di inediti.
A sorprendere nella scaletta è stata proprio la scarsa presenza di questi nuovi brani, tutti racchiusi in una sorta di parentesi a metà concerto, con l’unica eccezione del brano principale, Con voi, che ha chiuso la serata.
L’ultima opera di Baglioni ha lasciato un segno leggero anche nei cuori dei fan: le quattro canzoni tratte da Con voi sono state le meno partecipate da parte di un pubblico che, invece, ha cantato quasi ininterrottamente per tutto il concerto e nell’ultima ora non è riuscito nemmeno a restare seduto, invadendo gli spazi più vicini al palco. L’entusiasmo, quando suona Baglioni, è sempre alto e unisce le fresche adolescenti con la neopensionate che lo seguono dagli anni ’70, passando per la generazione di mezzo dei trentenni innamorati della sua musica anni ’90.

CONVOILIVE TOUR – Baglioni è in giro per l’Italia già da febbraio, quando ha aperto a Rieti questo viaggio per i palasport; i concerti sono stati tutti dei successi dal punto di vista delle vendite e gli appassionati hanno sempre lasciato commenti entusiastici sulle performance del cantautore romano.
Il concerto, che segue una struttura classica, è privo di una narrazione centrale, come invece spesso era accaduto in passato: poche parole da Baglioni, impegnato da una scaletta densissima e priva di pause, a ritmi pressoché insostenibile per qualsiasi altro cantautore italiano. Il palco rimanda ai lavori in corso: strutture in metallo a vista, i caschetti bianchi come simbolo del tour stesso, per Baglioni questo è tornare sulla strada.
La fatica sembra farsi sentire e a fine serata rimane qualcosa in sospeso, come una sensazione di incompiuto: la stessa che ha lasciato l’album Con voi, in fin dei conti, segno che forse un’era sta finendo. Con grande rammarico di chi ha amato questo grandissimo artista.

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Baglioni e Convoilive tour 2014: musica e spettacolo (lastampa.it)
UNO STRANO BILANCIO – Tracciare un bilancio a fine serata è comunque difficile: se il Baglioni sul palco era un po’ appannato, probabilmente stanco per il lungo cammino, e se la sua voce era potente ma un po’ trattenuta – gli arrangiamenti erano quasi tutti rivisti al ribasso, mentre ampio spazio è stato dato ai coristi – è comunque vero che il pubblico si è lasciato trascinare dalla grandissima musica suonata sul palco. Non è stato il miglior Baglioni di sempre, certo, ma quando porti un parco di canzoni che spazia da La vita è adesso a E tu come stai?, passando per Io sono qui e Strada facendo, puoi permetterti di tenere un po’ più bassa la voce, sbagliare una strofa o dialogare meno con il pubblico: la folla ti seguirà comunque perché stai scandendo la storia della musica leggera italiana di questi ultimi quarant’anni. Certo, se l’arrangiamento più brillante della serata risulta essere la nuova – divertente e splendida – versione di Viva l’Inghilterra, qualcosa è andato storto.

SCALETTA – Ecco allora la scaletta del concerto di ieri sera.

Notte di Note, Note di Notte
E tu come stai
Dagli il via
Acqua dalla luna
Con tutto l’amore che posso
Domani Mai
Quante volte
Sono io
Le Vie dei Colori
Poster
Amore bello
Io me ne andrei
Un nuovo giorno o un giorno nuovo
Gagarin
Dieci Dita
E noi due là
In un’altra vita
Una Storia Vera
Cuore di Aliante
Noi no
Quanto ti voglio
E tu
Porta Portese
Avrai
Io sono qui
Mille giorni di te e di me
Viva l’Inghilterra
E Adesso la Pubblicità
Questo Piccolo Grande Amore
Strada facendo
La Vita è Adesso
Via
Con Voi

Andrea Bosio

mercoledì 13 novembre 2013

CONVOITOUR 2014 DI CLAUDIO BAGLIONI LE DATE

 http://www.blogo.it/entertainment/musica/redazione/61283/claudio-baglioni-aggiunge-nuove-date-al-tour-con-voi-2014/
Ecco tutte le date del tour 2014 di Claudio Baglioni:
27 febbraio Rieti (Nuova Data) - Pala Sojourner
1-2 marzo- Pescara - Pala Giovanni Paolo Ii
4 – 5 Caserta - Pala Maggio’
8 – 9 marzo Bari - Pala Florio
11 – 12 Acireale (Ct) - Palasport
14 Eboli (Sa) (Nuova Data) - Pala Sele
18 – 19 Roma – Pala Lottomatica
24 Perugia (Nuova Data) - Pala Evangelisti
26 – 27 Torino - Pala Olimpico
29 Bologna - Unipol Arena
31marzo e 1 aprile Firenze - Nelson Mandela Forum
3 - 4 aprile Padova - Pala Fabris
8 aprile Varese (Nuova Data) - Pala Whirlpool
11 aprile Livorno (Nuova Data) - Modigliani Forum
15 aprile Genova (Nuova Data) - 105 Stadium
18 aprile Montichiari (Bs) (Nuova Data) - Pala George
28 aprile Rimini (Nuova Data) - 105 Stadium
2 maggio Ancona (Nuova Data) - Pala Rossini
6 – 7 maggio Milano (Nuova Data) - Mediolanum Forum