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giovedì 2 ottobre 2014

CONVOITOUR DI CLAUDIO BAGLIONI LE DATE


LE DATE DEL CONVOI ReTOUR
OTTOBRE
14   ROCCARASO  Palaghiaccio G. Bolino 
 18 BRUXELLES — Forest National
21 LOCARNO – Pala Fevi
22 CUNEO – Pala S. Rocco
24 PAVIA – Pala Ravizza
25 NOVARA – Impianto Sportivo Terdoppio
26 RAVENNA – Pala De Andrè


Novembre:
1 PADOVA – Pala Fabris
3 MANTOVA – Pala Bam
5 TRENTO – Pala Trento
7 TRIESTE – Pala Trieste
8 CONEGLIANO (TV) - Zoppas Arena
10 BRESCIA – Pala Eib
12 TORINO – Pala Alpitour
13 GENOVA – 105 Stadium
15 BOLOGNA – Unipol Arena
18 ROSETO (TE) – Palasport
20 TARANTO – Pala Mazzola
21 ANDRIA (BA) - Pala Andria
22 EBOLI (SA) - Pala Sele
24 NAPOLI – Pala Partenope
25 NAPOLI - Pala Partenope
28 ROMA – Pala Lottomatica
29 ROMA - Pala Lottomatica
30 ROMA – Pala Lottomatica

Dicembre:
1 FIRENZE – Nelson Mandela Forum
3 MONTECATINI (PT) – Pala Terme
6 ACIREALE (CT) - Palasport
9 CATANZARO PALA GALLO  
12 PERUGIA – Pala Evangelisti
13 PESARO – Adriatic Arena
16 MILANO – Mediolanum Forum

giovedì 12 giugno 2014

CONVOI RETOUR PER IL FANS CLUB DI CLAUDIO BAGLIONI

PRE SALE CONVOI RETOUR
I biglietti per le seguenti date Bruxelles, Locarno, Cuneo, Pesaro, Trento, Torino, Genova, Bologna, Eboli, Napoli, Roma, Firenze e Milano, per gli iscritti a Clab saranno disponibili dalle 11.00 del 14/06/2014 fino alle 10.00 del 16/06/2014. La vendita al pubblico generale partirà su www.ticketone.it e presso i punti abituali alle 11.00 del 16/06/2014.

N.B. RICEVERETE VIA MAIL IL CODICE PROMO (VALIDO PER L'ACQUISTO DI 2 BIGLIETTI A DATA) E IL LINK DI TICKET ONE  SABATO 14 GIUGNO ALLE ORE 10.

I biglietti per tutte le altre date, per gli iscritti a Clab saranno disponibili dalle 11.00 del 19/06/2014 fino alle 10.00 del 21/06/2014. La vendita al pubblico generale partirà su www.ticketone.it e presso i punti abituali alle 11.00 del 21/06/2014.

martedì 10 giugno 2014

COMUNICATO CONVOI RETOUR DI CLAUDIO BAGLIONI



CLAUDIO BAGLIONI
'CONVOI ReTOUR'

TUTTA UN'ALTRA MUSICA. TUTTI OPERAI DI QUEST'OPERA.
Baglioni: “Il futuro? Una città che si progetta e si costruisce insieme”

Da Bruxelles il 18 ottobre la seconda parte del progetto ConVoi live

Il cantiere simbolo della ricostruzione ideale si rimette in viaggio, per una nuova straordinaria stagione di appuntamenti dal vivo.  Infatti, il 18 ottobre da Bruxelles con il CONVOI ReTOUR, prende il via la seconda parte del progetto live di Claudio Baglioni che, da febbraio a maggio, in uno strepitoso crescendo, ha già letteralmente entusiasmato 200 mila persone in tutta Italia.

“La ricostruzione – spiega Baglioni - non è un fatto individuale, ma un processo collettivo. Tutti sono chiamati a fare la propria parte, a mettere in gioco idee, valori, volontà, in una parola: se stessi, perché il futuro è una città che si disegna e si costruisce insieme. Ognuno di noi operaio di questa opera”.

Baglioni, il suo super-gruppo di 13 polistrumentisti, l'intera squadra di 90 carovanieri, ritornano sulla strada, con il pensiero guida di un tour che va incontro alla gente, dopo aver percorso già 6 mila chilometri, per 31 concerti e 90 ore di musica, in un eccezionale repertorio con tutti i più grandi successi e gli inediti dell'album “ConVoi”.
Per un secondo giro altrettanto lungo e favoloso e una rappresentazione che è spettacolo, concerto, recital, musical, happening e racconto.

Tutta un'altra musica si legge, a mo' di graffito, su una delle pareti in costruzione del “cantiere”: l'originale spazio-scenico - un multiforme mondo in continua, sorprendente evoluzione - nel quale Baglioni ha voluto ambientare il ConVoiTour 2014, per sottolineare l'idea portante del suo show: l'arte della ricostruzione.

Uno spettacolo di suoni, luci e scene, esaltante e coinvolgente, affidato alla bellezza di melodie immortali che non smettono di appassionare generazioni di fan, all'intensità dei testi, alla forza di nuovi, trascinanti arrangiamenti che rivelano un'anima decisamente rock, alla sensibilità verso ogni genere musicale e al sound ricco, solido e sapiente di una band che non si concede e non concede un solo attimo di tregua alla fabbrica delle emozioni. Un cantiere non-stop di energie e di meraviglie

LE DATE DEL CONVOI ReTOUR
Ottobre:
18 BRUXELLES — Forest National 
21 LOCARNO – Pala Fevi
22 CUNEO – Pala S. Rocco
24 PAVIA – Pala Ravizza
25 NOVARA – Palasport
29 PESARO – Adriatic Arena

Novembre:
1 PADOVA – Pala Fabris
5 TRENTO – Palasport
7 TRIESTE – Pala Trieste
8 CONEGLIANO (TV) - Zoppas Arena 
12 TORINO – Pala Olimpico
13 GENOVA – 105 Stadium
15 BOLOGNA – Unipol Arena
18 ROSETO (TE) - Palasport
21 ANDRIA (BA) - Pala Andria
22 EBOLI (SA) - Pala Sele
24 NAPOLI – Pala Partenope
28 ROMA – Pala Lottomatica

Dicembre: 
1 FIRENZE – Nelson Mandela Forum 
16 MILANO – Mediolanum Forum 


I biglietti per le seguenti date Bruxelles, Locarno, Cuneo, Pesaro, Trento, Torino, Genova, Bologna, Eboli, Napoli, Roma, Firenze e Milano, per gli iscritti al Clab ufficiale saranno disponibili dalle 11.00 del 14/06/2014 fino alle 10.00 del 16/06/2014. La vendita al pubblico generale partirà su www.ticketone.it e presso i punti abituali alle 11.00 del 16/06/2014.

I biglietti per tutte le altre date, per gli iscritti al Clab ufficiale saranno disponibili dalle 11.00 del 19/06/2014 fino alle 10.00 del 21/06/2014. La vendita al pubblico generale partirà su www.ticketone.it e presso i punti abituali alle 11.00 del 21/06/2014.

Radio Italia è la radio ufficiale del CONVOILIVE Tour.

Info sul CONVOIReTOUR www.fepgroup.it

Canali Ufficiali:
Casella di testo:


 @Cl @ClaudioBaglioni


#convoiReTour

giovedì 29 maggio 2014

RECENSIONE DEL CONVOITOUR DI CLAUDIO BAGLIONI RIMINI MAGGIO 2014

http://www.romagnanoi.it/news/cultura-eventi/1203624/Tremila-fans-in-delirio-per-Claudio.html
RIMINI - La città in costruzione che cresce sulle melodie evergreen di Claudio Baglioni, una scenografia che prende vita minuto dopo minuto. La sua struttura sono le canzoni e le emozioni del pubblico, che sabato sera a Rimini si è lasciato travolgere dalla musica del cantautore romano. L’artista ha conquistato oltre tremila persone al 105 Stadium, fans di tutte le età, gruppi di amiche, famiglie e coppie, in platea e nelle tribune non hanno smesso di cantare un attimo, tre ore di concerto volate sulle note di 33 canzoni. Baglioni non si è concesso nessuna pausa, ha attraversato quarant’anni di musica, partendo da Notte di note, note di notte per chiudere con il brano Con Voi, che dà il titolo al suo ultimo album e al tour che lo vede protagonista da fine febbraio nei palazzetti italiani. Ieri la seconda data romagnola a Forlì al Pala Credito di Romagna e poi la chiusura a Milano al Mediolanum Forum il 6 e 7 maggio. Uno show intenso, dove l’artista è accompagnato da tredici musicisti. I nuovi arrangiamenti dei pezzi regalano un’anima più rock, così come il look che sfoggia, giacca di jeans e pantaloni scuri. La musica è al centro dello spettacolo, non c’è spazio per le parole, qualche frase per condurre nello show e solo alla fine un affettuoso ringraziamento ai suoi fans per essere stati insieme a lui “operai di questa serata”. Un cantiere in musica, dove l’artista è salito e sceso dalle impalcature, un “non-palco” in continua evoluzione, i mattoni sono le hit immortali, da Io me ne andrei all’appassionante Con tutto l’amore che posso, in cui duetta con le quattro voci femminili del quintetto di vocalist.

Cambio di scena su Porta Portese, Baglioni e i suoi musicisti indossano foulards al collo, è una giornata di mercato e due fisarmoniche accompagnano gli immaginari acquisti. Cresce l’emozione su Amore bello, il pubblico si alza in piedi, ha gli occhi lucidi, ricordi di amori lontani che si intrecciano sulla romantica E tu. Una versione intima e suggestiva per Avrai, un sipario bianco lo separa dal gruppo, interpreta il brano al pianoforte e, come ombre cinesi, un quartetto d’archi lo segue. Il rock torna subito a essere protagonista, l’artista lancia un conto alla rovescia e dopo quasi due ore di show annuncia ironicamente che lo spettacolo sta per incominciare, travolge con Io sono qui, ma è Questo piccolo grande amore che fa sciogliere il pubblico. Dopo qualche tentativo dalla platea una piccola folla si alza e raggiunge il palco, l’artista stringe le mani, accetta una rosa rossa, saluta calorosamente e chiude abbracciando idealmente tutto il 105, augurando a tutti di fare “sogni bellissimi” e con la promessa di nuovi incontri. La sua città ideale è costruita, completamente vestita da una scenografia illuminata da luci e nutrita da un’energia nuova per costruire un futuro positivo.

Lina Colasanto

venerdì 9 maggio 2014

SCALETTA DEI BRANI DEL CONVOITOUR DI CLAUDIO BAGLIONI

NOTTE DI NOTE NOTE DI NOTTE
E TU COME STAI
DAGLI IL VIA
ACQUA DALLA
CON TUTTO L’AMORE CHE POSSO
DOMANI MAI
QUANTE VOLTE
SONO IO
LE VIE DEI COLORI
POSTER
AMORE BELLO
IO ME NE ANDREI
UN NUOVO GIORNO O UN GIORNO NUOVO
GAGARIN
DIECI DITA
E NOI DUE LÀ
IN UN’ALTRA VITA
UNA STORIA VERA
CUORE D’ALIANTE
NOI NO
QUANTO TI VOGLIO
E TU
PORTA PORTESE
AVRAI
IO SONO QUI
MILLE GIORNI DI TE E DI ME
W L’INGHILTERRA
E ADESSO LA PUBBLICITÀ
QUESTO PICCOLO GRANDE AMORE
STRADA FACENDO
LA VITA È ADESSO
VIA
CON VOI

domenica 4 maggio 2014

RECENSIONE E FOTO DEL CONCERTO DI ANCONA DEL CONVOITOUR

ANCONA - Claudio Baglioni inizia il concerto con il casco, accompagnato da bodyguard anche loro con l’elmetto di protezione ma non parla dell’incidente occorso a un operaio fuori dal PalaRossini.
La scenografia era già prevista. Parte subito la musica: Tu come stai? Un saluto ad Ancona. Ecco la maratona di Baglioni. Ci vuole il fisico per realizzare un concerto così. E soprattutto tanto cuore per far emozionare. Ancora.
Trentatrè tra i più grandi successi del pop d’autore italiano dagli anni ’70 ad oggi, per tre ore di grande musica senza interruzioni, prodotte da un supergruppo di 13 straordinari polistrumentisti. Numeri da brividi per chi fa musica da quarant’anni. Ma Claudio è così. I suoi show sempre studiati fino al minimo dettaglio, lo sa bene chi ha avuto la possibilità di assistere alle sue prove. Niente lasciato al caso. Così che in una macchina dagli ingranaggi perfetti possa emergere più facilmente il cuore. Quello che Baglioni ha saputo regalare ai suoi fans nel concerto al PalaRossini. Con un intento chiaro: “Convoi” tour, ovvero condividere, vivere insieme le canzoni di oltre quaranta anni di successi con il pubblico a cui le canzoni stessa appartengono.

Il concerto è una sorta di antologia, come una costruzione dove i brani del passato fungono da fondamenta per l’edificazione di un palazzo nuovo. Costruzione che presuppone l'esistenza di un "cantiere", il quale è rappresentato dallo spazio scenico in cui lo spettacolo è ambientato (con impalcature, pedane e caschetti di protezione - gli stessi che Baglioni ha indossato sul palco dell'Ariston in occasione della sua ospitata al Festival di Sanremo 2014). Lo sviluppo si svolge a quaterne di pezzi: ogni quattro brani si sale su un piano di lavoro più alto, sia per quanto riguarda la sonorità delle canzoni sia per i racconti proposti dai testi. Tra un pezzo e l’altro è un flusso musicale ininterrotto, una partitura suonata senza pause. Per le parole sembra non esserci tempo, quasi per non togliere alle canzoni il ruolo di protagoniste assolute dell’intensa notte anconetana. Lo spettacolo gira liscio e potente come una turbina. L’entusiasmo, quando suona Baglioni, è sempre alle stelle: gridano e cantano adolescenti, neopensionate che lo seguono dagli anni ’70, trentenni innamorati della sua musica anni ’90.
http://www.corriereadriatico.it/SPETTACOLI/ancona_claudio_baglioni_concerto_palarossini_convoitour/notizie/664795.shtml#fg-slider7
Lui, classico completo nero e la chitarra al collo non smette mai di muoversi, dispensando saluti e strette di mano in tutti gli angoli del palco.

A sorprendere nella scaletta è la scarsa presenza di nuovi brani, tutti racchiusi in una sorta di parentesi a metà concerto, con l’unica eccezione del brano principale, Con voi, che ha chiuso la serata. Per il resto il concerto si snoda tra canzoni nuove e brani “antichi” e in parte inaspettati, come Acqua dalla luna o Gagarin. Ma non possono assolutamente mancare E tu, Porta Portese, Avrai, Poster (solo Claudio, chitarra e voce, più cinque ottimi coristi) e quella che è stata definita da molti la canzone più bella del secolo scorso: Questo piccolo grande amore. Della serie la bellezza vince sul tempo.
Sabato 3 Maggio 2014

mercoledì 30 aprile 2014

INTERVISTA BAGLIONI CORRIERE DELLA SERA VIVIMILANO DEL 30 APRILE 2014

http://vivimilano.corriere.it/concerti/faccia-faccia-claudio-baglioni_223144211058.shtml
Descrizione: ”Faccia a Faccia” esclusivo con Baglioni, riservato ai lettori che si saranno prenotati con il coupon pubblicato su ViviMilano in edicola il 30 aprile.

Un disco e due tour. In pochi mesi Claudio Baglioni, classe 1951, ha pubblicato il nuovo album «ConVoi» e si è messo on the road per due serie di concerti: il recital teatrale «DieciDita», un progetto che lo vede da solo sul palco, e il «ConVoiLive», il tour nei palazzetti che si chiude proprio a Milano, al Forum il 6 e il 7 maggio. Alla vigilia, lunedì 5, i lettori di «ViviMilano» hanno l’opportunità di incontrare Baglioni dal vivo, in esclusiva, in un «Faccia a faccia» nella Sala Buzzati del Corriere della Sera.
Per fortuna che pochi mesi fa avevi detto di aver pensato a uno stop definitivo per la tua carriera…
«Ci avevo pensato seriamente. Mi sembrava che tante cose fossero compiute e che andare avanti sarebbe stato in un certo senso una forma di accanimento terapeutico. Poi ci sono delle gratificazioni, come quelle che arrivano da questo “giro”, di cui non puoi non tenere conto e che ti fanno dire che vale la pena andare avanti».
Sottotitolo del tour: «Tutta un’altra musica». Che volevi dire?
«Che la musica torna al centro della scena. E infatti con me sul palco ci sono 13 polistrumentisti (2 batterie, 2 chitarre, basso, 3 tastiere, 5 vocalist ndr). Il finale di molti brani è legato all’intro di quello successivo come in un convoglio. Tutto è suonato dal vivo e molte canzoni sono presentate in modi diversi. Ci divertiamo noi per primi sul palco… Del resto in inglese, francese e tedesco, si usa la stessa parola per i temini suonare e giocare: play, jouer, spielen. Insomma, sentivo l’esigenza di novità: non solo un cambiare tanto per cambiare».
La scenografia evoca un cantiere in evoluzione e in un paio di momenti vi mettete pure il caschetto da muratore…
«Sono tornato nei palazzetti e nelle arene indoor dopo 8 anni. All’inizio ero perplesso non solo perché in quegli spazi il suono è difficile da gestire, ma perché fare un popshow o un rockshow mi sembrava ormai un qualcosa fuori dai tempi. Così ci è venuta l’idea di non avere un palco ma di farlo immaginare al pubblico. Poi c’è anche un legame con la musica che in fondo è un architettura senza edificio e di quel mondo usa anche la terminologia. E infine c’è un richiamo alla situazione del nostro Paese chiamato a scrollarsi la polvere di dosso. Un cantiere evoca qualcosa che deve salire».
Tre ore di concerto. Ci sarà tutto?
«Sarà un concerto antologico, ci sono i passaggi più riconosciuti dal pubblico ma anche sei brani dell’ultimo lavoro e delle canzoni che definirei meno convenzionali. L’intenzione è quella di attraversare la mia carriera: 45 anni se consideriamo il mio primo disco, 50 anni se partiamo dalla prima esibizione pubblica a un concorso per voci nuove a Centocelle nel 1964».
Ricordi di allora, di quella prima volta?
«Andai con un amico che cercavo di emulare. Era la festa del patrono, san Felice da Cantalice. C’è la parola canta… “nomen omen”… Da quel momento mio padre cominciò a crederci».
Tre ore sul palco (e 33 canzoni): come ti prepari fisicamente?
«Sul palco mi muovo molto: siamo quasi al confine con il recital, il musical o la rappresentazione teatrale, anche se parlo pochissimo. Nell’85, per la riapertura dello stadio Flaminio a Roma, feci un esperimento con l’Istituto di Medicina dello sport. Durante il concerto ero sotto controllo medico: nascosti dagli abiti avevo gli elettrodi per l’elettrocardiogramma e ogni 4-5 pezzi andavo dietro le quinte per soffiare in uno spirometro. Venne fuori che lo sforzo fisico per affrontare un concerto era paragonabile a quello di una mezza maratona. Quindi ci vuole una buona preparazione fisica. Col tempo poi si impara anche a mettere le canzoni in scaletta in un certo ordine, ma alla fine ho scoperto che l’adrenalina fa miracoli e ti inonda anche quando non sei in perfetta forma».
Poche parole in concerto, ma all’incontro coi lettori sarà il contrario: nudo, senza la musica a proteggerti…
«Mi fa piacere. Non vorrei che a un certo punto della mia vita la musica diventasse un cappotto. Questi incontri sono interessanti perché parli di musica, ma musica vista come quel legante che ti mette assieme ad altre persone. Il successo spesso viene misurato in termini di popolarità e con i numeri e i soldi… Ma da un certo punto in poi, eliminati gli aspetti del divismo, il successo è anche un segnale del motivo per cui vivi nel mondo e ti rapporti agli altri».
Cosa c’è dopo questo tour?
«Lo spettacolo di Milano dovrebbe essere l’ultima data ma proprio in questi giorni stiamo decidendo se ripartire ancora per questa che è un’avventura in divenire. Sto valutando l’incastro con i tempi e le scadenze di altri progetti. Sono in tour con una chitarra da viaggio e una chitarra silente, così posso suonare e lavorare anche di notte in albergo senza disturbare nessuno. Da qualche anno scrivo così in movimento. Sono tornato a quando ero studente, che giravo senza sosta attorno alla scrivania>.
Ci sono già nuove canzoni, quindi?
«In questi ultimi 4-5 anni ho preso tanti appunti, sia musicali sia letterari. Quindi sono andato a rivisitare questo grande magazzino di carta. Ho scritto tutto su un librone ufficiale con le pagine stampate col pentagramma e su foglietti volanti. Non avevo registrato nulla per non farmi influenzare dal fatto che una volta canti meglio di un’altra

martedì 29 aprile 2014

INTERVISTA BAGLIONI MESSAGGERO DI ANCONA DEL 29 APRILE 2014


http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=658658ANCONA - C'è chi dà importanza alle scenografie ad effetto e chi, invece, mette solo la musica in prima piano. Ecco, in tutto questo, Claudio Baglioni fa parte della seconda categoria. Di quelli che nella loro carriera hanno scritto canzoni per condividere emozioni ed immagini. Non per niente l'ultimo disco, con cui farà tappa al Palarossini di Ancona il 2 maggio (ore 21), si chiama "ConVoi". Un messaggio chiaro e limpido di condivisione. Convoilive tour, 33 tra i più grandi successi del pop d'autore italiano dagli anni '70 ad oggi, per tre ore di grande musica. «Il rapporto con il pubblico è fondamentale per me e per il senso che do allo spettacolo - dice il cantautore - tanto che questo disco ha un titolo così esplicativo, proprio perché è nato da lunghi dialoghi che ho intrattenuto con i miei fans sui social network».
Da cui, appunto, è nato "ConVoi", il primo disco di inediti dal 2003. Come mai questa lunga attesa?
«Perché ho sempre cercato di fare ciò che sento. I miei album di inediti sono usciti quasi con il contagocce. A molti anni di distanza l'uno dall'altro, contro ogni logica di mercato. Questo perché non ho mai pensato ai dischi come ad appuntamenti commerciali o, peggio, adempimenti contrattuali. Sono sempre entrato in sala di registrazione quando sentivo di avere qualcosa da dire e l'urgenza di dirla. Non a caso credo che "ConVoi" sia uno dei dischi migliori che ho fatto. Sicuramente il migliore degli ultimi 20».
Una canzone può ancora scaldare il cuore. Ma riesce a muovere le folle, come un tempo?
«Deve scaldare il cuore e anche commuovere, nel significato originale della parola: agitare, scuotere e anche turbare. Se non fa tutto questo, se passa senza lasciare il segno, allora non ha senso e non serve. Solo che, per poter far questo, deve anche avere l'attenzione che merita. Non so se una canzone può muovere le masse, ma so che la ricostruzione di un certo tessuto artistico non può essere un fatto individuale, ma deve essere un processo collettivo nel quale tutti sono chiamati a fare la propria parte, mettendo in gioco idee, valori, energie».
Come nasce una canzone di Claudio Baglioni?
«Non c'è un sistema o una formula, ma c'è un metodo. Diciamo che esistono due fasi: semina e raccolta. La semina può avvenire ovunque. Durante una passeggiata, un viaggio in auto, una lettura, un film, un incontro. Anche se il momento ideale è la notte, quando il rumore di fondo dell'esistenza si abbassa fin quasi a scomparire ed è più facile ascoltare e decifrare il suono del silenzio. Può sembrare strano, ma la musica nasce dal silenzio. E le melodie migliori sono quelle che valgono quanto un bel silenzio o, almeno, non ce lo fanno rimpiangere. La raccolta, invece, è un lavoro che richiede tempo, concentrazione e tanta, tanta disciplina».
Lei ha avuto modo di collaborare con tantissimi artisti. Ce n'è uno in particolare, con cui vorrebbe iniziare un percorso?
«Peter Gabriel è senz'altro una delle "teste" più interessanti che ho avuto l'occasione di incontrare e, se dovessi partire per una arrampicata non in solitaria, mi piacerebbe davvero che lui fosse uno dei compagni di cordata».
Ad Ancona c'è uno zoccolo duro dei suoi fan. Ha in mente qualcosa di particolare per il pubblico dorico?
«Un concerto come non se ne sentono più da tempo, con la musica che torna protagonista e riconquista il centro della scena. E' lei, infatti, la padrona di casa. Ed è anche l'effetto speciale più grande di uno show nel quale ogni cosa nasce per sottolinearne intensità, magia ed energia. Tre ore di musica senza interruzioni, con più di 30 brani che si fondono uno nell'altro» .
La data è organizzata dalla F&P Group con la Criluma Eventi. Biglietti in prevendita su CiaoTickets e ticketone e presso Criluma Viaggi, via Totti 2. Infoline 071.9945580.

Martedì 29 Aprile 2014 - 12:33
Ultimo aggiornamento: 12:35
© RIPRODUZIONE RISERVATA

sabato 26 aprile 2014

CLAUDIO BAGLIONI SCRIVE PER IL CORRIERE ADRIATICO APRILE 2014

http://www.corriereadriatico.it/SPETTACOLI/amp_8203_amp_8203_claudio_baglioni_racconta_legame_ancona_palarossini_concerto_convoitour/notizie/650161.shtml
ANCONA - "C'è un filo rosso, lontano ma ricco di significato, che lega Ancona ai concerti di questo ConVoiTour: l'idea stessa della ricostruzione". Comincia così il ricordo che Claudio Baglioni ha affidato al Corriere Adriatico per presentare il concerto che si terrà venerdì 2 maggio al PalaRossini di Ancona.

E prosegue.

"Chi fosse curioso della storia delle origini della città, infatti, scoprirebbe che un gruppo di esuli dalla tirannide di Dionisio, navigando verso nord alla ricerca di un posto nel quale ricostruire la democrazia, lo trovò in un affascinante gomito di terra appoggiato sull'Adriatico. Lì gli esuli decisero di fermarsi per fondare una città che deve il suo nome proprio alla curiosa forma di quel tratto di costa: "ankòn", in greco antico significa, appunto, "gomito".
Da allora sono passati più quasi duemilaquattrocento anni e nessuno di noi, oggi, fugge per fortuna da una tirannia, ma il desiderio di una ricostruzione ideale e - perché no? - morale è avvertito lo stesso da tutti e tutti sentiamo che si tratta di qualcosa che non è più possibile rimandare".

"L'idea di questa ricostruzione - prosegue Baglioni - ideale e morale, quindi, è alla base dell'intero progetto "Con Voi" ed è anche lo spirito che anima il giro di concerti che venerdì 2 maggio mi porterà al PalaRossini. Perché "Con Voi"? Perché, se è vero che il cambiamento deve partire da ciascuno di noi, è ancora più vero che non può ridursi ad un fatto personale, né esaurirsi in qualcosa che rimane racchiuso dentro di noi. Da soli si può fare molto, ma insieme si può fare molto di più. Un po' come avviene nelle canzoni: una melodia e un testo, infatti, possono essere belli anche da soli, ma è solo quando si fondono, sommando bellezza a bellezza, che nascono canzoni senza tempo, che non smettono mai di emozionare e far riflettere. La ricostruzione della quale parlo somiglia, allora, a una di quelle canzoni: un'opera nella quale tutti sono chiamati a fare la propria parte, mettendo in gioco idee, valori, energie... in una parola: se stessi. Per questo il mio invito è quello di far parte di quel "Voi" "Con" il quale, giorno dopo giorno, quest'opera prende forma. Ed è questo il motivo per il quale ho voluto ambientare questi concerti non su un palco tradizionale, ma all'interno di un cantiere: uno spazio scenico in continua evoluzione, che solo nel finale si rivela simbolo di questa ricostruzione".

"Perché l'idea - scrive l'artista - è che la musica sia la scintilla che dà la scossa per scrollarci di dosso il peso morto del presente, ma anche l'energia di cui abbiamo bisogno per prendere il mare verso un domani che somigli un po' di più alla parte migliore di noi. Per questo nel ConVoiTour la musica torna protagonista e riconquista, prepotentemente, il centro della scena. E' lei, infatti, la padrona di casa ed è anche l'effetto speciale più sorprendente di uno spettacolo nel quale tutto - spazi di luce di taglio teatrale e cinematografico, piccoli gesti simbolici ed effetti scenici "analogici" - è pensato per sottolinearne intensità, magia ed energia. Tre ore di concerto senza interruzioni, con una scaletta di trentatré brani che si fondono uno nell'altro, eseguiti da un super-gruppo di tredici polistrumentisti, con arrangiamenti, sonorità e interpretazioni dall'anima molto più rock che pop. "Tutta un'altra musica!", ha scritto un writer su uno dei teli che rivestono il nostro cantiere. E' vero: l'ambizione è quella di dar vita ad un concerto come non se ne sentono più da tempo, nella consapevolezza che più presto la musica ritrova il posto che le spetta dentro di noi e più rapida e più fertile sarà la strada della ricostruzione. E questo per una ragione semplice, ma fondamentale: migliore la musica, migliori noi".

"E anche il futuro - chiude Baglioni - ancora di più che una canzone, è un viaggio da progettare e realizzare insieme. Esattamente come accade in mare, dove c'è bisogno dell'opera costante, intensa e appassionata di tutti, dal momento che la traversata verso il tempo nuovo è sempre una traversata per marinai coraggiosi".

PalaRossini pronto ad ospitarlo
Dopo un'impressionante serie di sold out, il 2 maggio approda finalmente anche al PalaRossini di Ancona, il concerto che - sin dalle prime date - si è imposto come l'evento musicale 2014: il ConVoiLive Tour di Claudio Baglioni. 33 tra i più grandi successi del pop d'autore italiano dagli anni '70 ad oggi, per tre ore di grande musica senza interruzioni, prodotte da un supergruppo di 13 straordinari polistrumentisti.
Ambientato in uno spazio-scenico sorprendente - il "cantiere" di una ideale città in costruzione - che, scena dopo scena, cresce cambiando identità, questo COnVoiLive ribalta le tendenze degli ultimi anni riportando, prepotentemente, la musica al centro della scena. Tutta un'altra musica nella riscoperta di sonorità ed effetti spettacolari "analogici". Con il contributo di linguaggi e ritmi fortemente innovativi.
La data anconetana è organizzata dalla F&P Group in collaborazione con la Criluma Eventi.
Per assistere al concerto di Ancona è possibile acquistare i biglietti in prevendita sul circuito CiaoTickets, sul circuito ticketone www.ticketone.it e presso i punti vendita abituali e presso la Criluma Viaggi, Via S. Totti 2 - Ancona. Infoline 071.9945580.
Il tour di Baglioni dopo Ancona farà tappa il 3 al 105 Stadium di Rimini, il 4 al PalaCreditodiRomagna di Forlì e il 6 e 7 al Mediolanum Forum di Milano. Intanto continua a rimanere in classifica l’album “Con Voi” pubblicato ad ottobre.
Giovedì 24 Aprile 2014

venerdì 25 aprile 2014

CALENDARIO CONVOITOUR DI CLAUDIO BAGLIONI ULTIME DATE

VENERDÌ
02
MAGGIO 2014

CLAUDIO BAGLIONI
CONVOITOUR
PALA ROSSINI
ANCONA (AN)
ORE
21:00

SABATO
03
MAGGIO 2014

CLAUDIO BAGLIONI
CONVOITOUR
105 STADIUM
RIMINI (RN)
ORE
21:00

DOMENICA
04
MAGGIO 2014

CLAUDIO BAGLIONI
CONVOITOUR
PALA CREDITO DI ROMAGNA
FORLÌ (FC)
ORE
21:00

MARTEDÌ
06
MAGGIO 2014

CLAUDIO BAGLIONI
CONVOITOUR
MEDIOLANUM FORUM
ASSAGO (MI)
ORE
21:00

MERCOLEDÌ
07
MAGGIO 2014

CLAUDIO BAGLIONI
CONVOITOUR
MEDIOLANUM FORUM
ASSAGO (MI)
ORE
21:00

martedì 22 aprile 2014

RECENSIONE CONCERTO BAGLIONI CONVOITOUR MONTICHIARI

http://www.giornaledibrescia.it/cultura-e-spettacoli/il-muratore-baglioni-costruisce-una-super-festa-1.1854568
il palcoscenico a mo’ di città in costruzione, ieri sera al Palageorge di Montichiari, è non solo l’apertura del concerto di Claudio Baglioni, in scena nell’ambito del «ConVoiTour» davanti ad oltre tremila persone, ma anche un nuovo modo per stupire tre generazioni di fan pronti a godersi una lunga scaletta mozzafiato di pezzi storici e mai dimenticati.
Appare in gran forma, Baglioni, che sceglie un inizio soft con «Notte di note, note di notte», seguita da «E tu come stai?», brano che comincia a scaldare il pubblico, e «Dagli il via». La prima novità riguarda l’arrangiamento dei pezzi, che si scrollano di dosso il vecchio abito musicale, quello che li ha accompagnati per decenni, lasciando spazio a sonorità rock, interpretate tuttavia con garbo, senza strappi.
Sfilano pure canzoni più recenti, come «Dieci dita», «È noi due là», «In un’altra vita», «Una storia vera»... Gradevoli, pur se non della stessa pasta di quelle che hanno fatto epoca. Arriva «Poster», in acustico, con le vocalist ed una veste inedita. Convincono la ritmica di «Amore bello» e il mix tra grinta e delicatezza di «Io me ne andrei», brani che varrebbero da soli il prezzo del biglietto.
L’artista romano ha ancora colpi in canna, con le gemme che possono essere cantate dagli spettatori di ogni età: «Quanto ti voglio», «E tu», «Porta Portese», «Avrai», «W l’Inghilterra», «Questo piccolo grande amore», «Strada facendo» (... «arriverai a Chiari», recita uno striscione simpaticamente esposto)..., in attesa della chiusura con la canzone che dà il titolo al tour.
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http://www.bresciaoggi.it/stories/Home/707735_baglioni_la_vita__sempre_adesso/
Si dice che la vita vera inizi solo una volta superata la quarantina. Osservando Claudio Baglioni esibirsi sul palco del Palageorge di Montichiari verrebbe da correggere il detto e posticiparlo di almeno una ventina d'anni.
Come un pregiato vino d'annata, (la citazione enologica è d'obbligo, viste le eccellenze bresciane nel settore) il cantautore romano, 63 primavere il prossimo 16 maggio, sembra infatti migliorare con il passare del tempo.
Basta snocciolare un paio di dati per riuscire a comprendere lo stato di grazia attraversato da un artista capace di incantare intere generazioni di appassionati: 3 ore di concerto, con oltre 30 canzoni divise fra successi storici e novità dell'ultimo album «Con Voi» da cui il tour trae il proprio nome, sostenute da un nutrito gruppo di 13 polistrumentisti, tra cui brillano Paolo Gianolio, Mario Guarini, Roberto Pagani, Elio Rivagli e Pio Spiriti, già presenti in passate esibizioni dal vivo.
Il lungo volo di Baglioni sul suolo nazionale, spiccato da Rieti il 27 febbraio, ha toccato, diverse città italiane, riscuotendo unanime consenso di pubblico e critica, e si accinge ora a planare verso la propria fase conclusiva, il cui fulcro sarà rappresentato dalla serata al Mediolanum Forum di Milano, il 6 maggio.
PER COMPRENDERE a pieno il significato del «ConVoiLive Tour» è però necessario contestualizzarlo in maniera debita: si tratta infatti della seconda parte di un ambizioso progetto iniziato lo scorso Natale con la rappresentazione teatrale «Diecidita», in cui Baglioni si è calato nei panni dell'autore, dell'interprete e del narratore, condendo la propria performance con un accompagnamento al pianoforte ed alla chitarra.
Ulteriori dimostrazioni di un eclettismo artistico e culturale che sembra aver trovato la propria definitiva consacrazione. A far da cornice all'esibizione del Palageorge il cantiere di un'ideale città, in grado di evolversi e progredire parallelamente all'esecuzione dei vari brani, assurgendo ad allegoria della crescita e della ricostruzione, di cui la musica è scintilla vitale.
Un processo in cui nessuno deve essere escluso, ma dove tutti sono chiamati a contribuire in maniera attiva: è solo questa la via percorribile per rendere realmente concreta la pregnanza dello striscione «Tutta un'altra musica» che campeggia in primo piano, perno attorno al quale tutto ruota.
Insomma, è un Baglioni in splendida forma quello che alimenta le suggestioni della nutrita e variegata folla monteclarense, stimata attorno alle 3000 unità.
UN PUBBLICO plaudente e «cantante», catturato dall'ipnotica personalità del cantautore (presentatosi sulla scena con un perfetto travestimento da operaio semplice), appassionatamente trascinato, sin da subito, con pezzi celeberrimi quali «E tu come stai?» o «Dagli il via» e quindi con una costante scalata che trova il proprio naturale apogeo in «Questo piccolo grande amore»: il sempiterno emblema di una carriera che da più di 40 anni non smette di regalare emozioni.
Con la convinzione, nemmeno troppo celata, che il meglio debba ancora venire: d'altronde non è lui stesso a cantare che «la vita è adesso»?

Jacopo Manessi

venerdì 18 aprile 2014

RECENSIONE DEL CONVOITOUR DI CLAUDIO BAGLIONI VARESE

http://www3.varesenews.it/varese/claudio-baglioni-al-palazzetto-raccontateci-le-vostre-emozioni-286972.html
Varese -
Ci sono tre generazioni in coda per vedere Baglioni. Dai giovani che hanno appena imparato ad accordare la chitarra sulle note di Questo piccolo grande amore. Ai loro genitori che ascoltavano gli stessi brani quando erano ragazzi. E che ancora oggi li fanno girare sul giradischi, quando sono in cerca di romantiche emozioni. L’emozione si può toccare tanto è forte. C’è chi porta un vecchio vinile, con la firma dello stesso cantautore collezionata anni prima. Chi si è messo una maglietta a tema. E chi ha uno striscione con la scritta «sei il mio piccolo grande amore».
Accendini, come si usava un tempo, prendono il posto dei cellulari. Sembra che tutti, andando ad ascoltare Baglioni, vogliano tornare indietro, a qualcosa che si è perso ma che è sempre attuale.
Il concerto sarà coinvolgente e appassionante. Il pubblico, entusiasta, in piedi, canterà, dall’inizio alla fine, i pezzi in scaletta. Quelle di Baglioni sono melodie immortali non smettono di appassionare generazioni di fan. I testi hanno un’energia antica e nuova, composti su arrangiamenti che rivelano un’anima più rock che pop.
E un sound ricco e potente di una band che non si concede e non concede un solo istante di tregua alla fabbrica delle emozioni. A. Mor.

giovedì 17 aprile 2014

RECENSIONE DEL CONVOITOUR DI CLAUDIO BAGLIONI GENOVA

http://www.wakeupnews.eu/baglioni-genova-noi-appannato/
Genova – Claudio Baglioni ha affascinato anche il pubblico genovese con la sua tappa ligure del CoVoiLive Tour 2014. Il 105 Stadium di Genova Fiumara era gremito in ogni ordine e i fan hanno entusiasticamente seguito ogni brano, accompagnando con la loro voce quella di Baglioni: una sera con luci e ombre, però, perché il tempo che passa si fa sentire anche su una delle voci storiche della musica italiana.

TRE ORE… CON LUI – Il concerto ha seguito lo standard di Baglioni: tre ore circa di intensa musica, ripercorrendo un repertorio che appassiona e smuove i sentimenti, toccando corde emotive comuni a tutti forse più con i brani meno noti che con i mainstream. Se tutti cantano Questo piccolo grande amore come un grande coro collettivo, Dagli il via e Acqua dalla luna hanno chiesto ai presenti altrettanto impegno e forse dirà ai posteri qualcosa in più sul cantautore romano che non le canzoni d’amore.

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Claudio Baglioni sul palco: applaudito ma un po’ affaticato (repubblica.it)
NUOVE CANZONI, VECCHI CAPOLAVORI – Il tour giunge come nuovo momento del biennale progetto “Con voi”, con il quale Baglioni è tornato a proporre canzoni nuove ai suoi fan, producendo un nuovo album di inediti.
A sorprendere nella scaletta è stata proprio la scarsa presenza di questi nuovi brani, tutti racchiusi in una sorta di parentesi a metà concerto, con l’unica eccezione del brano principale, Con voi, che ha chiuso la serata.
L’ultima opera di Baglioni ha lasciato un segno leggero anche nei cuori dei fan: le quattro canzoni tratte da Con voi sono state le meno partecipate da parte di un pubblico che, invece, ha cantato quasi ininterrottamente per tutto il concerto e nell’ultima ora non è riuscito nemmeno a restare seduto, invadendo gli spazi più vicini al palco. L’entusiasmo, quando suona Baglioni, è sempre alto e unisce le fresche adolescenti con la neopensionate che lo seguono dagli anni ’70, passando per la generazione di mezzo dei trentenni innamorati della sua musica anni ’90.

CONVOILIVE TOUR – Baglioni è in giro per l’Italia già da febbraio, quando ha aperto a Rieti questo viaggio per i palasport; i concerti sono stati tutti dei successi dal punto di vista delle vendite e gli appassionati hanno sempre lasciato commenti entusiastici sulle performance del cantautore romano.
Il concerto, che segue una struttura classica, è privo di una narrazione centrale, come invece spesso era accaduto in passato: poche parole da Baglioni, impegnato da una scaletta densissima e priva di pause, a ritmi pressoché insostenibile per qualsiasi altro cantautore italiano. Il palco rimanda ai lavori in corso: strutture in metallo a vista, i caschetti bianchi come simbolo del tour stesso, per Baglioni questo è tornare sulla strada.
La fatica sembra farsi sentire e a fine serata rimane qualcosa in sospeso, come una sensazione di incompiuto: la stessa che ha lasciato l’album Con voi, in fin dei conti, segno che forse un’era sta finendo. Con grande rammarico di chi ha amato questo grandissimo artista.

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Baglioni e Convoilive tour 2014: musica e spettacolo (lastampa.it)
UNO STRANO BILANCIO – Tracciare un bilancio a fine serata è comunque difficile: se il Baglioni sul palco era un po’ appannato, probabilmente stanco per il lungo cammino, e se la sua voce era potente ma un po’ trattenuta – gli arrangiamenti erano quasi tutti rivisti al ribasso, mentre ampio spazio è stato dato ai coristi – è comunque vero che il pubblico si è lasciato trascinare dalla grandissima musica suonata sul palco. Non è stato il miglior Baglioni di sempre, certo, ma quando porti un parco di canzoni che spazia da La vita è adesso a E tu come stai?, passando per Io sono qui e Strada facendo, puoi permetterti di tenere un po’ più bassa la voce, sbagliare una strofa o dialogare meno con il pubblico: la folla ti seguirà comunque perché stai scandendo la storia della musica leggera italiana di questi ultimi quarant’anni. Certo, se l’arrangiamento più brillante della serata risulta essere la nuova – divertente e splendida – versione di Viva l’Inghilterra, qualcosa è andato storto.

SCALETTA – Ecco allora la scaletta del concerto di ieri sera.

Notte di Note, Note di Notte
E tu come stai
Dagli il via
Acqua dalla luna
Con tutto l’amore che posso
Domani Mai
Quante volte
Sono io
Le Vie dei Colori
Poster
Amore bello
Io me ne andrei
Un nuovo giorno o un giorno nuovo
Gagarin
Dieci Dita
E noi due là
In un’altra vita
Una Storia Vera
Cuore di Aliante
Noi no
Quanto ti voglio
E tu
Porta Portese
Avrai
Io sono qui
Mille giorni di te e di me
Viva l’Inghilterra
E Adesso la Pubblicità
Questo Piccolo Grande Amore
Strada facendo
La Vita è Adesso
Via
Con Voi

Andrea Bosio

venerdì 11 aprile 2014

EMOZIONI DAL CONVOITOUR DI CLAUDIO BAGLIONI

http://www.tergestum.it/2014/04/07/claudio-baglioni-e-la-salute-dellanima/
Capita spesso che nella vita si perda la strada da seguire, che le angosce, le paure e le difficoltà prendano il sopravvento, che la confusione regni sovrana e che non sappiamo più che pesci pigliare. Il futuro è incerto, il passato rinchiuso nei dolci ricordi infantili ha perso quella energia propulsiva che ci faceva andare avanti con forza, il presente appare sfuocato, senza senso e non sappiamo più chi siamo.

In questo caso ci vuole una cura: il concerto di Claudio Baglioni.

A Pordenone, sabato,  si respirava un’atmosfera di gioiosa e calma estasi anche nella lunga coda all’ingresso del Forum. Volti felici e scambi di sorrisi emozionati, di parole che  raccontano del viaggio di ognuno, storie dell’incontro di una, due o innumerevoli volte con il massimo cantore delle emozioni umane.    Dalle nostre interviste agli accodati, emerge che Claudio è considerato una divinità greca, un mago naturale, l’incarnazione della perfetta amicizia, fratellanza e amore.

Ciò che lo distingue però da un imbonitore che per una questione di marketing da al proprio pubblico ciò di cui ha bisogno, è il fatto che quando ha inizio o meglio nasce il suo concerto, lui si precipita giù dall’Empireo dove tutti lo collocano e sbatte con forza per terra la realtà della condizione umana con dei boati di basso e di batteria che sembrano un temporale terreno. Le persone si sentono travolte dall’impeto di una burrasca che simboleggia la fragile condizione umana. Ma Baglioni, con la sua dolce, forte, determinata e rassicurante voce, si prostra con fatica a dare ad ognuno un braccio per tirarlo in salvo, e per lenire le sofferenze della vita, accarezzandolo poi con suoni melodici che intessono le trame armoniche della Vera Bellezza.

E, la Bellezza, ha in sé un potere terapeutico inaudito. Come per magia, Baglioni riesce a farla udire nel vero senso della parola e la trasferisce come una zampillante luce  nel profondo abisso di ognuno di noi. Dicevano i filosofi antichi che il respiro promana dall’anima e, diciamo noi, quando il soffio e ammantato dal canto ci mostra tutta la sua Bellezza. Ecco perché, come dice Baglioni, cantare è un bisogno fisico.



Tutto questo sovrasta immensamente le scrupolosa critica sempre pronta a cogliere l’erroretto su qualche nota vocale, gli amanti delle tecnica fine a se stessa e senza cuore, quella adorata nei talent show dove fenomeni da circo gareggiano a chi è il più bravo.  Per Baglioni questa competizione non è possibile ed è assurda, perché lui non si espone e rischia di cantare pezzi difficilissimi per chiunque da sottoporre al giudizio degli esperti del metronomo e delle frequenze, ma si rimette al giudizio di uomini e donne come lui, quelli della vita vera. Di questi è un fedele compagno e per questo a quelli che colgono tutto il suo Valore non basta vedere un concerto, ma vorrebbero sentire all’infinito, in altri concerti, questa medicina naturale che cura l’anima.

In uno spazio riempito da un cantiere scenografico semplice, lontano dalle colossali messe in scena di cartapesta americane, e rispettoso del momento storico attuale, Baglioni deve lottare per salvarci come un eroe principesco contro il terribile drago Chronos, che rappresenta il drammatico inarrestabile fluire del tempo, che solo la Excalibur del ricordo estratta durante il concerto può fermare. Il tema poetico costantemente presente nel sottofondo musicale di Baglioni è la sofferenza, con la quale si è da sempre confrontato nelle solitarie e appartate Notti di Note. E, infatti a Pordenone si è partiti con la calma ed intimistica  Notte di Note che ha dato il via al crescendo di  una scaletta impetuosa, fatta da mix di passaggio strumentali tra un brano e l’altro, con una struggente enfasi centrale formata dai nuovi brani di ConVoi.

Catarsi, abbraccio finale e tutti a casa in atteso del prossimo acuto baglioniano.


martedì 8 aprile 2014

SCALETTA DEI BRANI CONVOITOUR VERONA

"Notte di note, note di notte"
"E tu come stai"
"Dagli il via"
"Acqua dalla luna"
"Con tutto l'amore che posso"
"Domani mai"
"Quante volte"
"Sono io"
"Le vie dei colori"
"Poster"
"Amore bello"
"Io me ne andrei"
"Un nuovo giorno o un giorno nuovo"
"Gagarin"
"Dieci dita"
"In un'altra vita"
"E noi due là"
"Una storia vera"
"Cuore di aliante"
"Noi no"
"E tu"
"Porta Portese"
"Avrai"
"Io sono qui"
"Mille giorni di te e di me"
"Viva l'Inghilterra"
"E adesso la pubblicità"
"Quanto ti voglio"
"Questo piccolo grande amore"
"Strada facendo"
"La vita è adesso"
"Via"
"Con voi"

lunedì 7 aprile 2014

INTERVISTA BAGLIONI AL MESSAGGERO VENETO 2 APRILE 2014

Claudio Baglioni, uno fra i cantautori piú amati sarà al PalaForum di Pordenone, sabato, alle 21, per l’attesa tappa del nuovo spettacolo Convoilive Tour, nuova avventura dal vivo di uno dei big della canzone italiana con un grande ritorno in regione a distanza di cinque anni dal concerto di villa Manin. Il tour è costruito su una nuova dimensione del dialogo artista-pubblico. Per i numerosi fan sarà una conferma: Baglioni affiancato da un supergruppo di otto polistrumentisti eseguirà tutti i suoi successi e i brani del nuovo album ConVoi, già in cima alle classifiche.
Con che spirito, un grande della musica come lei, affronta il nuovo tour?
Ho dalla mia l’energia della musica, per dare la scossa e farci ritrovare la voglia e la forza di ripartire: questo il senso del progetto. Per questo il concerto non è ambientato su un palco tradizionale, ma come in un “cantiere”: uno spazio scenico in continua evoluzione, che solo alla fine si rivela simbolo di quella ricostruzione ideale e morale della quale sentiamo tutti un gran bisogno. Un concerto come non se ne sentono piú da tempo, con la musica protagonista della scena, avvolta in spazi di luce di taglio teatrale e cinematografico e accompagnata da piccoli gesti ed effetti scenici “analogici”, che ne sottolineano intensità, magía ed energia. Tre ore di musica senza interruzioni, con piú di trenta brani che si fondono uno nell’altro. Insomma: “Tutta un’altra musica”, come ha scritto un writer su uno dei teli che rivestono il cantiere.
Il pubblico le regala ancora buone sensazioni, insomma.
Provo un’emozione travolgente che non si può spiegare e alla quale non ci si abitua mai. Di solito pensiamo che, per capire questo genere di cose, sia necessario provarle, ma la verità è che nemmeno io – che da tanti anni vivo questo calore e questa energia – so spiegare che cosa tutto questo significhi davvero. È un’onda rigenerante che ti sommerge e ti trascina via, trasmettendoti un’energia incredibile: un dono straordinario, che costringe a rimettersi in gioco fino in fondo, senza risparmiarsi mai.
 A quale canzone è piú legato?
A quelle che hanno avuto minore fortuna e che, in qualche caso, mi sembrano ancora piú belle di quelle piú amate. Il fatto è che non sempre le canzoni veramente belle sono “facili” e, quindi, per essere amate, devono trovare un’apertura d’animo particolare e hanno bisogno di un tempo un po’ piú lungo e un po’ piú “esclusivo”. Gli autori, però, non si arrendono. Anzi. Per questo ripropongono, soprattutto dal vivo, quelle canzoni che sentono un po’ meno votate al successo popolare. Di solito il tempo è galantuomo: i brani che non smettono mai di dire quello che hanno da dire vengono fuori alla distanza.
 Come si fa a rimanere sulla breccia per cosí tanto tempo?
Credo che l’unico modo sia rimettersi in gioco fino in fondo, ogni volta. Il successo è difficile da ottenere, ma è molto piú difficile da mantenere. Credo che, da questo punto di vista, il valore piú importante sia l’autenticità. La gente sente se “ci sei” o “ci fai” e i bluff somigliano alle bugie: hanno le gambe corte e fanno poca strada. È un po’ come nelle amicizie o nelle storie d’amore: la verità è la strada piú difficile, ma è l’unica che conduca sani e salvi alla meta e, in ogni caso, l’unica che valga sempre la pena percorrere.
Se dovesse scegliere tre dischi da portare in un’isola deserta...
Impossibile dirlo: ci sono cosí tanti dischi fondamentali che sceglierne solo tre è davvero impensabile. È un po’ come quando devi preparare la scaletta per un concerto: ogni canzone che resta fuori è un colpo al cuore. Vorresti metterle dentro tutte. Molto meglio, allora, portare tutta la musica che di cui abbiamo bisogno dentro di noi, come facciamo con il ricordo delle persone che amiamo, dei momenti e dei posti che hanno significato qualcosa di importante per la nostra vita. Perché quei ricordi non svaniranno mai e non smetteranno mai di regalarci stati d’animo, emozioni e pensieri in grado di arricchire il nostro presente e farsi bussola per il futuro.
C’è una canzone che vorrebbe aver scritto lei?
Piú d’una in realtà: penso soprattutto alle canzoni che mi hanno fatto conoscere e amare la musica. Quelle che cantavo quando non ero ancora un autore e partecipavo, come interprete, ai concorsi di voci nuove. Canzoni immortali, come Yesterday, di quell’incredibile coppia di autori che sono stati Lennon & McCartney, o come molte delle canzoni che ascoltavo prima di cominciare io stesso a scrivere. Brani straordinari di autori come Bindi, Tenco, Endrigo, Paoli, Gaber, Jannacci, De Andrè: la musica che mi ha portato alla musica e che qualche anno fa ho raccolto in un doppio album chiamato Quelli degli altri. Devo riconoscere, però, che la musica è stata particolarmente generosa e che l’ispirazione non è mai mancata. Ancora oggi – dopo tutti questi anni e un repertorio che conta più di trecento canzoni - ogni volta che imbraccio una chitarra o mi siedo al pianoforte, provo sempre l’indescrivibile emozione della prima volta.
 Se non fosse Claudio Baglioni, chi vorrebbe essere (come cantante)?
Anche qui è impossibile fare un nome. Diciamo che mi piacerebbe sommare le caratteristiche di alcune voci straordinarie. Non so: l’intonazione di James Taylor, l’estensione di Freddy Mercury, la naturalezza di Paul McCarntey, il timbro di Frank Sinatra, il graffio di Tom Waits, la potenza di Robert Plant, la personalità di Rod Stewart, la profondità di Johnny Cash... Ma poi credo che verrebbe fuori una specie di “mostro”. Molto meglio che mi tenga la mia voce, che non mi ha mai tradito.
Lei ha fatto parte di una mitica generazione di cantautori che ha fatto la storia della musica in questo Paese. Oggi cos’è cambiato?
Quasi tutto. Ma soprattutto è cambiato il ruolo della musica, che non è piú il centro della nostra vita (come avveniva negli anni ’60 e ’70), ma rimane sullo sfondo: noi qui, lei là. Viviamo un tempo paradossale: non c’è mai stata cosí tanta musica, ma non c’è mai stata nemmeno cosí tanta disattenzione per la musica. Con il progetto ConVoi ho cercato di dare una risposta a questo bisogno, riportando la musica al centro e cercando di fare in modo che la musica torni ad avere l’attenzione che merita, perché una cosa è certa: migliore lei, migliori noi.