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martedì 14 gennaio 2014

VIDEO VIA Giovanni E Claudio BAGLIONI DIECI DITA TOUR 3 GENNAIO 2014

http://www.youtube.com/watch?v=f-1e-viYW-U

venerdì 3 gennaio 2014

INTERVISTA BAGLIONI REPUBBLICA DEL 3 GENNAIO 2014

DALLA canzone Porta Portese
in poi, Claudio Baglioni è
logicamente associato alla
sua città, Roma. Eppure ha un legame
con Milano fortissimo: il record
di presenze a San Siro (81mila
nel 1998) e concerti comunque
sempre pienissimi, come quelli
agli Arcimboldi dello scorso gennaio
e i tre che iniziano oggi sempre
al teatro della Bicocca. «Non
solo. Pochi sanno che da qui è partita
la mia avventura di musicista.
Feci un provino alla Ricordi che
non ero neppure maggiorenne.
Un disastro totale che mi lasciò
una voglia di rivincita e riscatto
così forte che fu la molla per far
partire tutto. Milano è la città del
fare, il posto ideale per dare concretezza
a progetti e idee. E anche
l’ultimo disco, ConVoi, è stato interamente
lavorato a pochi passi
da qui».
Porterà ConVoi al Forum il 6 e
7 maggio. Ma ora parliamo del
progetto di oggi, Dieci Dita, lo
stesso del 2013.
«Come allora sarò solo sul palco
con piano e chitarra: autore, interprete/
esecutore e narratore.
Però ho cercato di rendere ancor
più evidente la dimensione di incontro
ravvicinato. E non intendo
solo il dialogo con gli aneddoti sulla
mia storia o la mia discesa in platea
per cantare in mezzo al pubblico.
Ci sarà un inedito e divertente
momento di dediche a braccio
in cui cercherò compagni di
palco così temerari da interpretare
con me alcune canzoni che
cambiano ogni sera».
Certo, per lei la scaletta è difficile,
col repertorio che ha.
«Molto. Ho scritto centinaia di
canzoni, e molte ben oltre i canonici
tre minuti di durata dei brani
pop. Per cui pur se i miei concerti
non durano mai meno di tre ore (e
Dieci Dita non fa eccezione), è fisicamente
impossibile eseguire
più di 25-30 canzoni. Io cerco di
venire incontro a tutti, ma a fine
serata spesso qualcuno mi dice
che non ho fatto questa o quella
canzone. E io mi sento così in colpa
che mi verrebbe quasi voglia di
fargliela lì su due piedi. Ma è meglio
lasciarsi con il desiderio di ritrovarsi,
più che con l’idea di essersi
detto e dato tutto».
Lei da 10 anni è architetto. Da
tecnico ci descrive gli Arcimboldi?
«Uno spazio di grande atmosfera,
che unisce il pregio di una
struttura moderna e innovativa
con l’atmosfera di un teatro di tradizione.
Uno spazio ideale per serate
nelle quali si vuole puntare
tutto sulla qualità, l’intensità e la
profondità delle emozioni. La
canzone è una forma d’arte piccola
e breve che spesso tendiamo ad
ascoltare distrattamente, in sottofondo,
mentre siamo impegnati
a fare altro. È un errore. Dobbiamo
assaporarla, gustarla e com-prenderla meglio. Come un bicchiere
di vino: un conto è buttarlo
giù distrattamente, tutt’altro è annusarlo,
lasciarlo riposare qualche
secondo nel palato e berlo, cogliendone
al meglio le qualità. Gli
Arcimboldi aiutano a gustare le
canzoni come se fossero un buon
vino».
E San Siro? Ci tornerà, prima o
poi?
«La voglia dei grandi spazi non
passa mai. Ho fatto due tour
straordinari nei grandi stadi, nel
1998 e nel 2003, sono stato il primo
a utilizzare il terreno di gioco come
spazio-palco e a disporre il
pubblico su tutte le gradinate intorno
a me. Il richiamo di quelle
esperienze è fortissimo e nella
pentola delle idee c’è sempre
qualcosa che bolle a riguardo. Ma
adesso penso a Dieci Dita e Con-
Voi».
Ci racconta già qualcosa dei
concerti di ConVoi?
«Sarà un tour sorprendente, e
siccome deve sorprendere non
anticipo nulla. Dico solo che sarà
un concerto-concerto, nella grande
tradizione dei live anni ‘70 e che
la musica tornerà di prepotenza a
occupare il centro della scena,
con tutta la carica di energia e di
capacità di caricare, emozionare e
far sognare che solo la musica ha.
Sarà lei il cuore dello show e il vero
effetto speciale: musica, parole,
suoni, interpretazioni si riprenderanno
il posto che gli spetta. Ne
parleremo a primavera».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

BAGLIONI A MILANO CON DIECI DITA TOUR

http://www.ilgiorno.it/milano/cultura/2014/01/03/1004443-claudio-baglioni-convoi-album.shtml
Milano, 3 gennaio 2014 - Oltre il limite discografico di una vocazione, un’anima e un mestiere. Claudio Baglioni, 19 album in studio, ci ha abituato a sparigliare le regole, per voglia, ambizione, necessità. Per questo, da più di vent’anni, dal doppio «Oltre» (1990), Baglioni si inventa qualcosa di nuovo. Come l’interazione totale del progetto «ConVoi album», dodici brani pensati, prodotti e pubblicati come dodici singoli in Rete, prima dell’uscita ufficiale di un album che a fine dicembre diventa un live in tre tempi.

Prima a Padova (il 20) e all’Auditorium di Roma (25-26-27) dove è nato, poi agli Arcimboldi di Milano, stasera, domani e dopo (ritorna il 6 maggio al Forum).

Recital in teatri e palasport con finale a sorpresa. «Diecidita e ConVoi Live» ha il compito di cantare le ultime canzoni a banda larga con Claudio solo sul palco, pianoforte, chitarra e voce, autore, interprete e voce narrante, come nei tour del 2011 e 2012. La prima parte si chiude a fine gennaio, dopo Padova e Cagliari. La seconda prosegue invece nei palasport trasformati in arene, con un palco centrale e uno show multimediale e multidisciplinare (lo era anche quello del 1990), con una band di otto musicisti, l’ultimo lavoro e i vecchi successi.

Questo disco di inediti esce dopo dieci anni di sperimentazioni, dilatazioni narrative, salti di linguaggio, genere. Un vecchio mitico disco che diventa un film, un libro, uno show che è la sintesi di tutto, riscritta e riarrangiata senza freni. Con lo sguardo del narratore che rifiuta quasi la forma della canzone. Ne rispetta il primo nucleo creativo ma tutto quello che viene scritto e orchestrato intorno ne fa un’opera autonoma. La colonna sonora di qualcosa che verrà.

Come gli aneddoti della sua vita che accompagnano le sue dieci dita e la chitarra di suo figlio Giovanni, in due pezzi. Solo a volte sul palco ma in contatto continuo con i fan sulla rete, perchè «ConVoi» è un progetto dove tutto è stato condiviso, dai testi all’interpretazione, dagli arrangiamenti al suono, prima di uscire «liquido» e a puntate su iTunes. Suonano tutto lui e Paolo Gianolio, con Gavin Garrison ed Elio Rivagli alla batteria, un violino e i cori. Il sinfonismo figlio dei suoi anni migliori, ma anche certi ’70 rivisitati con empatia. E la voce del canto e del racconto che ci guida.

È come se Claudio volesse esplorare tutti i territori della creatività, oltre la canzone o la difficoltà, di tutti i grandi, di tenere il ritmo dei primi anni come autore. L’ispirazione diventa linguaggio, i temi vengono sviluppati in contenitori più ampi. Poi tutto ritorna a quelle dieci dita a lui che sta in mezzo alla sua gente. Momenti di assoluta verità, da stasera a Milano.

http://www.ilgiornale.it/news/baglioni-sul-palco-versione-recital-979550.html
A scommettere sul suo futuro, dopo l'esito tutt'altro che confortante dell'album (omonimo) d'esordio del 1970, erano in pochi. E, invece, Claudio Baglioni, nato il 16 giugno del 1951 a Roma, figlio di un maresciallo dei Carabinieri e di una sarta di origini umbre, di strada ne ha fatta tanta.
Diploma da geometra e una laurea (in età avanzata) in architettura, la sua grande fortuna risale al lontano 1972. Quell'anno uscì «Questo piccolo grande amore», il concept-album che grazie al suo enorme successo avrebbe segnato il suo ingresso tra i grandi della canzone leggera (romantica e d'autore) di casa nostra. Uno status in seguito consolidato nei decenni a seguire. Con una carriera imponente alle spalle. Tra innumerevoli album di successo (nell'ultimo, il recentissimo «ConVoi», uscito nell'autunno scorso, ha computo una scelta a dire poco controcorrente: lui, cantautore anni Settanta che ha vissuto l'epopea del vinile e del disco, ha proposto una raccolta di brani pubblicati negli ultimi sei mesi sulle principali piattaforme digitali) e altrettanti concerti. Col passare degli anni via via sempre più ambiziosi ed... extralarge. Come nel caso di «Dieci dita», il tour col quale ora ripropone in giro per l'Italia la formula dello spettacolo che per la prima volta l'ha portato ad esibirsi per 10 concerti in solitario nella sala grande dell'Auditorium di Roma nell'inverno di due anni fa.Da domani, e con repliche venerdì e sabato sera, Baglioni farà tappa al Teatro degli Arcimboldi (inizio concerto dalle 21, ingresso da 40 euro). Preparatevi ad un live lungo quasi tre ore e in parte improvvisato durante il quale raccoglierà anche le richieste del pubblico (oltre alla generazione che è cresciuta con lui negli anni Settanta, se ne sono aggiunte altre…) e sull'idea di questo «metronomo sentimentale» troverà una strada. Ogni sera diversa.In questa sorta di «incontro ravvicinato» tra artista e spettatore, la ripetizione è bandita. D'altronde «Dieci dita» non prevede copioni, scalette né tantomeno nessuno dei rituali tipici dei concerti pop-rock. Dietro l'ormai collaudato progetto dal vivo, contrassegnato da «tutto esaurito» a ripetizione, Claudio Baglioni prova ad accompagnare i propri fan (vecchi e nuovi) in un viaggio capace di regalare emozioni. «Emozione» è una parola molto sottovalutata e, spesso, banalizzata, come fosse una condizione della quale quasi vergognarsi. Invece, il suo significato autentico, è importante. Significa «mettere in movimento. Un concetto che ha a che fare con l'idea di non rimanere apatici, distaccati o disinteressati», per dirla con le parole utilizzate di recente dall'eterno Claudio. Che è un po' come il buon vino. Invecchiando migliora. E durante il live si concede pure qua e là anche qualche duetto con il figlio Giovanni, impostosi in questi anni come uno dei nomi più interessanti ed originali nel panorama della chitarra acustica solista contemporanea. Ps. Per chi si perdesse i concerti di inizio anno, Baglioni ritornerà a Milano, il 6 maggio al Forum di Assago, sulla scia del tour legato all'album «ConVoi». Uno show-monstre accompagnato da una superband di polistrumentisti.

martedì 31 dicembre 2013

BAGLIONI IL RAGAZZO CON LA CHITARRA DIECI DITA TOUR CAGLIARI

http://www.comunecagliarinews.it/rassegnastampa.php?pagina=35725
Claudio Baglioni, quando la musica fa sognare - Grande successo per il cantautore in scena al Lirico di Cagliari
DA L'UNIONE SARDA


È in gran forma, Claudio Baglioni: asciutto, classe innata e tanta voglia di cantare. Il concerto che ha regalato, sabato e domenica, al Teatro Lirico di Cagliari, dedicato a sua madre, è quello di un artista che ha raggiunto la piena consapevolezza delle sue capacità, e che dopo quarant'anni di carriera sale ancora sul palco (questa volta da solo) per fare musica con assoluta spontaneità ed entusiasmo.
Baglioni è un monumento nazionale del pop tricolore, e lo sa bene. Ecco perché una volta in scena, non risparmia energie, note e parole, che scorrono per tre ore trascinando un pubblico adorante, in larga parte femminile, che per tutto lo show non smette di cantare insieme al proprio idolo. Dall'iniziale “Solo” alla conclusiva “ConVoi”, è un continuo susseguirsi e rincorrersi di cori e voci.
La serata, però, offre anche altro. Una piccola parentesi con il figlio Giovanni, chitarrista di solida tecnica. E un viaggio nei ricordi, che il cantautore capitolino mette in fila uno a uno. Il soprannome “Agonia”, affibbiatogli da ragazzo alla Garbatella; la mossettina rock'n'roll fatta con la gamba, provata tutto il giorno davanti allo specchio di casa; le canzoni intorno al fuoco mentre gli altri rimorchiano e lui no; l'enorme successo raccolto nei paesi dell'Est quando in Italia non lo conosce ancora nessuno; il consiglio di un produttore che lo invita a cambiare repertorio perché «è una lagna continua»; la mamma che dice una bugia alla Polizia per non fare ritirare la patente al figlio, la cui Porshe era stata fotografata mentre di notte sfrecciava sull'Aurelia a 190: «Disse che guidava lei».
Confessa di aver avere iniziato a cantare non perché attraversato dal «sacro fuoco dell'arte», ma perché «passavo inosservato e non avevo nessuna attrattiva, al punto che mi confondevo con la tappezzeria dei posti dove ero, con il paesaggio dei luoghi dove mi trovavo». E poi, il tempo che passa e i tanti segnali indicativi: «Ce n'è uno che lo è più di tutti, e ormai riguarda anche me. Ogni giorno, verso le 17.30, inizio a pensare alla cena. Anche se non bisogna mai dimenticare che sì, la vecchiaia è una brutta cosa, ma l'alternativa è peggio». Utilizzando pianoforte, tastiere e chitarra, si muove tra passato e presente, pescando a piene mani da un songbook sconfinato e a prova di gap generazionale: “Avrai”, “Porta Portese”, “Questo piccolo grande amore”, “Poster”, “E tu”, “Tu come stai”, “Mille giorni di te e di me”. Tra un brano e l'altro, a volte non mancano battute maliziose: «Questa è una chitarra baritono e viene accordata con un intervallo di quarta. Devo dire che avere una quarta sotto, è sempre una soddisfazione». Come la sua musica.
Carlo Argiolas

venerdì 27 dicembre 2013

BAGLIONI A CAGLIARI PER AIUTARE LA SARDEGNA 28-29 DICEMBRE 2013

http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/12/27/baglioni_one_man_show_a_cagliari_gli_incassi_dei_concerti_per_rialzarsi-6-347432.html
Baglioni one man show a Cagliari
Gli incassi dei concerti per rialzarsi
Baglioni one man show a Cagliari Gli incassi dei concerti per rialzarsi Claudio Baglioni



Pianoforte, chitarra, voce e un pensiero alla Sardegna, devastata dalla recente alluvione. Claudio Baglioni torna nell'isola dopo quattro anni e arriva a Cagliari il 28 e 29 dicembre per un concerto in solo, un doppio appuntamento in musica e solidarietà.

L'autore di "E Tu" e "Sabato Pomeriggio", in segno di vicinanza col popolo sardo ha deciso di devolvere l'incasso delle due serate per le vittime del nubifragio che ha messo in ginocchio la Sardegna, provocando morte e distruzione.

L'iniziativa è portata avanti assieme al gruppo L'Unione Sarda. Il cantautore romano é atteso al teatro Lirico del capoluogo dove fa tappa il suo progetto itinerante "Dieci Dita": il recital teatrale lo vede sul palco nella triplice veste di autore, interprete e narratore. Un vero e proprio One man show, oltre tre ore per scandire tra note e parole, canzoni e racconti di vita i momenti più salienti della sua quarantennale carriera artistica e umana.

L'artista regalerà al pubblico che lo segue fedelmente ad ogni tappa dei suoi vari tour, intramontabili canzoni che lo hanno reso uno degli autori e interpreti più amati della musica popolare italiana. Successi vecchi e nuovi incastonati come gemme in un live dove Baglioni alterna i brani del suo nuovo album ConVoi.

"Un live che grazie alla formula 'incontro ravvicinatò artista-pubblico, è capace di regalare emozioni uniche e irripetibili", fanno sapere gli organizzatori. Partito da Padova, il tour, che fino ad ora ha registrato il sold out, è proseguito a Roma, e dopo la tappa cagliaritana si conclude a Milano per tre date, il 3, 4 e 5 gennaio.

VIDEO SOLO DIECI DITA TOUR ROMA 26 DICEMBRE 2013


http://www.youtube.com/watch?v=UOlZCNFzDqA

VIDEO UNA STORIA VERA DIECI DITA TOUR 2013 ROMA 26 DICEMBRE 2013

VIDEO MILLE GIORNI DI TE E DI ME DIECI DITA TOUR ROMA 25 DICEMBRE 2013


http://www.youtube.com/watch?v=vnnnPE-0YjI

giovedì 26 dicembre 2013

FOTO PROVE DIECI DITA TOUR ROMA 25 DICEMBRE 2013

http://www.baglioni.it/download_foto_dettaglio.php?id_gallery=33

SCALETTA DEI BRANI DIECI DITA TOUR ROMA 25 DICEMBRE 2013

http://www.radiomusik.it/16252/claudio-baglioni-live-a-roma-2512-la-scaletta-del-concerto/
Solo
Una storia vera
Acqua dalla luna
Dieci Dita
Ogni volta (cover)
Fotografie
E noi due là
Ragazze dell’est
Gli anni della gioventù
I vecchi
Poster
Isole del sud
Con tutto l’amore che posso
In un’altra vita
Medley: Noi no, Domani mai, Vivi, Dagli il via, Io sono qui, Cuore di Aliante, Sono io
E adesso la pubblicità CON giovanni Baglioni
Toro seduto ascendente leone (Giovanni Baglioni)
Via con Giovanni Baglioni
Avrai
Medley (col pubblico) Signora Lia, W l’Inghilterra, Ragazza di Campagna, Porta Portese
E tu
Questo Piccolo Grande Amore
Medley Amore bello, Sabato Pomeriggio, E tu come stai, La vita è adesso
Strada facendo
Mille giorni di te e di me
Con voi

GIOVANNI E CLAUDIO BAGLIONI DIECI DITA TOUR ROMA 25 DICEMBRE 2013

mercoledì 25 dicembre 2013

VIDEO CLAUDIO BAGLIONI AL TG1 DEL 25 DICEMBRE 2013

Dal minuto 34, 55 circa o http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ed111162-b8f5-4292-b578-df0f2fcab8ad-tg1.html

AUDIO INTERVISTA BAGLIONI A RADIOLINA CAGLIARI DEL 13 DICEMBRE 2013

AUDIO INTERVISTA BAGLIONI A RADIOLINA CAGLIARI DEL 13 DICEMBRE 2013
http://www.radiolina.it/podcast/604.html

RASSEGNA STAMPA SUL DIECI DITA TOUR DI CLAUDIO BAGLIONI DEL 25 DICEMBRE 2013

http://www.cinquequotidiano.it/tempo-libero/musica/2013/12/24/allauditorium-10-dita-la-voce-claudio-baglioni/#.UrqvifTuL7E
Un pianoforte (anzi due), una  chitarra (anzi tre), una sola voce e un solo interprete: Claudio Baglioni. Ad accompagnare il suo inconfondibile timbro in un viaggio musicale lungo più di quarant’anni, infarcito di aneddoti e storie, solo dieci dita, le sue.

È la sorpresa di Natale che Claudio Baglioni ha riservato ai suoi fan, numerosissimi e di tutte le età, racchiusa in oltre tre ore di spettacolo in scena all’Auditorium Parco della musica di Roma (Sala Santa Cecilia) il 25, 26 e 27 dicembre. Un modo per vivere le festività natalizie nella sua città natale, insieme a chi lo segue dagli inizi, a chi ha legato ogni momento della sua vita ad una sua canzone.

Lo spettacolo si chiama proprio “10 dita”, ed è talmente atipico che è difficile anticiparne anche la scaletta. Di sicuro ci sono solo Baglioni sul palco, gli spettatori vicinissimi (alcuni proprio al suo fianco), e un repertorio sterminato dal quale pescare volta per volta le canzoni che il pubblico vuole ascoltare. Nelle serate precedenti, ad esempio, sono rispuntate canzoni come Signora Lia”, “W l’Inghilterra”, “Ragazza di campagna”, “Chissà se mi pensi” e “Porta Portese”, intervallate da racconti sul mondo della discografia ai suoi inizi, sui personaggi incontrati in questi anni e su come sono nate alcune canzoni.

Non ci sono intervalli, perché Baglioni ha ricostruito il salotto di casa sul palco e a guadagnarne è l’intimità dell’evento. Ci saranno ovviamente i classici, da “E tu come stai?” a “Poster”, da “E tu” a “Mille giorni di te e di me”, sino all’immancabile “Questo piccolo grande amore”, senza la quale gli è impossibile scendere dal palco. Di certo c’è il brano di apertura, “Solo” e quello di chiusura, “Avrai”, canzone immortale che guarda ostinatamente con fiducia al futuro. In mezzo, la storia di Baglioni, che è quella di un intero Paese, e tanta voglia di stare insieme.



Location: Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia
Orario: 21.00
Data: mer 25, gio 26, ven 27 dicembre 2013
Prezzo: da 40 a 100 euro
Indirizzo: viale Pietro de Coubertin 30, Roma
Info: 892982  – auditorium.com

http://www.mauxa.com/news/16341-claudio-baglioni-da-stasera-a-venerdi-3-giorni-di-musica-dal-vivo-in-tour-10dita
Claudio Baglioni: il cantante romano torna sul palco dell'Auditorium Parco della Musica, sala Santa Cecilia, per deliziare la propria platea con una serie di concerti natalizi che si protrarranno fino a venerdì. Appuntamenti molto diversi, senza copione né scaletta, per delle serate all'insegna della leggerezza e dell'informalità
Claudio Baglioni torna sul palco dell'Auditorium Parco della Musica, sala Santa Cecilia, per una serie di 3 concerti che si protrarranno fino a venerdì. Appuntamenti senza copione né scaletta, all'insegna della leggerezza, per usare parole sue. Il titolo dello spettacolo-concerto è "10dita".

Del resto Baglioni non ha mai amato le consuetudini e le ritualità, tanto nella vita quanto nel suo lavoro: "le canzoni non nascono mai da idee precostituite, perché quando mi siedo al piano o prendo la chitarra so da dove parto, ma non so mai né se, né dove arrivo. È questa, in fondo, la differenza più grande tra un artista e un artigiano: che nessun artista sa prima come sarà il suo lavoro", ha dichiarato l'artista a Repubblica.

Recentemente Baglioni è tornato ad entusiasmare i fan con il nuovo progetto ConVoi, uscito poco alla volta direttamente in formato digitale su iTunes, che in breve tempo è arrivata ad essere la novità più scaricata sullo shop musicale della Apple.

Insomma un grande momento per uno dei cantautori più amati e apprezzati del nostro paese, a partire dagli esordi nel quartiere romano di Centocelle fino ai trionfi negli stadi e nei palazzetti. Un grande artista sempre molto umile e dotato di umanità, che è sempre nel cuore di tanti fan.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/12/24/news/auditorium_baglioni_in_concerto_50_anni_di_canzoni_per_tutte_le_emozioni_della_vita-74372552/
"Dieci Dita" per presentare tutte le canzoni che regalano emozioni. Claudio Baglioni torna da domani sera a venerdì sera al Parco della Musica con una serie di concertiincontri tra artista e pubblico. Appuntamenti diversi uno dall'altro: senza copione, senza scaletta, senza nessuno dei classici rituali dei concerti. Si può immaginare una varietà di spunti per il progetto "Dieci dita"... "Il più forte motivo ispiratore è la leggerezza  confessa Baglioni  da non confondersi con la banalità. La leggerezza è la virtù dell'equilibrio e della capacità di mantenere il senso delle proporzioni e dare il giusto peso alle cose".

Le sue canzoni sembrano più il risultato di improvvisazione che di idee precostituite. "Le canzoni non nascono mai da idee precostituite, perché quando mi siedo al piano o prendo la chitarra so da dove parto, ma non so mai né se, né dove arrivo. È questa, in fondo, la differenza più grande tra un artista e un artigiano: che nessun artista sa prima come sarà il suo lavoro. Tutto quello che sappiamo è che l'ispirazione esiste, ma ti deve trovare al lavoro. La parte più difficile di questo strano mestiere, infatti, è quella di non lasciarsi scappare le buone idee (che non bussano mai due volte alla porta) e cercare di rispettarne il più possibile natura e identità".

Claudio Baglioni ha sempre emozionato il pubblico più che intrattenerlo. "Diciamo che la mia ambizione è quella di accompagnarlo facendolo emozionare. Emozione è una parola molto sottovalutata e, spesso, banalizzata, come fosse una condizione della quale quasi vergognarsi. Invece il suo significato autentico, è importante. Significa "smuovere", "scuotere", "mettere in movimento".

Tutti concetti che hanno a che fare con l'idea di non rimanere apatici, distaccati o disinteressati. Molte sue canzoni sono state reinterpretate, con cover spesso apprezzabili. "Quasi tutte apprezzabili, anche perché è sempre interessante scoprire cosa gli altri amano di te e in che modo vedono certi passaggi melodici o certe linee di testo. Le canzoni, soprattutto quelle particolarmente fortunate, a un certo punto smettono di essere di chi le scrive e diventano, in un certo senso, patrimonio comune (per questo, nel mondo anglosassone, li chiamano "standard") ed è emozionante sentire che hai dato vita a qualcosa che va oltre i tuoi pensieri, le tue sensazioni, le tue paure.

"La vita è adesso" è stato, forse, il suo più grande successo. "È un invito a non sprecare nulla, ma a godere di ogni cosa, bella o brutta, gioiosa o dolorosa che sia, fino in fondo, perché ogni cosa ha qualcosa di importante da dare e da insegnare. Marquez ha scritto che "la vita è la cosa migliore che sia stata inventata": ha ragione, anche se, spesso, ci fa soffrire".

http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/12/24/claudio_baglioni_e_l_unione_sarda_insieme_per_le_vittime_dell_alluvione-6-347086.html
Claudio Baglioni e il gruppo L'Unione Sarda saranno insieme per due concerti al Teatro Lirico che hanno come finalità quella di raccogliere fondi per le vittime dell'alluvione.

I concerti sono in programma per il 28 e il 29 dicembre. La decisione di Baglioni era stata ufficializzata in una lettera aperta indirizzata all'Unione Sarda. I soldi raccolti grazie alle manifestazioni andranno sul conte corrente del Banco di Sardegna aperto subito dopo l'alluvione dal gruppo editoriale: IT14W0101504800000070361402 e Bic BPMOIT22XXX..

Martedì 24 dicembre 2013 07:49

martedì 24 dicembre 2013

Baglioni tre ore di concerto a Padova

http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/cultura_e_tempolibero/2013/21-dicembre-2013/baglioni-riparte-col-diecidita-tour-2223830446470.shtml
Un viaggio nel passato che ritorna attraverso le canzoni, ricordi che si trasformano in presente in un cerchio che si ricongiunge. L’inizio ha il sapore della fine nel progetto di Claudio Baglioni: una serie di live unici, sempre originali, senza alcuna scaletta predefinita. «Dieci Dita Tour» è arrivato alla terza edizione collezionando sold out in tutt’Italia. Il cantautore romano si esibirà al Gran Teatro Geox di Padova anche il 21 e 22 dicembre. Un piano, una tastiera, qualche chitarra e Baglioni circondato dal pubblico seduto sul palco. Le distanze si accorciano. L’artista si sfila la giacca e la lascia in custodia ad una fan lì accanto che per l’occasione è simpaticamente chiamata «il primo violino». «Non c’è l’orchestra ma ci sono delle bellissime persone» dice. Il recital inizia con «Solo» pezzo del 1977 e Claudio Baglioni comincia a raccontare la sua storia: «Da piccolo tiravo per la giacca mio padre per farmi annunciare. La mia carriera inizia cantando in cambio di un’aranciata». Durante «Con noi» l’artista è alla chitarra. Il brano dà il nome all’ultimo album di Claudio Baglioni ed anche alla seconda fase dei live, il «Con Voi Tour», che inizierà verso marzo 2014. Il cantante conferma «Alla fine di febbraio ricomincerò a girare l’Italia con i miei musicisti… ora tanti sono a casa a riposare! Anzi, alcuni forse proprio in casa di riposo! Comunque io tornerò anche qui a Padova da voi». La doppia tappa è prevista per il 3 e 4 aprile al Palafabris.

Prima di intonare «Acqua della luna» Baglioni dedica il concerto alla madre scomparsa da meno di un anno. La ricorda con affetto in un episodio che lascia il sorriso: «Qualche anno fa scrivevo canzoni nella Maremma e spesso facevo avanti e indietro da Roma. Un giorno è arrivata una multa. Si vedeva la mia Porsche ma non il conducente. A mia insaputa mia madre settantasettenne si è presentata al commissariato ed ai dubbi degli agenti ha risposto Mi so’ sbagliata!». Tra «Dieci dita», «Fotografie» e «E noi due là» continua il percorso che attraversa la vita del cantautore. Questa volta il flashback punta le luci sull’esibizione del piccolo Claudio tredicenne in camicia rosa e pantaloni azzurro pastello alla festa del patrono San Felice da Cantalice (Rieti). Dopo «Ragazze dell’Est» la memoria va al periodo dei successi proprio nei paesi dell’Est Europa. Confessa che da giovane pensava di non voler tornare più a casa. «E’ strano come ci siano canzoni che si ritrovano nel tempo» dice, e il testo ne è la riprova. Si continua alla tastiera con «Gli anni della gioventù», alla chitarra con «Quante volte» e al pianoforte con «Poster». «Il 1967 rappresenta il mio inizio discografico. Mi dissero di suonare durante una cena a casa di persone importanti, cantavo sempre la stessa canzone e mi sembrava che nessuno mi stesse ascoltando. Me ne andai a bordo di un tram, ero solo con tanta rabbia dentro. Abbassai il finestrino gridando che non mi sarei mai fermato. L’autista però mi disse che la corsa finiva a Borgo Vittorio!» dice l’artista.

Un viaggio della vita che secondo Baglioni può essere doloroso come raccontano le parole di «Isole del Sud» dedicate agli immigrati di Lampedusa: «…in ogni uomo che è fatto di avvenire, perché partire è vivere e un po' morire…». Il concerto prosegue con «Con tutto l’amore che posso», «In un’altra vita» e qui il cantante perde il filo del testo per poi riprendersi tra gli applausi del pubblico, «Un po di più» e «Una storia vera». Scherzando con i fan sul palco Baglioni fa cantare qualche signora per poi chiedere «Ma c’è almeno un cantante vero qui?». E così nasce un duetto improvvisato con un giovane sulle note di «Porta Portese». Il pubblico divertito applaude. «Avrai» suonata al pianoforte precede un medley a cappella. Dopo «E tu» successo del 1974, l’artista scende in platea per un bagno di folla. Canta accompagnato dalla sua chitarra «Amore bello», «Sabato pomeriggio» e «E tu come stai». I fan lo acclamano, qualche donna si emoziona. C’è chi tenta di immortalare il momento grazie a foto e video con il cellulare e chi invece si sbraccia per riuscire a stringere la mano del proprio idolo. Claudio Baglioni ironicamente chiama le sue ammiratrici «le timide». Arriva il momento di «Questo piccolo grande amore» suonata al pianoforte, in tanti si alzano dalle poltroncine per accalcarsi sotto il palco e cantare il brano che ha consacrato al successo il cantautore romano nel 1972. Il live no-stop durato tre ore si conclude con «La vita è adesso», «Mille giorni di te e di me» e «Strada facendo». Gli spettatori sul palco si alzano, gli applausi avvolgono Claudio Baglioni che, mettendosi la mano sul cuore, dice: «Grazie per il tempo dedicato alle mie chiacchiere, grazie per questo sogno che continua, grazie per aver condiviso un tratto di cammino insieme. Davanti c’è ancora un bel pezzo di strada».

21 dicembre 2013

http://www.ilgazzettino.it/blog/gi_alajmo/nbsp_baglioni_i_tre_concerti_a_padova_tre_ore_raccontandosi_per_canzoni/0-64-2921.shtml
Claudio Baglioni è tornato al suo pubblico con un concerto racconto in cui da solo ma immerso fra i fan con le sedie anche sul palco passa canzone per canzone attraverso la sua storia. È un riconciliarsi con il tempo e anche con il dolore per la perdita recente di una madre sempre molto presente nella sua vita. È a lei che dedica questo concerto "Diecidita" giocato dal palco alternandosi tra due pianoforti, varie chitarre, scherzando, dialogando, affrontando la platea fin nei corridoi e tornando all'abituale rapporto diretto con i fan.
 La sua vita per canzoni, dagli esordi su una sedia a Centocelle, la fuga all'est dove c'era più spazio che in Italia, i primi rapporti con la discografia, più intessati ad avere un pianobarista per la cena che un artista da produrre, la chitarra e la voce usate per intortare le ragazze, ma naturalmente si finiva davanti al falò a suonare mentre tutti si trovavano e il chitarrista restava solo con le più bruttine che chiedevano "ancora un'altra canzone", il concerto viaggia per due ore e mezza con ampio spazio all'inizio alle canzoni nuove, dell'album "ConVoi" apprezzate anche nella versione "nuda" con molti rimandi nascosti agli anni Sessanta. E' un racconto interessante, divertente, carico di autoironia e di lontane e vicine amarezze, i mille modi di raccontare l'amore, la vita delle persone, graffiandosi via pezzi di pelle vissuta. le canzoni nuove crescono alla distanza, si scopre meglio col tempo la ricerca dei suoni e delle parole intrecciate, il disegno melodico che non rinuncia mai a salire sopra le righe anche quando non sarebbe necessario. C'è il momento scanzonato e corale di "Signora Lia" e Porta Portese", in cui cede il microfono al pubblico limitandosi ad accompagnare alla chitarra, c'è il ritorno ai grandi classici del passato, da "Poster" a "QPGA", c'è il nuovo e gli "inni" per un concerto che in questa dozzina di date, non sarà mai lo stesso cambian do con l'umore e il pubblico.
Dopo i tre concerti al Geox di Padova, in calendario Roma e Milano con in mezzo una tappa in Sardegna per solidarietà con una terra disastrata dal maltempo. E verso primavera il tour vero e proprio, con band e quel che rimane del nuovo disco che avrà presto un seguito. Il tempo delle lunghe attese per i fan del 62enne cantautore romano è finito.
Sabato 21 Dicembre 2013