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domenica 6 marzo 2016
BAGLIONI MORANDI SU RAI UNO IL 6 MARZO 2016 ALLE 14 A L'ARENA DI GILETTI
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lunedì 7 aprile 2014
CLAUDIO BAGLIONI SCRIVE PER IL QUOTIDIANO L'ARENA 6 APRILE 2014
http://www.larena.it/stories/589_musica/695024_baglioni_nel_mio_convoitour_leffetto_speciale__la_musica/
L'Arena non è solo il luogo - virtuale (come nel caso delle pagine di questo quotidiano) o reale (come nel caso del Palasport nel quale ci ritroveremo domani sera) - dove ci si scontra idealmente, sportivamente o, come avveniva un tempo, addirittura fisicamente. È anche lo spazio nel quale ci si incontra per costruire e dar vita a qualcosa e per farlo insieme, nella consapevolezza che da soli si può fare molto, ma insieme molto di più. È un po' quello che accade con le canzoni: una melodia e un testo, infatti, possono essere belli anche separatamente, ma è solo quando si fondono, regalandosi e moltiplicando la bellezza, che nasce una canzone senza tempo, di quelle che non smettono mai di emozionare, far riflettere e farci sognare.
PERCHÉ CONVOITOUR. È proprio per costruire qualcosa insieme che ho deciso di ambientare i concerti del ConVoiTour non su un palco tradizionale, ma al centro di un cantiere. Lo spazio scenico, infatti, cambia, evolvendo continuamente, e solo nel finale si rivela simbolo di quella ricostruzione ideale e morale della quale sentiamo tutti un gran bisogno e che non è più possibile rimandare. L'idea che ha ispirato questo progetto è, infatti, quella di una musica che torna protagonista e riconquista, prepotentemente, il centro della scena. E lei la scintilla che ci dà la scossa per scrollarci di dosso il peso morto del presente, e anche l'energia che ci serve per prendere il volo verso un domani che somigli un po' di più alla parte migliore di noi. Per questo nel ConVoiTour la musica non solo è la padrona di casa, ma è anche l'effetto speciale più sorprendente di uno spettacolo nel quale tagli di luce teatrali e cinematografici, piccoli gesti simbolici ed effetti scenici «analogici», nascono per sottolineare intensità, magia ed energia di suoni, note e parole.
TUTTA UN'ALTRA MUSICA. Tutto questo significa dar vita a concerti come non se ne sentono più da tempo, sapendo che la musica deve ritrovare il posto che le spetta dentro di noi, per una ragione semplice ma fondamentale: migliore lei, migliori noi. Per questo ho costruito concerti di tre ore senza interruzioni, con una scaletta di 33 brani che si fondono uno nell'altro, eseguiti da un super-gruppo di tredici polistrumentisti, con arrangiamenti, sonorità e interpretazioni dall'anima molto più rock che pop. «Tutta un'altra musica!», ha scritto un writer su uno dei teli che abbiamo scelto per rivestire questo nostro cantiere. È vero: l'ambizione è esattamente quella di cambiare musica e di farlo insieme.
RICOSTRUZIONE COLLETTIVA. La ricostruzione non può essere qualcosa di individuale, ma è un processo collettivo nel quale tutti sono chiamati a fare la propria parte. Ognuno di noi deve mettere in gioco idee, valori, energie... In una parola: se stesso, perché il futuro è una città che va disegnata e costruita insieme. Un'opera di operai coraggiosi che devono mettersi al lavoro, con rinnovata operosità, ognuno con il proprio ruolo, la propria sensibilità, la propria storia, esattamente come avviene in quei meravigliosi allestimenti d'Opera - appunto - che animano le scene di quello straordinario anfiteatro che, quasi centocinquanta anni fa, ha ispirato il nome di questo antico e nobile giornale. (Testo raccolto da Giulio Brusati)
Claudio Baglioni
L'Arena non è solo il luogo - virtuale (come nel caso delle pagine di questo quotidiano) o reale (come nel caso del Palasport nel quale ci ritroveremo domani sera) - dove ci si scontra idealmente, sportivamente o, come avveniva un tempo, addirittura fisicamente. È anche lo spazio nel quale ci si incontra per costruire e dar vita a qualcosa e per farlo insieme, nella consapevolezza che da soli si può fare molto, ma insieme molto di più. È un po' quello che accade con le canzoni: una melodia e un testo, infatti, possono essere belli anche separatamente, ma è solo quando si fondono, regalandosi e moltiplicando la bellezza, che nasce una canzone senza tempo, di quelle che non smettono mai di emozionare, far riflettere e farci sognare.
PERCHÉ CONVOITOUR. È proprio per costruire qualcosa insieme che ho deciso di ambientare i concerti del ConVoiTour non su un palco tradizionale, ma al centro di un cantiere. Lo spazio scenico, infatti, cambia, evolvendo continuamente, e solo nel finale si rivela simbolo di quella ricostruzione ideale e morale della quale sentiamo tutti un gran bisogno e che non è più possibile rimandare. L'idea che ha ispirato questo progetto è, infatti, quella di una musica che torna protagonista e riconquista, prepotentemente, il centro della scena. E lei la scintilla che ci dà la scossa per scrollarci di dosso il peso morto del presente, e anche l'energia che ci serve per prendere il volo verso un domani che somigli un po' di più alla parte migliore di noi. Per questo nel ConVoiTour la musica non solo è la padrona di casa, ma è anche l'effetto speciale più sorprendente di uno spettacolo nel quale tagli di luce teatrali e cinematografici, piccoli gesti simbolici ed effetti scenici «analogici», nascono per sottolineare intensità, magia ed energia di suoni, note e parole.
TUTTA UN'ALTRA MUSICA. Tutto questo significa dar vita a concerti come non se ne sentono più da tempo, sapendo che la musica deve ritrovare il posto che le spetta dentro di noi, per una ragione semplice ma fondamentale: migliore lei, migliori noi. Per questo ho costruito concerti di tre ore senza interruzioni, con una scaletta di 33 brani che si fondono uno nell'altro, eseguiti da un super-gruppo di tredici polistrumentisti, con arrangiamenti, sonorità e interpretazioni dall'anima molto più rock che pop. «Tutta un'altra musica!», ha scritto un writer su uno dei teli che abbiamo scelto per rivestire questo nostro cantiere. È vero: l'ambizione è esattamente quella di cambiare musica e di farlo insieme.
RICOSTRUZIONE COLLETTIVA. La ricostruzione non può essere qualcosa di individuale, ma è un processo collettivo nel quale tutti sono chiamati a fare la propria parte. Ognuno di noi deve mettere in gioco idee, valori, energie... In una parola: se stesso, perché il futuro è una città che va disegnata e costruita insieme. Un'opera di operai coraggiosi che devono mettersi al lavoro, con rinnovata operosità, ognuno con il proprio ruolo, la propria sensibilità, la propria storia, esattamente come avviene in quei meravigliosi allestimenti d'Opera - appunto - che animano le scene di quello straordinario anfiteatro che, quasi centocinquanta anni fa, ha ispirato il nome di questo antico e nobile giornale. (Testo raccolto da Giulio Brusati)
Claudio Baglioni
lunedì 16 dicembre 2013
VIDEO E RIASSUNTO SCRITTO DELL'INTERVISTA DEL 15 DICEMBRE 2013 DI BAGLIONI ALL'ARENA SU RAI UNO
IL VIDEO è disponibile qui http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2013-12-15&ch=1&v=303042&vd=2013-12-15&vc=1#day=2013-12-15&ch=1&v=303042&vd=2013-12-15&vc=1(a 1h 31 circa fino alla fine)
http://www.optimaitalia.com/blog/2013/12/15/claudio-baglioni-a-larena-da-convoi-a-lampedusa-il-festival-di-sanremo-mi-piacerebbe-presentarlo/124430
na lunga intervista per presentare il suo ultimo album ConVoi, per ripercorrere la sua strepitosa carriera ma anche parlare dell’attualità: Claudio Baglioni è stato ospite di Massimo Giletti nel programma della domenica pomeriggio di Rai1 L’Arena, in cui ha affrontato diversi argomenti soffermandosi anche su temi molto delicati come il dramma dell’immigrazione, che per tanti anni ha messo al centro del suo festival musicale O’ Scià.
L’album ConVoi è un tributo al pubblico che lo segue ormai da decenni: un album di inediti che arriva a ben 10 anni dal precedente Sono io, l’uomo della storia accanto e che Claudio Baglioni porterà in giro per l’Italia con una serie di live speciali a partire dal periodo natalizio. Si comincia il 20 dicembre a Padova con lo spettacolo DieciDita, un recital teatrale di cui l’artista è autore, interprete e narratore, tre ore di show in cui è accompagnato unicamente dai suoi strumenti. Lo show passerà poi nei teatri durante le feste di Natale e infine approderà nei palazzetti il 27 febbraio 2014 e si concluderà in estate dopo aver toccato le principali città d’Italia (biglietti disponibili su TicketOne.it).
Dagli esordi all’ultimo album ConVoi, dalla voglia di affermarsi “per piacere alle ragazze ed avere il rispetto dei coetanei” al sucesso internazionale, Claudio Baglioni ricorda le difficoltà di una carriera tutta in salita per chi come lui è nato da una famiglia piccolo-borghese, nel quartiere di Centocelle a Roma, lo stesso in cui nel 2007 è tornato ad improvvisare un concerto affacciandosi al balcone di casa. Dalle canzoni che hanno attraversato il tempo e le generazioni all’impegno civile, Baglioni ha speso parole importanti sul tema dell’immigrazione di cui per anni si è occupato con O’Scià.
Un argomento tornato centrale nel dibattito pubblico alla luce della recente tragedia di inizio ottobre nel canale di Lampedusa: “Viste da vicine le cose sono molto più dure. C’è una grande responsabilità politica – ha lamentato il cantautore, ricordando le belle paroe di Papa rancesco durante la sua visita sull’isola – Ha fatto un discorso bellissimo (…) Quest’uomo è straordinario, si sente che viene da un viaggio molto lungo“. Claudio Baglioni fa sue le parole del Ponteficie che aveva definito vergognoso il dramma dei morti in mare durante i cosiddetti viaggi della speranza: “In effetti è una vergogna non aver trovato una soluzione e aver pensato che le cose potessero sistemarsi da sole. Il Papa ha parlato anche della globalizzazione dell’indifferenza, un tema centrale del nostro difficile vivere insieme“.
Infine, qualche parola sul Festival di Sanremo 2014, di cui si vocifera possa essere uno degli ospiti. Claudio Baglioni ha preferito cavarsela con una battuta: “Sanremo? una volta detto che la mia ambizione sarebbe presentarlo, ma c’è Fazio e va bene così“.
http://www.optimaitalia.com/blog/2013/12/15/claudio-baglioni-a-larena-da-convoi-a-lampedusa-il-festival-di-sanremo-mi-piacerebbe-presentarlo/124430
na lunga intervista per presentare il suo ultimo album ConVoi, per ripercorrere la sua strepitosa carriera ma anche parlare dell’attualità: Claudio Baglioni è stato ospite di Massimo Giletti nel programma della domenica pomeriggio di Rai1 L’Arena, in cui ha affrontato diversi argomenti soffermandosi anche su temi molto delicati come il dramma dell’immigrazione, che per tanti anni ha messo al centro del suo festival musicale O’ Scià.
L’album ConVoi è un tributo al pubblico che lo segue ormai da decenni: un album di inediti che arriva a ben 10 anni dal precedente Sono io, l’uomo della storia accanto e che Claudio Baglioni porterà in giro per l’Italia con una serie di live speciali a partire dal periodo natalizio. Si comincia il 20 dicembre a Padova con lo spettacolo DieciDita, un recital teatrale di cui l’artista è autore, interprete e narratore, tre ore di show in cui è accompagnato unicamente dai suoi strumenti. Lo show passerà poi nei teatri durante le feste di Natale e infine approderà nei palazzetti il 27 febbraio 2014 e si concluderà in estate dopo aver toccato le principali città d’Italia (biglietti disponibili su TicketOne.it).
Dagli esordi all’ultimo album ConVoi, dalla voglia di affermarsi “per piacere alle ragazze ed avere il rispetto dei coetanei” al sucesso internazionale, Claudio Baglioni ricorda le difficoltà di una carriera tutta in salita per chi come lui è nato da una famiglia piccolo-borghese, nel quartiere di Centocelle a Roma, lo stesso in cui nel 2007 è tornato ad improvvisare un concerto affacciandosi al balcone di casa. Dalle canzoni che hanno attraversato il tempo e le generazioni all’impegno civile, Baglioni ha speso parole importanti sul tema dell’immigrazione di cui per anni si è occupato con O’Scià.
Un argomento tornato centrale nel dibattito pubblico alla luce della recente tragedia di inizio ottobre nel canale di Lampedusa: “Viste da vicine le cose sono molto più dure. C’è una grande responsabilità politica – ha lamentato il cantautore, ricordando le belle paroe di Papa rancesco durante la sua visita sull’isola – Ha fatto un discorso bellissimo (…) Quest’uomo è straordinario, si sente che viene da un viaggio molto lungo“. Claudio Baglioni fa sue le parole del Ponteficie che aveva definito vergognoso il dramma dei morti in mare durante i cosiddetti viaggi della speranza: “In effetti è una vergogna non aver trovato una soluzione e aver pensato che le cose potessero sistemarsi da sole. Il Papa ha parlato anche della globalizzazione dell’indifferenza, un tema centrale del nostro difficile vivere insieme“.
Infine, qualche parola sul Festival di Sanremo 2014, di cui si vocifera possa essere uno degli ospiti. Claudio Baglioni ha preferito cavarsela con una battuta: “Sanremo? una volta detto che la mia ambizione sarebbe presentarlo, ma c’è Fazio e va bene così“.
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