http://radiomadeinitaly.it/wordpress/?p=73337
E’ difficile scrivere, senza essere banali e scontati, di un concerto che è stato a dir poco perfetto. Un grande Claudio Baglioni si è esibito ieri sera (22 marzo) al Palaflorio di Bari cantando per tre ore, senza mai un minuto di pausa, i suoi più grandi successi, riarrangiati per l’occasione come solo i grandi sanno fare. In un palazzetto gremito fino all’inverosimile, il pubblico ha cantato tutti i testi delle canzoni, dalla prima all’ultima, senza mai fermarsi. Uno spettacolo nello spettacolo. Intere generazioni a confronto, dai nonni ai giovani nipoti, intorno a un cantautore che in quasi cinquant’anni di carriera ha raccontato con le sue canzoni, possiamo dirlo, l’anima vera del nostro Paese.
Baglioni canta l’amore per la vita e il pubblico si emoziona. Le melodie sospese fra giochi di luce e una presenza scenica che non ha eguali, accarezzano e scaldano i cuori e allontanano, sia pure per una sera, gli spettri delle paure che ogni uomo porta con sé ogni giorno.
I suoi testi raccontano di storie, le nostre storie, i nostri percorsi individuali che si intrecciano e si perdono e poi si rincontrano. Favole di tutti i giorni scalfite, a volte frante dal tempo, si ricompongono, sia pure nel tempo di una canzone, mentre l’attimo si ferma e la favola può tornare eterna.
Come tanti fotogrammi di esistenze semplici, i nostri ricordi, quasi dimenticati, come da una soffitta di cose vecchie, riaffiorano prepotentemente dalla memoria del tempo e ci ricordano di estati calde di tanti anni fa, di amori iniziati e poi finiti, di persone andate e a volte mai più ritrovate, di baci “a labbra salate”, di notti insonni ad ascoltare canzoni, di falò in riva al mare quando tutto sembrava più semplice e lontano da raggiungere. Erano gli anni dei sogni, ma gli “anni sono istanti sopra le spalle o dentro un secchio”, senza i quali, però, non saremmo noi, quelli di oggi.
Baglioni canta “Avrai”. Mi giro e scorgo un lui non più giovane che accarezza i capelli della sua donna che gentilmente reclina il capo sulla sua spalla e s’illumina in volto con un sorriso ancora giovane. Una piccola lacrima, densa di significato, brilla nel buio e le riga il volto. Si guardano, si sussurrano qualcosa nell’orecchio e poi sorridono, adagiando lentamente le umide ciglia. Non saprò mai cosa si son detti, ma percepisco attimi di piccola e intensa felicità che hanno il potere di riannodare i capi di vite a volte stanche, provate, logorate dalle vicende umane.
E’ bello guardarsi intorno e scoprire negli occhi delle persone, stupore, nostalgia, tristezza, gioia, lampi di felicità che riappacificano ogni coscienza con la propria storia. In fondo sono solo canzoni, ma forse le donne e gli uomini del nostro tempo hanno bisogno di queste emozioni per “ritrovare se stessi”. A volte bastano anche semplici parole che invitano a “saltare il buio e andare in punta dritti al sole, finché abbiamo musica e un pugno di parole, viviamo questa vita finché possiamo suonare e sogniamo finché abbiamo voce e amore per cantare, che ancora non siamo in croce se abbiamo un cuore e dieci dita”.
Claudio canta l’ultima canzone. I musicisti salutano e vanno via. Resta lui solo, sorridente e sazio di buoni sentimenti davanti al suo pubblico. Agita la mano e saluta con un “arrivederci, ci rincontreremo”… Si alza il sipario. Il concerto è finito. Ogni uomo ritorna alla sua storia con una ritrovata certezza… è proprio vero, a volte basta solo la poesia, il senso vero della vita!
Antonio Curci
.......
+++++++++++++++++++++++
Visualizzazione post con etichetta PALA FLORIO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta PALA FLORIO. Mostra tutti i post
domenica 23 marzo 2014
lunedì 10 febbraio 2014
INTERVISTA BAGLIONI DEL 10 FEBBRAIO 2014
Dalla gazzetta del sud
Baglioni, la vita
è sempre adesso
e io mi emoziono
Claudio punta anche sul web
di ENRICA SIMONETTI
e emozioni non provano mai stanchezza: lo dice da sempre Claudio Baglioni e ora lo dimostra mettendosi di nuovo in gioco con un tour, il «ConVoiTour» che arriverà a Bari
«CHI SI EMOZIONA
NON È MAI STANCO» Claudio Baglioni sarà a marzo
al Palaflorio di Bari
(al Palaflorio) il prossimo 8 marzo. E non solo: la prossima settimana Baglioni sarà anche a Sanremo. La vita è adesso... Claudio Baglioni, cosa prova a sentire il calore del pubblico oggi come ieri? Cambia
con il tempo lo stato d'animo?
«È qualcosa che non si può spiegare. Si dice che certe cose bisogna provarle, ma la verità è che nem- meno io – che sento questo calore e questa energia da tanti anni – so spiegare cosa significhino. È un'e- mozione che travolge ed alla quale non ci si
abitua mai. Un dono straor- dinario rispetto al quale c'è una sola cosa da fare: ri- mettersi in gioco fino in fon- do, senza risparmiarsi mai, per provare a restituire al- meno una parte di ciò che questo dono dà. Con il tempo tutto cambia. È inevitabile. E,
dunque, cambiano anche gli stati d'animo. Ed è bene che sia così. Se vivessimo sempre g stessi stati d'animo finirem con l'abituarci a tutto. E – co scriveva il grande Truman C
pote – “chi si abitua a tutto tanto vale che muoia”. Vivere significa
cambiare e gli stati d'animo sono fondamentali: la vita ce ne regala sempre di nuovi e loro ci regalano una vita sempre diversa. E' questo scambio che ci permette di vivere certe cose come se fosse sempre la prima volta e che rende questo viaggio un'esperienza che non smette mai di sorprendere».
«ConVoiTour» e il progetto che c'è dietro, con le uscite dei singoli sul Web. Cosa propone di cambiare nel sistema del mercato discografico?
«In realtà non sono io che propongo di cambiare: è
il cambiamento che impone di farlo. La parola crisi, deriva da un verbo greco che significa “scegliere”. Ogni giorno, siamo chiamati ad affrontare mille scel- te e, dunque, mille crisi, e spesso non ci rendiamo conto che scegliere è un'opportunità straordinaria. La vera crisi, infatti, sarebbe non poter scegliere. Io ho scelto di cambiare il modo di realizzare e di pro- porre la mia musica, perché, da tempo, le nuove tecnologie hanno cambiato la scena, riportando al centro del “mercato” della musica i singoli brani. Un
po’ come agli inizi degli anni ’60, quando gli album di fatto erano delle raccolte di singoli. “ConVoi” è figlio di questo clima: per questo l’album è stato un punto di arrivo e non di partenza; una raccolta di nuovi “sin- goli”. Ho deciso di mettere i nuovi pezzi su iTunes, a mano a mano che li ultimavo, perché avessero il tem-
po per farsi ascoltare e conoscere, e per rcare di restituire alle canzoni uell’attenzione e quella dignità che – ggi dove tutto si brucia in fretta - ischiavano di andare perdute. La Rete sarà nemica del “disco”, ma certo non è nemica della musica e credo sia un errore considerarla tale».
Andiamo indietro con il tempo... Potremmo ricordare insieme quel giorno in cui Pippo Baudo la pre- sentò al concorso «Fuori la vo-
ce»?
«Avevo diciassette anni. I di- ciassette anni di allora, non quelli
gi. Io ero un ragazzino di periferia, lui era la televisione con la t maiuscola. L'emozione era così forte che ancora mi chiedo come quel ragazzino – timido e impacciato - sia riuscito a sopravvivere. Probabilmente è stato merito della musica. Ha preso lei le redini del gioco ed è riuscita a guidarmi in porto. Da allora ho capito che, se l'avessi seguita, sarei potuto arrivare ovunque».
Ma quali sono le persone che nella sua vita artistica e non solo hanno avuto più significato?
«Mio padre e mia madre, senza dubbio. Lui mi ha
insegnato l'onestà, lei la passione. La passione è l'e- nergia che ha guidato ogni mio passo, sia personale che artistico; l'onestà – intellettuale e non solo - è la “bussola” che ha determinato le mie scelte ed i miei comportamenti. Riccardo e Silvia sono le stelle fisse che hanno guidato la mia navigazione. E ancora oggi è a loro che guardo per non perdere la rotta e dare senso e valore a ciò che faccio».
C'è stato un periodo in cui lei alla fine degli anni 80 si è praticamente ritirato dalla vita pubblica. Cosa provava nel silenzio? La musica può mai tacere?
«La musica non può tacere e non tacerà mai, per-ché è la voce dell'anima e l'anima è immortale. Solo che – anche se può sembrare un controsenso – la musica ha bisogno del silenzio. Senza silenzio, infatti, non ci sarebbe spazio per la musica e, dunque, lei non esisterebbe. Chi scrive musica ha bisogno del silenzio per «sentire» ciò che l'ispirazione gli trasmette e trasformarlo in musica, e chi ascolta ha bisogno del silenzio per sentire il prodotto dell'incontro tra ispi- razione ed artista. Il silenzio, dunque, è un elemento fondamentale e la musica e le parole migliori sono quelle che non ce lo fanno rimpiangere».
Lampedusa, il mare dell'immigrazione e dei viaggi di morte senza fine. Quale la sua opinione?
«La mia opinione conta poco: è la politica che deve
cambiare opinione. Anzi: deve cambiare mentalità. Non mi riferisco alla politica italiana, parlo della politica in generale, sia quella europea che quella internazionale. Da che mondo è mondo, la gente si muove alla ricerca di condizioni di vita migliori. E' un fatto naturale, come le maree o le fasi della luna, e nessuno può illudersi di fermarlo, così come nessuno è in grado di fermare le maree o le fasi lunari. Meno che meno oggi, in una società detta, non a caso, della “globalizzazione”. Il mondo è sempre più la casa di tutti e, quindi, l'uomo è sempre più inquilino del mondo. Dunque: o ci si organizza per gestire questo fenomeno o il conflitto tra “mondo ricco” e “mondo povero” finirà col travolgere tutti, con costi umani, morali ed economici molto più pesanti di quelli che ci toccherà affrontare per governare le migrazioni. Do- ve ci sta portando questa “globalizzazione dell'in- differenza” è drammaticamente evidente a tutti: una prospettiva tutt'altro che nobile. Si tratta, ora, di capire che sono ben altre le categorie sulle quali costruire una convivenza che possa dirsi civile e che nessuno – essere umano, Paese o Continente che sia – può pensare di edificare il proprio futuro sulle ma- cerie del presente dell'altro».
Sanremo 2014, cosa ci dobbiamo aspettare da Fazio e da Baglioni sul palco dell’Ariston?
«Un momento di grande forza e grande intensità,
capace di appassionare, coinvolgere, emozionare e regalare quell'indefinibile e inesauribile tonalità di energia che solo l'arte povera e breve della canzone è in grado di regalare».
Baglioni, la vita
è sempre adesso
e io mi emoziono
di ENRICA SIMONETTI
e emozioni non provano mai stanchezza: lo dice da sempre Claudio Baglioni e ora lo dimostra mettendosi di nuovo in gioco con un tour, il «ConVoiTour» che arriverà a Bari
«CHI SI EMOZIONA
NON È MAI STANCO» Claudio Baglioni sarà a marzo
al Palaflorio di Bari
(al Palaflorio) il prossimo 8 marzo. E non solo: la prossima settimana Baglioni sarà anche a Sanremo. La vita è adesso... Claudio Baglioni, cosa prova a sentire il calore del pubblico oggi come ieri? Cambia
con il tempo lo stato d'animo?
«È qualcosa che non si può spiegare. Si dice che certe cose bisogna provarle, ma la verità è che nem- meno io – che sento questo calore e questa energia da tanti anni – so spiegare cosa significhino. È un'e- mozione che travolge ed alla quale non ci si
abitua mai. Un dono straor- dinario rispetto al quale c'è una sola cosa da fare: ri- mettersi in gioco fino in fon- do, senza risparmiarsi mai, per provare a restituire al- meno una parte di ciò che questo dono dà. Con il tempo tutto cambia. È inevitabile. E,
dunque, cambiano anche gli stati d'animo. Ed è bene che sia così. Se vivessimo sempre g stessi stati d'animo finirem con l'abituarci a tutto. E – co scriveva il grande Truman C
pote – “chi si abitua a tutto tanto vale che muoia”. Vivere significa
cambiare e gli stati d'animo sono fondamentali: la vita ce ne regala sempre di nuovi e loro ci regalano una vita sempre diversa. E' questo scambio che ci permette di vivere certe cose come se fosse sempre la prima volta e che rende questo viaggio un'esperienza che non smette mai di sorprendere».
«ConVoiTour» e il progetto che c'è dietro, con le uscite dei singoli sul Web. Cosa propone di cambiare nel sistema del mercato discografico?
«In realtà non sono io che propongo di cambiare: è
il cambiamento che impone di farlo. La parola crisi, deriva da un verbo greco che significa “scegliere”. Ogni giorno, siamo chiamati ad affrontare mille scel- te e, dunque, mille crisi, e spesso non ci rendiamo conto che scegliere è un'opportunità straordinaria. La vera crisi, infatti, sarebbe non poter scegliere. Io ho scelto di cambiare il modo di realizzare e di pro- porre la mia musica, perché, da tempo, le nuove tecnologie hanno cambiato la scena, riportando al centro del “mercato” della musica i singoli brani. Un
po’ come agli inizi degli anni ’60, quando gli album di fatto erano delle raccolte di singoli. “ConVoi” è figlio di questo clima: per questo l’album è stato un punto di arrivo e non di partenza; una raccolta di nuovi “sin- goli”. Ho deciso di mettere i nuovi pezzi su iTunes, a mano a mano che li ultimavo, perché avessero il tem-
po per farsi ascoltare e conoscere, e per rcare di restituire alle canzoni uell’attenzione e quella dignità che – ggi dove tutto si brucia in fretta - ischiavano di andare perdute. La Rete sarà nemica del “disco”, ma certo non è nemica della musica e credo sia un errore considerarla tale».
Andiamo indietro con il tempo... Potremmo ricordare insieme quel giorno in cui Pippo Baudo la pre- sentò al concorso «Fuori la vo-
ce»?
«Avevo diciassette anni. I di- ciassette anni di allora, non quelli
gi. Io ero un ragazzino di periferia, lui era la televisione con la t maiuscola. L'emozione era così forte che ancora mi chiedo come quel ragazzino – timido e impacciato - sia riuscito a sopravvivere. Probabilmente è stato merito della musica. Ha preso lei le redini del gioco ed è riuscita a guidarmi in porto. Da allora ho capito che, se l'avessi seguita, sarei potuto arrivare ovunque».
Ma quali sono le persone che nella sua vita artistica e non solo hanno avuto più significato?
«Mio padre e mia madre, senza dubbio. Lui mi ha
insegnato l'onestà, lei la passione. La passione è l'e- nergia che ha guidato ogni mio passo, sia personale che artistico; l'onestà – intellettuale e non solo - è la “bussola” che ha determinato le mie scelte ed i miei comportamenti. Riccardo e Silvia sono le stelle fisse che hanno guidato la mia navigazione. E ancora oggi è a loro che guardo per non perdere la rotta e dare senso e valore a ciò che faccio».
C'è stato un periodo in cui lei alla fine degli anni 80 si è praticamente ritirato dalla vita pubblica. Cosa provava nel silenzio? La musica può mai tacere?
«La musica non può tacere e non tacerà mai, per-ché è la voce dell'anima e l'anima è immortale. Solo che – anche se può sembrare un controsenso – la musica ha bisogno del silenzio. Senza silenzio, infatti, non ci sarebbe spazio per la musica e, dunque, lei non esisterebbe. Chi scrive musica ha bisogno del silenzio per «sentire» ciò che l'ispirazione gli trasmette e trasformarlo in musica, e chi ascolta ha bisogno del silenzio per sentire il prodotto dell'incontro tra ispi- razione ed artista. Il silenzio, dunque, è un elemento fondamentale e la musica e le parole migliori sono quelle che non ce lo fanno rimpiangere».
Lampedusa, il mare dell'immigrazione e dei viaggi di morte senza fine. Quale la sua opinione?
«La mia opinione conta poco: è la politica che deve
cambiare opinione. Anzi: deve cambiare mentalità. Non mi riferisco alla politica italiana, parlo della politica in generale, sia quella europea che quella internazionale. Da che mondo è mondo, la gente si muove alla ricerca di condizioni di vita migliori. E' un fatto naturale, come le maree o le fasi della luna, e nessuno può illudersi di fermarlo, così come nessuno è in grado di fermare le maree o le fasi lunari. Meno che meno oggi, in una società detta, non a caso, della “globalizzazione”. Il mondo è sempre più la casa di tutti e, quindi, l'uomo è sempre più inquilino del mondo. Dunque: o ci si organizza per gestire questo fenomeno o il conflitto tra “mondo ricco” e “mondo povero” finirà col travolgere tutti, con costi umani, morali ed economici molto più pesanti di quelli che ci toccherà affrontare per governare le migrazioni. Do- ve ci sta portando questa “globalizzazione dell'in- differenza” è drammaticamente evidente a tutti: una prospettiva tutt'altro che nobile. Si tratta, ora, di capire che sono ben altre le categorie sulle quali costruire una convivenza che possa dirsi civile e che nessuno – essere umano, Paese o Continente che sia – può pensare di edificare il proprio futuro sulle ma- cerie del presente dell'altro».
Sanremo 2014, cosa ci dobbiamo aspettare da Fazio e da Baglioni sul palco dell’Ariston?
«Un momento di grande forza e grande intensità,
capace di appassionare, coinvolgere, emozionare e regalare quell'indefinibile e inesauribile tonalità di energia che solo l'arte povera e breve della canzone è in grado di regalare».
mercoledì 11 dicembre 2013
VENDITA BIGLIETTI CONVOITOUR 2014 PER IL FAN CLUB DI CLAUDIO BAGLIONI NUOVE DATE
A grande richiesta le nuove date del ConVoi Tour 2014: Pre sale solo per i clabber: 9 Marzo 2014 BARI – Pala florio Presale Clab On Line Start: Mar, 10/12/13_12:00 End: Mer, 11/12/13_12:00 5 Marzo 2014 CASERTA – Pala Maggiò 1 Aprile 2014 FIRENZE – Nelson Mandela Forum Presale Clab On Line Start: Mer, 11/12/13_12:00 End: Gio, 12/12/13_12:00
A grande richiesta le nuove date del ConVoi Tour 2014: Presale solo per i clabber: 9 Marzo 2014 BARI – Pala florio Presale Clab On Line Start: Mar, 10/12/13_12:00 End: Mer, 11/12/13_12:00 Di seguito il link segreto attivo dalle ore 12 di oggi : http://www.ticketone.it/biglietti-claudio-baglioni-convoitour.html?affiliate=pi2&doc=artistPages%2Ftickets&fun=artist&action=tickets&erid=1022970&xtcr=2&xtmc=baglioni&xtnp=1 CODICE PRESALE: ClabBA14 il codice è unico e consente di acquistare ad ogni iscritto a clab on line 4 biglietti per la data del 09 marzo di Bari .
A grande richiesta le nuove date del ConVoi Tour 2014: Presale solo per i clabber per le date di Caserta e Firenze : Ecco il timing: Presale Clab On Line Start: Mer, 11/12/13_12:00 End: Gio, 12/12/13_12:00 Di seguito il link segreto e la password attivi dalle ore 12 di oggi per le date di Caserta e Firenze: http://www.ticketone.it/biglietti-claudio-baglioni-convoitour.html?affiliate=pit&doc=artistPages%2Ftickets&fun=artist&action=tickets&erid=1022970&xtcr=2&xtmc=baglioni&xtnp=1 Password univoca: ClabFC14
A grande richiesta le nuove date del ConVoi Tour 2014: Presale solo per i clabber: 9 Marzo 2014 BARI – Pala florio Presale Clab On Line Start: Mar, 10/12/13_12:00 End: Mer, 11/12/13_12:00 Di seguito il link segreto attivo dalle ore 12 di oggi : http://www.ticketone.it/biglietti-claudio-baglioni-convoitour.html?affiliate=pi2&doc=artistPages%2Ftickets&fun=artist&action=tickets&erid=1022970&xtcr=2&xtmc=baglioni&xtnp=1 CODICE PRESALE: ClabBA14 il codice è unico e consente di acquistare ad ogni iscritto a clab on line 4 biglietti per la data del 09 marzo di Bari .
A grande richiesta le nuove date del ConVoi Tour 2014: Presale solo per i clabber per le date di Caserta e Firenze : Ecco il timing: Presale Clab On Line Start: Mer, 11/12/13_12:00 End: Gio, 12/12/13_12:00 Di seguito il link segreto e la password attivi dalle ore 12 di oggi per le date di Caserta e Firenze: http://www.ticketone.it/biglietti-claudio-baglioni-convoitour.html?affiliate=pit&doc=artistPages%2Ftickets&fun=artist&action=tickets&erid=1022970&xtcr=2&xtmc=baglioni&xtnp=1 Password univoca: ClabFC14
Etichette:
BARI,
CASERTA,
clab associazione culturale,
clab on line,
claudio baglioni,
CONVOITOUR 2014,
FIRENZE,
nelson mandela FORUM,
PALA FLORIO,
PALAMAGGIò
Iscriviti a:
Post (Atom)