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mercoledì 28 ottobre 2020

Claudio Baglioni, il 4 dicembre esce il nuovo album ‘In questa storia, che è la mia’ Prezzi dagli store online

 Claudio Baglioni, il 4 dicembre esce il nuovo album ‘In questa storia, che è la mia’ Prezzi e formati di cd e vinile da ibs

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Claudio Baglioni, il 4 dicembre esce il nuovo album ‘In questa storia, che è la mia’

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lunedì 16 dicembre 2019

CLAUDIO BAGLIONI NUOVO DISCO A PRIMAVERA 2020

ll nuovo disco di Claudio Baglioni a primavera 2020

lunedì 15 ottobre 2018

lunedì 12 febbraio 2018

NEWS 12 FEBBRAIO 2018 21.05

Per vedere le notizie  che pubblico clikkare sul link in basso poi su continue aspettate 10 secondi e clikkate su avanti o su skip
http://zipvale.com/2cFQ

lunedì 1 gennaio 2018

lunedì 27 gennaio 2014

INTERVISTA BAGLIONI DEL 27 GENNAIO 2014

http://www.gaetachannel.it/notizie/cultura/musica/2017-gaetachannel-it-claudio-baglioni-si-racconta-con-voi-il-suo-ultimo-lavoro.html
44 anni dopo la presentazione di Signora Lia, nella stessa sala dello stesso albergo dove tutto ebbe inizio c'è Claudio Baglioni che imbraccia la sua chitarra e sulle note dello stesso brano si racconta.

A distanza di dieci anni presenta un disco di inediti "Con Voi". Un progetto maturato e costruito in questi ultimi cinque mesi con la presentazione di inediti. "Mi trovo a parlare di un album che non è nato come tale ma come un progetto diverso, di brani composti e messi nel circuito digitale uno dopo l'altro seguendo un percorso che è stato una vera e propria sfida – spiega Baglioni. Devo ammettere che quando si vive una carriera lunga è inevitabile preparare il passo d'addio: dopo che avevo rielaborato "Questo piccolo grande amore"' avevo pensato di lasciare senza troppi piagnistei.

Pensavo che essere rimasto dieci anni senza un disco di inediti significasse che ero solo alla ricerca di un gran finale e di un nuovo lavoro. Ma poi mi sono reso conto che proprio negli ultimi anni avevo scritto tantissima musica sul pentagramma, appunti, spunti, frasi su fogli volanti o su tovaglioli di carta. E così, insieme a due o tre strettissimi collaboratori, ho cercato di combinare musica e parole, il diavolo e l'acqua santa".

Con Voi è un album complesso, pieno di citazioni e di autocitazioni, da Puccini al suo "Oltre", passando per "Lorenzo il Magnifico. "Quant'è bella giovinezza...". "Una volta scrivevo- continua Baglioni – canzoni che esprimevano il concetto che il futuro è il nostro tempo migliore, ora mi viene da pensare appunto che del doman non v'è certezza". Ultima traccia del disco è "Isole del sud" in cui si affronta il tema dell'eterno migrare dell'uomo. E su queste parole che Baglioni spiega di OScià. "Come cittadino sono molto scoraggiato. Anzi sono decisamente sfiduciato. Non credo che ci sia più una soluzione vera.

In questo caso il tempo è importante e le cose non possono essere risolte in ogni tempo. Una cosa del genere doveva avere un atteggiamento più importante da parte della politica e più approfondita da parte dell'opinione pubblica. Invece è stato affrontato malamente, con poca responsabilità, dalla politica italiana in particolare. E' inutile prendersela con l'Europa. Credo che sia un problema di convivenza e di identità. Non sappiamo fare niente perchè non sappiamo chi siamo. Non c'è una persona che abbia fatto veramente qualcosa – aggiunge.

Un fiume in piena Baglioni che parla del suo mestiere, talent show e musica. " Continuo a pensare che senza un'editoria forte non si può fare il mio mestiere. Discutere il diritto d'autore è un passo verso la barbarie". E conclude: "Premesso che siamo tutti in contraddizione perchè la maggior parte di noi cantanti va ospite nei talent, quello che non mi piace è la tendenza all'omologazione degli interpreti, la poca importanza che si dà alla composizione e il fatto che i concorrenti ruotino di anno in anno. Per quanto riguarda l'altra tv, ormai siamo diventati il popolo del medley, ammalati del passato e di reducismo. Il bello è che la colpa è anche mia perchè sono stato il primo con Fabio Fazio ad "Anima Mia" a riportare in tv questo tipo di nostalgia".

Carmen Guadalaxara

Segnaliamo le date del tour in Campania e Lazio: 4 e 5 Marzo Palamaggio Caserta - 8-19-20 Marzo Palalottomatica Roma

lunedì 30 dicembre 2013

ALBUM CON VOI DI CLAUDIO BAGLIONI RECENSIONE


http://velvetmusic.it/2013/12/29/claudio-baglioni-con-voi-recensione-album/Claudio Baglioni incanta, ancora una volta. Dopotutto, il vero cantautore è sempre capace di grandi magie. “Con Voi” è qualcosa di più di un album nuovo, è un progetto in 15 tracce capace di raccontare una storia presente: canzoni uscite su iTunes, periodicamente, poi messe a punto e rese perle rare di un disco vero e proprio. Dalla title track sino all’ultima nata “Una storia vera” è una narrazione piacevole fatta di note e frasi che sposano la poesia senza staccarsi troppo dall’attualità e dai sentimenti puri del mondo che ci appartiene.

“Con Voi”, l’album

“..se si va per mare non vuol dire che la promessa di una terra sia davvero, poi, la terra promessa…“. Impossibile trovare una sola (solo una) espressione contenuta nell’album “Con Voi” che possa (da sola) dare un segno e un senso al nuovo progetto di Claudio Baglioni: scegliamo poche parole estratte da “Isole del Sud”, col pensiero agli ultimi tristi fatti di Lampedusa. Il viaggio, corpo e anima, è la spina dorsale che tiene unite i dodici brani: curiosità e stupore, desiderio di mettersi in discussione, senza l’ansia del nuovo nascosto lì nell’ombra. Pensiamo a “In Cammino”, dove sono gli archi a far pompare il cuore del pezzo: in mezzo a questa carovana di suoni, sembrano quasi dei fili invisibili e resistenti, atti a tenere in piedi tutta la struttura armonica…



Bravo Baglioni. E’ un disco, questo, che sembra realizzato in una sola giornata, con un folto pubblico in sala d’incisione. Lunga dedica verso qualcuno, dai fan (numero ormai smisurato) agli affetti più cari (di ieri e di oggi) ed è proprio qui che ritroviamo canzoni come “Dieci Dita” e “Va tutto bene”. Qui l’artista canta la sua “oggi”, seguito ideale della “Domani” di un album del 1999. “La mia fuga da una ruga in più“, perché questo è l’amore, la possibilità di fermare il tempo, oppure farlo trascorrere come se non fosse una croce e un peso, ma un’opportunità…

“Chi ci ammazza” è è la traccia più cialtronesca (e ci sta), un po’ come quella “Serenata in sol” del 2003. E’ invece “In un’altra vita” uno dei punti più alti di tutto il disco: immagine fortemente cinematografica, atmosfera evocativa. Un’altra vita, intesa come altro mondo, che fa pensare al finale de “Il Gladiatore”, quando il protagonista – caduto in battaglia – è pronto a raggiungere i suoi affetti più cari, in un’altra vita, appunto.



Claudio Baglioni costruisce un album che reca in sé l’idea del Convoy, proprio perché preso da un’anima cangiante: tanto pop moderno, ma di fondo quel buon gusto legato ai classici (Puccini su tutti) e qualche virata nel tango (“Come un eterno addio”, amori infelici e/o impossibili) e nel rock (“L’ultima cosa che farò”). Lui stesso ha ribadito quanto “E noi due là” proponga salti negli intervalli molto interessanti, dando peso alla struttura musicale e senza addentrarsi nell’insolutezza dei rapporti dell’oggi (“strade senza inizio e senza fine“). Noi mettiamo in cima una potenziale facciata B, “Gli anni della gioventù”. Due adolescenti che si amano, usando al massimo e al meglio il poco tempo che il destino ha loro riservato. Andamento perfetto per un certo cinema d’antàn: la coda, infatti, richiama i celebri Cantori Moderni di Alessandroni. “Con Voi”, disco d’oro per le classifiche, album brillante e prezioso per chi adesso è in ascolto.

lunedì 9 dicembre 2013

STAMPA SU BAGLIONI A BARI IL 6 DICEMBRE 2013

http://www.tvzoom.it/index.php?option=com_content&view=article&id=9777:claudio-baglioni-i-talent-show-hanno-un-merito-fanno-capire-che-per-emergere-bisogna-lavorare-duro&catid=14&Itemid=18
È giunto il momento di tornare al concetto di "talento" come base per intraprendere un percorso artistico credibile», ha detto Claudio Baglioni, sul palco del Medimex, Salone dell'Innovazione musicale allestito a Bari, presentando il progetto discografico Con Voi.
«In questo senso, la sinergia con la televisione è efficace. I talent show hanno lati positivi. Danno l'idea giusta che, dietro al mestiere del cantante, ci sia dedizione, disciplina, perseveranza, una tecnica da acquisire e una valutazione oggettiva indispensabile per acquisirla. Altrimenti, diciamolo, i cantanti di successo, sembra quasi che abbiano beneficiato solo di una botta di culo».

La platea, in cui spiccano tante scolaresche, rumoreggia. Sarà perché nominare l'ingombrante opulenza del deretano in un discorso strappa sempre qualche risata, sarà perché Baglioni, negli anni, il mezzo tv ha saputo usarlo a compendio di una carriera ricca di traguardi. «Ci sono momenti in cui ti domandi come hai fatto ad arrivare così in alto. A me è capitato, verso la fine degli anni '80, di coltivare un desiderio di eclissarmi, di scrivere solo canzoni, diventando un'entità e rinunciando al rapporto epidermico col pubblico. Poi, a causa di un incidente, ho cambiato idea. La mia gratificazione maggiore sarà sempre incontrare il mio pubblico, nel video e nei live».

Senza il rapporto fisico, visivo e talvolta tattile, del resto, Baglioni non avrebbe potuto "immaginare tutto attraverso quella sua maglietta fina". E non sarebbero nate molte delle sue hit, «Create a volte quasi per caso, come Strada Facendo: mi trovavo nelle vicinanze di Londra e iniziai con un accordo di sol maggiore. Era come se le parole si srotolassero da sole».
E il rapporto fisico, un tempo, lo si aveva anche con i dischi, oggi soppiantati da Spotify e Youtube: «La musica è stato il primo social network. Incontravi per strada gente come te, con sotto al braccio una busta contenente un disco. E sentivi di appartenere a una comunità». Comunità che aveva fame di settenote: «Il desiderio di ascoltare musica dovrebbe essere come la fame, assecondato in risposta a un'urgenza, a un bisogno. Oggi, la musica è inserita ovunque. Il rischio è disperderne il valore».

E se un tempo si diceva che la musica avrebbe salvato il mondo, oggi il mondo è chiamato a salvare la musica. Un messaggio rivolto agli aspiranti alfieri dei talent show.
«Gli aspiranti artisti devono rendersi conto che fare il musicista è un mestiere in cui, come capita agli artigiani, devi lavorare duro. Ma, prima di tutto, devi comprendere se davvero ne hai le qualità. Diventare un cantante popolare ti pone in mezzo al mondo, è come se rispondessi a tanti committenti diversi, che formano il tuo pubblico».

http://www.sorrisi.com/2013/12/07/claudio-baglioni-il-sogno-della-musica-e-morto-viva-il-sogno/
Sorrisi.com quest’anno è presente alla terza edizione del Medimex, il salone dell’Innovazione Musicale di Bari dal6 all’8 dicembre 2013 alla Fiera Del Levante. Raccoglieremo alcune delle principali testimonianze dell’evento, tra incontri, premiazioni, show case e concerti.
Per la sezione Incontro D’autore, il 6 dicembre 2013 abbiamo incontrato Claudio Baglioni. Di fronte a un pubblico di migliaia di fan e curiosi (anche giovanissimi provenienti dalle scuole locali) ha raccontato parte della sua storia, anche la più recente. Una carriera viva e in continua evoluzione.
Il progetto «ConVoi» è diventato oggi un album, ma è nato come un cantiere aperto, un progetto discografico nato dalla pubblicazione di singoli, come abbiamo raccontato nell’articolo di Patrizia Guariento proprio sulle pagine di Sorrisi.com a fine ottobre. Non c’è occasione migliore per parlare con lui di carriera e di rinnovamento, nella musica e nel modo di proporla al pubblico.
«Nella vita si cerca tutta la vita il successo», racconta, «ma si teme che quel successo non sia più vivo, non sia più reale. La vera sfida con il pubblico, negli anni, è quella di non deludere. E di smettere di cercare ossessivamente di durare».
Il modo? Secondo Baglioni «Bisogna sorprendersi e mai imitare se stessi. Il mestiere del cantante ogni tanto produce qualcosa di buono, ma spesso devi rimettere in discussione tutto e il dubbio è la migliore compagna di vita per chiunque. Sarebbe bello avere un solo fan che finanzia tutto il tuo lavoro. Invece il pubblico è fatto di tante persone, tutte diverse. Il pubblico non si sceglie e non si gestisce».
«La musica», racconta, «è stato il primo social network. Perché ogni album era almeno per me ma anche per molti, qualcosa di estremamente prezioso. Oggi la musica per molti sembra un accessorio di poco valore, ma il bello è quando si riesce a trasformare quelle emozioni in qualcosa di religioso, vivendo la musica come una necessità. Una volta dicevamo che la musica avrebbe salvato il mondo, oggi che il mondo dovrà salvare la musica. Questo è un chiaro segno dei tempi».
Tornando al suo innovativo progetto discografico, dice: «È stato difficile, faticoso, ma sono contento. Non sapevo dove sarei andato, andare a un ritmo di due settimane per proporre i brani non è stato facile. Il pubblico si aspettava che potesse migliorare esponenzialmente la qualità dei miei pezzi, è il pubblico che in questo modo, voleva sempre qualcosa di migliore. Una sfida difficile ma stimolante, un modello che altri artisti potrebbero imitare».
Ecco, in conclusione, cosa si augura Claudio Baglioni per la musica italiana: «Spero che lo spazio dato alle recensioni e alla critica sia sempre maggiore. Speriamo che la musica non diventi gossip. Le stelle ci sono, bisogna solo dare loro una lucidata. Perché la musica non è solo intrattenimento. E in tempi bui come questo, nell’album “Con voi” dico, il sogno è morto viva il sogno».


Scritto da: Alessandro Alicandri

mercoledì 20 novembre 2013

DIECI DITA TOUR 2013-2014 CONVOITOUR 2014 NEWS SUI BIGLIETTI



CLAUDIO BAGLIONI:
“DIECIDITA e CONVOI”
TEATRI E PALASPORT
PER UNA STRAORDINARIA STAGIONE
DI GRANDI APPUNTAMENTI LIVE



Una nuova dimensione del dialogo artista-pubblico, in un crescendo di intensità e profondità, per una straordinaria stagione di grandi appuntamenti dal vivo.

È questo il senso di un progetto in tre fasi, ConVoiLive, ispirato al nuovo album di inediti – il primo dal 2003 – di Claudio Baglioni.

Un progetto che - dalle prossime vacanze di Natale 2013 fino all'estate 2014 – vedrà Baglioni impegnato in una serie di recital e concerti dal vivo, nei teatri e nei palasport delle principali città italiane e che si concluderà con un percorso finale a sorpresa, riguardo al quale, al momento, non trapela ancora alcun dettaglio.

Denominatore comune di queste tre fasi live, insieme alla proposta di novità tecniche e logistiche, è il rapporto sempre più stretto e diretto tra uno dei più grandi protagonisti della musica italiana e quanti amano l'energia e la poetica di una voce che non ha eguali e le emozioni forti di un repertorio straordinario, costellato di grandi successi indimenticabili e senza tempo.

Si comincia (Padova, venerdì 20 dicembre 2013) con DIECIDITA, un recital teatrale che vede Baglioni solo sul palco – pianoforte, chitarra e voce - nella triplice veste di autore, interprete e narratore. Più di tre ore di one man show, in una formula che ha fatto registrare un'impressionante serie di sold-out consecutivi sia nella prima (2011), che nella seconda edizione (2012).

Giunto alla terza edizione, DieciDita si trasforma in progetto itinerante. All'Auditorium Parco della Musica di Roma – dove il progetto è nato e dove Baglioni si esibirà il 25, 26 e 27 dicembre prossimi - e al Teatro degli Arcimboldi di Milano - che aveva arricchito il calendario dell'edizione 2012 e che ospiterà Baglioni il 3, 4 e 5 gennaio 2014 - si affiancheranno, infatti, il Gran Teatro Geox di Padova (20, 21 e 22 dicembre) e il Teatro Lirico di Cagliari (28 e 29 dicembre).
Radio partner di DieciDita è Radio Italia.

I biglietti per assistere ai recital DIECIDITA di Padova, Roma e Milano sono già in vendita su www.ticketone.it e nei punti vendita abituali.
I biglietti per le date di Cagliari  saranno in vendita per gli iscritti al fan club ufficiale (www.clabonline.org) dalle ore 12 di giovedì 21 novembre fino alle ore 16 di venerdì 22 novembre e per tutti dalle ore 17 di venerdì 22 novembre online su www.ticketone.it e nei punti vendita abituali.


La seconda fase CONVOI di questo progetto live in progress proseguirà, nei palasport, trasformati in arene che ospiteranno, in una vasta area centrale, uno spettacolo multidisciplinare, nel solco dei grandi e innovativi show che l'artista, primo al mondo, ha presentato dal 1990. Il tour partirà giovedì 27 febbraio 2014 e si concluderà agli inizi della prossima estate, dopo aver toccato le principali città italiane.

Oltre a tutti i più grandi successi del suo straordinario repertorio, Baglioni eseguirà - per la prima volta in versione live, accompagnato da un supergruppo di otto polistrumentisti – i brani del nuovo album “ConVoi”, attualmente ai vertici delle classifica italiana dei cd più venduti.
I biglietti per i concerti del tour CONVOI saranno in vendita per gli iscritti al fan club ufficiale (www.clabonline.org) dalle ore 12 di martedì 26 novembre fino alle ore 16 di giovedì 28 novembre e per tutti dalle ore 17 di giovedì 28 novembre online su www.ticketone.it e nei punti vendita abituali.

Di seguito, il calendario del Tour CONVOI

Febbraio 2014
27 RIETI PALA SOJOURNER

Marzo 2014
1 PESCARA PALA GIOVANNI PAOLO II
2 PESCARA PALA GIOVANNI PAOLO II
4 CASERTA PALA MAGGIO’
5 CASERTA PALA MAGGIO’
8 BARI PALA FLORIO
9 BARI PALA FLORIO
11 ACIREALE (CT) PALASPORT
12 ACIREALE (CT) PALASPORT
15 EBOLI (SA) PALA SELE
18 ROMA PALA LOTTOMATICA
19 ROMA PALA LOTTOMATICA
24 PERUGIA PALA EVANGELISTI
26 TORINO PALA OLIMPICO
27 TORINO PALA OLIMPICO
29 BOLOGNA UNIPOL ARENA
31 FIRENZE NELSON MANDELA FORUM

Aprile 2014
1 FIRENZE NELSON MANDELA FORUM
3 PADOVA PALA FABRIS
4 PADOVA PALA FABRIS
8 VARESE PALA WHIRLPOOL
12 LIVORNO MODIGLIANI FORUM
15 GENOVA 105 STADIUM
18 MONTICHIARI (BS) PALA GEORGE

Maggio 2014
2 ANCONA PALA ROSSINI
3 RIMINI 105 STADIUM
6 MILANO MEDIOLANUM FORUM
7 MILANO MEDIOLANUM FORUM


Ufficio Stampa
Goigest
02 202334

lunedì 18 novembre 2013

INTERVISTA BAGLIONI AL CORRIERE.IT

http://video.corriere.it/ho-pensato-ritirarmi/cc3aebaa-4df8-11e3-a50b-09fe1c737ba4

INTERVISTA BAGLIONI IL FATTO QUOTIDIANO DEL 18 NOVEMBRE 2013

Intervista di Claudio Baglioni a Il Fatto Quotidiano in edicola oggi, lunedì 18 novembre.
http://mentiinformatiche.com/2013/11/claudio-baglioni-e-un-artista-di-62-anni-con-una-carriera-di-45-un-disco-appena-uscito-e-un-tour-lungo-tutto-il-2014.html

di Silvia D’Onghia Una terrazza sul Cupolone. Stormi di storni. L’orizzonte di Roma è velato da un tramonto autunnale. C’è qualche nuvola in lontananza. “Quello che vedi oggi domani non sarà più. È per questo che, appena ho tempo, mi siedo qui. Non per fare la maglia o fumare la pipa come si addice a uno della mia età, ma per ammirare la bellezza. Peccato non si possa vivere di sola bellezza”. Claudio Baglioni è un signore di 62 anni, 18 album di inediti, 9 dal vivo, 8 antologici, 10 dischi d’oro e 4 di platino, 31 tour tra Italia e resto del mondo, centinaia di migliaia di persone radunate in 40 e passa anni di carriera. E pensare che alla Rca la davano per perdente… Il primo fu l’allora direttore artistico, Ettore Zeppegno. Lo scrisse a pennarello sulla lacca di un provino fatto nel 1967, che lui ascoltò nel ’68: “Tanto questo non farà mai niente”. Tre anni dopo, alla consegna del master di Questo piccolo grande amore, il direttore subentrato, Riccardo Michelini, bollò il singolo: “È una buona facciata B”. Lavorammo per sette giorni per cercare una canzone più efficace di quella. Ma non ci riuscì. Grazie al cielo. E invece, 45 anni dopo, è ancora qui. Il 22 ottobre ha presentato il suo ultimo disco di inediti, “Con Voi ”, che da maggio era stato pubblicato  canzone dopo canzone  su iTunes, e non passa giorno in cui non firmi autografi in ogni città. Se lo aspettava? No. Anche per la lettura delle vicende artistiche e professionali di altri miei colleghi. Sarà per una questione geometrica, ma c’è una curva nella storia di chiunque, un diagramma per il quale sai che, arrivati a un certo punto, la salita è impossibile e il mantenimento sulla stessa quota è molto difficile. Uno si abbandona a una dolce ridiscesa verso le pianure. Quindi questa attenzione è una fantastica sorpresa. Immaginando il titolo di questo album, un po’ autoriferito e vagamente ruffiano, mi ero detto: se arriverò al completamento, vorrei confrontarmi con i destinatari di questo lavoro. Il bagno di folla è rigenerante, ma io vorrei riconoscere a queste persone la loro scelta, il loro sacrificio, il loro affetto. Ed è una reazione per me inconsueta: al tempo di “Oltre” (1990) io scappai, non avevo più la voglia di esserci. Sono le situazioni in cui pensi che quello che conta è solo quello che hai fatto, che qualsiasi cosa tu aggiunga rischia di diventare una banalizzazione. Anche perchè, in fondo, lei è un timido… Prima di diventare quello che sono, ero quello che non veniva mai notato. Da ragazzo, alle feste, se anche mi avessero messo accanto una freccia luminosa con la scritta ‘Claudio è qui’, non mi si sarebbe filato nessuno.
Faccio un mestiere per il quale non sono geneticamente predisposto. Però ora sento il dovere di rappresentare quello che ho fatto. E allora, pur amando la penombra, esco un po’ di più allo scoperto. La sua biografia è piena di numeri primi: suo il primo concerto ad essere trasmesso in diretta tv, è stato il primo artista italiano a fare un tour negli stadi e il primo a fare il remake di un proprio disco, oggi il primo a pubblicare un intero album su iTunes. La fa sentire solo, essere un numero primo? È straordinario, perché vuol dire che sei vivente, vivace, hai un che d’irrequieto dentro. Ma è una propria regola di ingaggio, ti senti investito della sindrome da primogenitura. Se una volta ti riesce di tirare fuori dal cilindro un coniglio, poi devi tirare fuori una mucca e poi un elefante, e però il cilindro è sempre quello. E poi a citare i propri precedenti, si finisce per fare la figura del reduce e dell’“ai tempi miei”. La vertigine è affacciarsi sulla contemporaneità. A differenza di “Oltre”, che era un progetto finito, “Con Voi ” è un “convoglio”, traduzione dell’inglese “convoy”. Non può più scappare. Si è inchiodato da solo? Sto usando dei pretesti per mettermi ancora in cammino. La musica stessa fu un pretesto quando cominciai: avevo 15 anni, vivevo in periferia, avevo gli occhiali spessi, le bolle sulla pelle, dovevo trovare un sistema di affermazione per non fare tappezzeria sulla superficie del mondo. Per un artista vale la stessa cosa: devi trovare per continuare a lavorare, e non perché uno non abbia più alcuna ispirazione. Ma un motivo sì. I Beatles quantificavano i loro pezzi: “Con questa strofa ci facciamo la piscina, con il ritornello il campo da tennis… ”. Il mestiere intellettuale è una frode: non vedi mai quanto hai fatto. Alcuni pretesti sono piccoli sogni infantili. La carovana stessa è un sogno: prendere la strada e non avere una destinazione certa. Questo non è un incantamento nei confronti del pubblico, sono io che lancio lo sguardo sempre un po’ più lontano, per darmi un traguardo. In “Co n Vo i ” c’è tanto passato, tanto presente e tanto futuro. Come stanno insieme? Questo è uno dei miei album più concettuali, nonostante ne abbia scritto un pezzo alla volta. Stanno insieme sull’oggi, e l’oggi è già un tempo largo. Anche lo stesso concetto di ricordo è attualizzato su quello che sta accadendo. Per poter descrivere un’emozione, un salto di voce, bisogna muoversi molto indietro e avere l’illusione di andare avanti. Però al futuro comincio a essere disinteressato: sarà per l’età, sarà che forse ci abbiamo pensato tutta la vita, ma è talmente inesistente… Ho rimandato, per tanti anni, questo album (arrivato dieci anni dopo “Sono io, l’uomo della storia accanto”, ndr) per togliermi alcune voglie da interprete puro e per riscrivere e ricomporre parti importanti della carriera. Un canto di sirene al quale non ho saputo resistere. Il futuro è un’arma di distrazione di massa, con cui qualsiasi ciarlatano vince, da colui che ti legge le carte a colui che ti arruola per un progetto. Tutti continuano a parlare di futuro ed è la fottitura più alta. L’unico valore che abbia senso è il presente.
Che è anche, giocando con le parole, il solo dono che ci è dato. Restiamo nel passato. Claudio Baglioni ha rimpianti e rimorsi? Il rimpianto è di essermi preso, talvolta, un po’ troppo sul serio. E aver preso troppo sul serio la caccia al capolavoro: il che significa entrare in una forma ossessiva di se stessi e in un credersi superiore rispetto alle proprie forze. I rimorsi sono quelli di tutte le persone pubbliche. Pavese scriveva nel suo diario del suo essere scrittore: “È inutile che cerchi un’anima gemella quando stai cercando un pubblico”. Il rimorso è per gli affetti più vicini, mai abbastanza curati, accarezzati. Francesco De Gregori ricorda due vostre avventure: una suonata per strada, senza essere riconosciuti, e un appuntamento cinematografico. La prima è nota, ma il secondo? Andammo a pranzo insieme, poi io mi ricordai che c’era un appuntamento con un produttore e gli chiesi di venire con me. Cazzeggiammo tutto il tempo e lo prendemmo in giro con battute scadenti. Si rivolse a me: “Lei lègge?”. “No, io architettura”. E Francesco che insisteva per avere una parte da chitarrista. Invece qualche anno prima io e Battisti avremmo dovuto fare un noir tipo “Romanzo criminale”, due malviventi di periferia, lui moriva e io facevo l’ultimo commovente discorso prima della fine. Una volta mi proposero addirittura un iperbolico film di fantascienza con molto sesso dentro. Adesso lo farebbe un film? Io guardo il cinema con stupore e ho un’invidia micidiale per gli attori, ma sarei un incapace. Dovrei scegliere un genere in cui si recita sempre di spalle e non si dice niente. Alcuni anni fa avevo scritto un soggetto, “Sotto silenzio”: un film muto. Ma non potrei mai fare l’attore anche per un problema di disciplina: ti svegli all’alba, stai 15 ore truccato per dire una fondamentale mezza battuta in mezzo a mille persone con cineprese, microfoni… È un capolavoro di paradossi. Negli anni Settanta la accusavano di non essere un cantautore impegnato. Questo la feriva? Mica mi faceva piacere. Oggi, a 62 anni, se ti dicono che non sei reclutabile in nessuna parrocchia e che sei indipendente, ti senti un figo pazzesco. Ma se te lo dicono a 18 anni, quando hai bisogno del branco, è una cosa che ti fa soffrire. Ho anche provato, sbagliando, a scimmiottare qua e là. Poi nel tempo uno rivaluta. Erano anni di stampelle e barricate ideologiche. Però meglio quelli che la melma di oggi. Ecco, parliamo della situazione politica. Assomiglia a quando un personaggio pubblico non produce nulla se non autoreferenzialità. La situazione è sotto gli occhi di tutti, anni di fermo e di deperimento delle energie, delle capacità. La classe politica dovrebbe dimettersi tutta. I partiti e gli esponenti della classe dirigente rappresentano solo loro stessi. Io come cittadino non intendo più andare a votare con questa legge elettorale e l’odierna configurazione dei partiti. Sono stufo, poco logico, amareggiato e vedo che tanta gente è così. Anche se nessuno di noi può chiamarsi fuori: siamo tutti complici del disinteresse. Si tira a campare e si fatica ad individuare una reale novità nello scenario generale. Neanche Grillo? Se Berlusconi non è mai stato un vero politico, non lo è neanche Grillo. Come per tutti i mestieri, anche per la politica ci vuole un percorso, una formazione. E le intemerate e i “vaf – fanculo” potrebberero non servire se non sono preambolo di proposte e visioni. In ogni caso la personalizzazione in un solo leader o in pochi funzionari di partito non tiene più. La classe politica è lo specchio dei cittadini? Vorrei tanto pensare che sia peggiore, ma temo che non sia così. Altrimenti la soluzione sarebbe semplice: li cambiamo e basta. E ci siamo illusi già ai tempi di Mani Pulite. Un altro dei fallimenti della politica è la gestione dell’immigra – zione, la cosiddetta emergenza, parola che lei odia. Non è mai stato fatto nulla di significativo. L’opinione pubblica è stata disinformata, sono 25 anni che questa storia dura. Poi ci sono i morti, l’impatto emotivo, le passerelle. La tragedia, dopo la morte di tante persone, è la morte della nostra partecipazione. E la politica è ignobile, quando ha la faccia di culo di promettere rimedi. Sarebbe più corretto dire: ho altro a cui provvedere o addirittura non me ne frega niente. Stiamo facendo un’intervista molto ottimista, ne esce un futuro roseo… (ride) Quando uno diventa grande si sente sempre meno ottimista. Io non sono mai ‘partito’ con un ‘partito’ preso, da ragazzino nei cortei rischiavo insulti e botte sia da sinistra che Facciamo calare i tedeschi? Io mi farei amministrare volentieri dal più onesto e illuminato, che mi frega se è italiano, svedese o tedesco. Certo, vorrei avere la possibilità di eleggerlo, ma tanto non posso eleggere manco questi. Cambiamo argomento. Qual è il suo rapporto con la tv? La tv ha avuto meriti straordinari: ha accomunato le popolazioni italiche in una stessa lingua, le ha alfabetizzate. È ancora il mezzo e il teatro più grande. Ma ha un problema serio: deve trasmettere continuamente. Non può scegliere la qualità perché deve riempire gli spazi. Le faccio un esempio. Noi artisti non televisivi in tv diamo il peggio, perché andiamo a fare i piazzisti, a vendere il “prodotto”. Un tempo in televisione provavamo giorni prima della messa in onda. Oggi arrivi all’ultimo istante, spesso chi ti intervista non è neanche tanto informato, l’esibizione è raffazzonata. Così butti via le cose. Ma lei la guarda? Voglio smettere di seguire gli approfondimenti. Per anni ho creduto che i talk show fossero contenitori di crescita e invece non lo sono affatto o non più. Va in onda una compagnia di giro: ci sono giornalisti che stanno in 5 trasmissioni a raccontare quel che già sappiamo tutti, sedicenti politici che non ho capito dove trovino il tempo per svolgere il loro servizio che fanno il tour dei programmi. Molta tv esiste per questo: per il niente. Torniamo a lei. Prima di “O l t re” c’erano stati i fischi al concerto di Amnesty International a Torino, un brutto incidente d’auto e la separazione dalla sua prima moglie, Paola Massari. La musica nasce dal dolore? Raschiare il fondo fa riacchiappare le suggestioni più intense. Io quest’anno ho avuto un’assenza grande. Ci sono due date decisive nella vita di una persona: la propria nascita e la morte della madre. Questo evento crea una rielaborazione dell’esisten – za, è come tornare in un ambiente che avevi chiuso a chiave, sul quale avevi messo panni e coperte e si era poggiata sopra la polvere. Qualcosa ti deve graffiare perché tu possa riguardare alcune storie e metterne in discussione altre. Per questo il dolore non finisce mai. È un esattore della vita. Sempre a proposito di ottimismo… L’unico ottimismo reale è fare un passetto indietro. Tutti possiamo essere ottimisti se ci giriamo indietro. Il guaio è guardare ossessivamente l’orizzonte e voler essere ottimisti a tutti i costi. Perché l’orizzonte è truffaldino e si muove come ti muovi tu, non lo raggiungi mai. A marzo parte il tour “Co n Vo i ”, che recupera anche le date saltate a ottobre, a Natale torna “Dieci Dita”, il concerto solistico in cui il pubblico siede sul palco. Quando finirà la carovana? “Dieci Dita” era pensato già tre anni fa come preambolo per una costruzione di un concerto dal vivo “in progress”. Quest’anno diventa il primo step della carovana. L’esperienza logistica del “vicino a tutti” continuerà da marzo nei palasport, dove stiamo studiando un sistema audio capillare e innovativo. Sarà uno show multidisciplinare, con performance sorprendenti. Nell’ul – timo pezzo d’estate il convoglio riparte. La conclusione di tutto sarà fine 2014. Un anno e mezzo di musica nuova, di eventi e storie in divenire. Finirà davvero? Potremo dirlo solo dopo aver visto l’effetto che fa. E se dovesse finire, l’importante è non saperlo la sera prima ma, semmai, accorgersene il giorno dopo.

domenica 17 novembre 2013

RIETI LA DATA ZERO DEL CONVOITOUR 2014 DI CLAUDIO BAGLIONI il 27 FEBBRAIO 2014

 http://www.ilmessaggero.it/RIETI/rieti_claudio_baglioni_tour_palasojourner/notizie/358479.shtml
RIETI - Prima i Pooh, ora Claudio Baglioni. Dopo il concerto evento di questa estate, svltosi a Ciitaducale, Rieti ospiterà il cantautore romano. Dopo sette anni dagli ultimi concerti nel capoluogo reatino, Claudio Baglioni tornerà a in città il prssimo 27 febbraio.

Come nel 2006, la cornice dell’esibizione dell’artista 62enne, sarà sempre il PalaSojourner. Il palazzetto reatino è pronto ad accogliere il cantautore romano per il suo tour intitolato “Con Voi”, dello stesso nome dell’album di inediti uscito lo scorso 22 ottobre, in vendita in tutti i negozi di dischi e nei digital store.

Rieti sarà la data zero del tour di Baglioni, che toccherà tante altre città italiane tra febbraio e maggio.