http://www.salernonews24.it/news/al-via-il-con-voi-live-tour-di-claudio-baglioni/7770
Al via il “Con voi live tour” di Claudio BaglioniAtteso il 15 marzo al Palasele
Dopo aver scaldato la platea dell'Ariston con un medley dei suoi successi, da "Questo piccolo grande amore", "E tu" a "Strada facendo", "Avrai", "Mille giorni di te e di me", conquistando la standing ovation del pubblico del Festival della Canzone Italiana, Claudio Baglioni è pronto a portare l’energia della musica in giro per tutta la penisola per animare il cantiere della ricostruzione e farci ritrovare speranza nel futuro e voglia di ripartire. È questo il senso del ConVoiLiveTour, il progetto che Claudio Baglioni ha presentato a Sanremo, dove è tornato dopo trent’anni, e con cui attraverserà da domani, giovedì 27 febbraio, i palasport di tutta Italia, partendo da Rieti e approdando, sabato 15 marzo, al PalaSele di Eboli. Una location che lo attende con grande trepidazione, visto che il cantautore vi manca da ben otto anni.
Per il grande ritorno, Baglioni ha dato vita a un progetto ambizioso, di straordinario impatto scenico grazie anche ad un particolarissimo e mastodontico allestimento nel solco degli innovativi show che l'artista ha sempre presentato: un “cantiere” - con tanto di torri, scale, rampe, movimenti - nel quale la fluttuazione della musica ispira e anima quella “ricostruzione” ideale, culturale, morale, che dovrà essere punto di partenza per l’avvio di una nuova stagione. “Poche cose più della musica – ha spiegato Baglioni - possono trasmetterci l’energia di cui abbiamo bisogno per ripensare valori e ideali, ritrovare la fiducia in noi stessi e nel futuro e, soprattutto, la voglia e la forza di ripartire e ricostruire. Un lavoro di ricostruzione – ha concluso Baglioni – che non può rimanere un fatto individuale, ma deve realizzarsi attraverso un percorso comune, da affrontare, appunto, ConVoi, dal momento che tutti sono chiamati a fare la propria parte, mettendo in gioco idee, valori, energie... in due parole: se stessi”.
Un nuovo super gruppo di polistrumentisti, una straordinaria scaletta con tutti i più grandi successi dell’incredibile repertorio di Baglioni e gli inediti del nuovo album “ConVoi” - ai vertici delle classifiche dei cd più venduti – animeranno il live di grande energia e fortissimo impatto emotivo, improntato sulla particolarità scenica dello spettacolo e su una nuova dimensione del dialogo artista-pubblico, in un crescendo di intensità e profondità, che rappresenterà l’evento musicale della stagione 2014.
Dall'antologia dei classici della sua straordinaria produzione musicale, che ha accompagnato la storia di tutti noi, alle storie recenti cantate nei brani contenuti nell'ultimo album, tra cui l'inno "Con Voi" che dà anche il titolo al Tour, ad Eboli si attende un poetico e straordinario show.
http://www.rietilife.it/?p=93173
Claudio Baglioni è arrivato in città e ha cominciato le prove per la data zero del suo nuovo tour, in programma domani al PalaSojourner. Su twitter, il popolare cantautore romano ha postato una suggestiva foto in bianco e nero che lo immortala dentro l’impianto di Villa Reatina. Ultimi preparativi alla vigilia della prima tappa del ConVoi Live Tour, seconda fase del progetto live di Claudio Baglioni. Un nuovo super gruppo di polistrumentisti, una straordinaria scaletta con tutti i più grandi successi dell’ultradecennale repertorio di Baglioni e gli inediti del nuovo album “ConVoi”, ai vertici delle classifiche dei cd più venduti, animeranno un live di grande energia e fortissimo impatto emotivo.
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giovedì 27 febbraio 2014
mercoledì 26 febbraio 2014
CLAUDIO BAGLIONI RICORDA IL CHITARRISTA PACO DE LUCIA
https://www.facebook.com/claudiobaglioniofficial?fref=ts
Facemmo insieme "Domani mai". Paco De Lucia se n'è andato. Ti ricorderò. Domani sempre.
Facemmo insieme "Domani mai". Paco De Lucia se n'è andato. Ti ricorderò. Domani sempre.
martedì 25 febbraio 2014
NIENTE PROVE PER IL FAN CLUB DURANTE IL CONVOITOUR DI CLAUDIO BAGLIONI
Gentile Associato, ti informiamo che per motivi tecnici di calendario nel ConVoi Tour di Claudio Baglioni non sara` possibile accedere alle prove.
domenica 23 febbraio 2014
SPECIALE CONVOITOUR DI CLAUDIO BAGLIONI IL 26 FEBBRAIO 2014 SU RADIO TI RICORDI
per ascoltare http://fplayer.newradio.it/tiricordi/tiricordi.html
Mercoledì 26 febbraio ore 18.00 replica sabato 8 marzo 2014
http://www.rtr99.it/news.php#rtr
Un grande appuntamento vi aspetta su RTR 99 Radio Ti Ricordi. Il programma Retropalco con Guido Tognetti e Fabio Martini per la prima volta si svolgerà in esterna. Sarà un vero ed esclusivo appuntamento nel retropalco del tour Con Voi di Claudio Baglioni. A 24 ore dal debutto di uno spettacolo che si preannuncia spettacolare e sorprendente, Fabio e Guido intervisteranno musicisti e addetti ai lavori e racconteranno i preparativi di questo vero show. In diretta da Rieti dove giovedì partirà il tour CON VOI.
Mercoledì 26 febbraio ore 18.00 replica sabato 8 marzo 2014
http://www.rtr99.it/news.php#rtr
Un grande appuntamento vi aspetta su RTR 99 Radio Ti Ricordi. Il programma Retropalco con Guido Tognetti e Fabio Martini per la prima volta si svolgerà in esterna. Sarà un vero ed esclusivo appuntamento nel retropalco del tour Con Voi di Claudio Baglioni. A 24 ore dal debutto di uno spettacolo che si preannuncia spettacolare e sorprendente, Fabio e Guido intervisteranno musicisti e addetti ai lavori e racconteranno i preparativi di questo vero show. In diretta da Rieti dove giovedì partirà il tour CON VOI.
sabato 22 febbraio 2014
LAURA PAUSINI SU CLAUDIO BAGLIONI A SANREMO 2014
https://www.facebook.com/LauraPausini?fref=ts
Sanremo, Italia: in Brasile poco arriva del Festival ma leggo cose stupende per la performance di #ClaudioBaglioni
È bello quando l'Italia si alza in piedi di fronte al talento, a un artista che è nato grande e sempre lo sarà. Bisognerebbe farlo sempre... Ho cantato molte volte con Claudio e spero di farlo ancora... Non potrò mai dimenticare quando, senza che lui sapesse nulla, è venuto a cantare sul mio palcoscenico allo stadio di Palermo mentre ero già incinta e mi ha permesso di intonare con lui "Avrai". Un momento incancellabile. Come la sua voce e la sua musica. Grazie Claudio, bandiera della nostra cultura e della nostra terra. Laura
TI AMIAMO Claudio Baglioni
Sanremo, Italia: in Brasile poco arriva del Festival ma leggo cose stupende per la performance di #ClaudioBaglioni
È bello quando l'Italia si alza in piedi di fronte al talento, a un artista che è nato grande e sempre lo sarà. Bisognerebbe farlo sempre... Ho cantato molte volte con Claudio e spero di farlo ancora... Non potrò mai dimenticare quando, senza che lui sapesse nulla, è venuto a cantare sul mio palcoscenico allo stadio di Palermo mentre ero già incinta e mi ha permesso di intonare con lui "Avrai". Un momento incancellabile. Come la sua voce e la sua musica. Grazie Claudio, bandiera della nostra cultura e della nostra terra. Laura
TI AMIAMO Claudio Baglioni
MARCO RINALDUZZI SUONERà NEL CONVOITOUR DI CLAUDIO BAGLIONI
https://www.facebook.com/marco.rinalduzzi?fref=ts
Oggi comincia una cosa a cui tenevo moltissimo. Un grande tour con il mio artista preferito: Claudio Baglioni. Abbiamo fatto delle prove dure e difficili, e sara' uno spettacolo bellissimo, per una serie di motivi legati tra loro. Ovviamente palco di grande qualita', tecnici bravissimi e grandi musicisti. Ma il segreto e' veramente uno solo. La bellezza delle sue canzoni e la sua maniera di essere artista vero, sincero, pieno zeppo di umanita' e di enorme gentilezza. Io sono molto grato e sicuro di arricchirmi di una esperienza steaordinaria.
Oggi comincia una cosa a cui tenevo moltissimo. Un grande tour con il mio artista preferito: Claudio Baglioni. Abbiamo fatto delle prove dure e difficili, e sara' uno spettacolo bellissimo, per una serie di motivi legati tra loro. Ovviamente palco di grande qualita', tecnici bravissimi e grandi musicisti. Ma il segreto e' veramente uno solo. La bellezza delle sue canzoni e la sua maniera di essere artista vero, sincero, pieno zeppo di umanita' e di enorme gentilezza. Io sono molto grato e sicuro di arricchirmi di una esperienza steaordinaria.
giovedì 20 febbraio 2014
STAMPA SU CLAUDIO BAGLIONI AL FESTIVAL DI SANREMO DEL 20 FEBBRAIO 2014
http://www.ansa.it/web/notizie/postit/sanremo/2014/02/19/Sanremo-Baglioni-scalda-Ariston-tutti-piedi-_10109231.html ci sono anche le foto
Baglioni scalda la platea dell'Ariston. Pubblico in piedi alla fine dell'esibizione del cantate che ha proposto un medley dei suoi successi. Da Questo piccolo grande amore a Mille giorni di te e di me, passando per Strada Facendo e Avrai.
Trent'anni dopo il suo unico passaggio all'Ariston, dove nel 1985 era venuto a ritirare il premio come autore di "Questo piccolo grande amore" eletta da una votazione popolare "canzone del secolo", Claudio Baglioni è tornato a Sanremo per cantare dal vivo alcuni dei suoi classici, da "Questo piccolo grande amore", "E tu", "Strada facendo", "Avrai", "Mille giorni di te e di me". Con il suo amico Fabio Fazio, con cui ha condiviso le sue esperienze alla guida di Anima mia in tv, ha poi animato un colloquio in cui ha auspicato che "Sanremo diventi il festival delle musiche, dove le canzoni siano veramente l'unico argomento, perché delle altre cose si parla continuamente". Chiusura riservata a "Con voi", il brano che dà il titolo al suo nuovo progetto.
Baglioni scalda la platea dell'Ariston. Pubblico in piedi alla fine dell'esibizione del cantate che ha proposto un medley dei suoi successi. Da Questo piccolo grande amore a Mille giorni di te e di me, passando per Strada Facendo e Avrai.
Trent'anni dopo il suo unico passaggio all'Ariston, dove nel 1985 era venuto a ritirare il premio come autore di "Questo piccolo grande amore" eletta da una votazione popolare "canzone del secolo", Claudio Baglioni è tornato a Sanremo per cantare dal vivo alcuni dei suoi classici, da "Questo piccolo grande amore", "E tu", "Strada facendo", "Avrai", "Mille giorni di te e di me". Con il suo amico Fabio Fazio, con cui ha condiviso le sue esperienze alla guida di Anima mia in tv, ha poi animato un colloquio in cui ha auspicato che "Sanremo diventi il festival delle musiche, dove le canzoni siano veramente l'unico argomento, perché delle altre cose si parla continuamente". Chiusura riservata a "Con voi", il brano che dà il titolo al suo nuovo progetto.
CLAUDIO BAGLIONI SCRIVE SU FACEBOOK IL 19 FEBBRAIO 2014
https://www.facebook.com/claudiobaglioniofficial
Con Voi a Sanremo, Baglioni:
"La musica anima il cantiere della ricostruzione"
"Una suite di quindici minuti, che si sviluppa per cinque brani (“Questo piccolo grande amore”, “E Tu”, “Strada facendo”, “Avrai”, “Mille giorni di te e di me”) in successione cronologia corretta, costruita sull'idea che un percorso si può fare non solo un passo dopo l'altro, ma anche - e meglio ancora – un passo più su dell'altro.
La meravigliosa costruzione verticale della musica.
Così, da piano e voce - come trent'anni fa a Sanremo - l'orchestrazione si sviluppa via via, aggiungendo suoni e frasi, a definire e illustrare un percorso della memoria.
Infine "Con voi" che - per la prima volta – eseguirò con tutta l'orchestra del Festival.
"Con voi" è il brano che dà titolo e significato al progetto discografico e spettacolare che sto sviluppando.
Salgo sul palco dell'Ariston per la seconda volta, a trent'anni dalla mia partecipazione dell’85, quando venni per ricevere il premio come autore di “Questo piccolo grande amore”, eletta - attraverso una votazione popolare - "Canzone del secolo".
In quell'occasione cantai e suonai dal vivo, in una manifestazione nella quale si usava solo il playback.
Fu una piccola rivoluzione.
L'anno dopo si ricominciò a cantare sulle basi registrate e quello dopo ancora venne reintrodotta l'orchestra dal vivo.
Questa volta, senza inseguire inutili exploit, torno per raccontare - in pochi minuti e attraverso l'unico mestiere che conosco - la mia straordinaria e fortunata esperienza personale e professionale.
Una strada lunga 50 anni, iniziata il giorno in cui partecipai – un po’ per caso e un po’ per gioco - al festival di S.Felice da Cantalice, Centocelle, Roma.
Il primo Santo, del resto, non si scorda mai.
Per Sanremo, mi auguro, soprattutto, che torni ad essere il centro della Musica.
Delle altre cose è già pieno tutto il resto dell'anno.
Perché la musica è cultura.
L'augurio è che la musica promuova quella “ricostruzione” ideale, culturale e morale, che deve essere punto di partenza verso una nuova stagione.
Una ricostruzione che non può essere un fatto individuale, ma un percorso da fare, appunto, “Con voi”, nel quale ognuno è chiamato a fare la propria parte, mettendo in gioco idee, valori, energie... in una parola: se stesso.
Perché di cultura si mangia. E, in ogni caso, ci si alimenta."
Con Voi a Sanremo, Baglioni:
"La musica anima il cantiere della ricostruzione"
"Una suite di quindici minuti, che si sviluppa per cinque brani (“Questo piccolo grande amore”, “E Tu”, “Strada facendo”, “Avrai”, “Mille giorni di te e di me”) in successione cronologia corretta, costruita sull'idea che un percorso si può fare non solo un passo dopo l'altro, ma anche - e meglio ancora – un passo più su dell'altro.
La meravigliosa costruzione verticale della musica.
Così, da piano e voce - come trent'anni fa a Sanremo - l'orchestrazione si sviluppa via via, aggiungendo suoni e frasi, a definire e illustrare un percorso della memoria.
Infine "Con voi" che - per la prima volta – eseguirò con tutta l'orchestra del Festival.
"Con voi" è il brano che dà titolo e significato al progetto discografico e spettacolare che sto sviluppando.
Salgo sul palco dell'Ariston per la seconda volta, a trent'anni dalla mia partecipazione dell’85, quando venni per ricevere il premio come autore di “Questo piccolo grande amore”, eletta - attraverso una votazione popolare - "Canzone del secolo".
In quell'occasione cantai e suonai dal vivo, in una manifestazione nella quale si usava solo il playback.
Fu una piccola rivoluzione.
L'anno dopo si ricominciò a cantare sulle basi registrate e quello dopo ancora venne reintrodotta l'orchestra dal vivo.
Questa volta, senza inseguire inutili exploit, torno per raccontare - in pochi minuti e attraverso l'unico mestiere che conosco - la mia straordinaria e fortunata esperienza personale e professionale.
Una strada lunga 50 anni, iniziata il giorno in cui partecipai – un po’ per caso e un po’ per gioco - al festival di S.Felice da Cantalice, Centocelle, Roma.
Il primo Santo, del resto, non si scorda mai.
Per Sanremo, mi auguro, soprattutto, che torni ad essere il centro della Musica.
Delle altre cose è già pieno tutto il resto dell'anno.
Perché la musica è cultura.
L'augurio è che la musica promuova quella “ricostruzione” ideale, culturale e morale, che deve essere punto di partenza verso una nuova stagione.
Una ricostruzione che non può essere un fatto individuale, ma un percorso da fare, appunto, “Con voi”, nel quale ognuno è chiamato a fare la propria parte, mettendo in gioco idee, valori, energie... in una parola: se stesso.
Perché di cultura si mangia. E, in ogni caso, ci si alimenta."
mercoledì 19 febbraio 2014
STAMPA SU CLAUDIO BAGLIONI AL FESTIVAL DI SANREMO DEL 19 FEBBRAIO 2014
http://www.vanityfair.it/people/gossip/14/02/19/festival-sanremo-2014-claudio-baglioni-ospite-volo-turbolenza-foto
Oggi a Sanremo è il giorno di Claudio Baglioni. In verità il cantante è arrivato in Liguria già ieri, ma non lo si è visto in giro. Pare abbia preferito, almeno per la prima notte, la quiete di riviera a un hotel in città, dove però è probabile si appoggerà alla fine di questa serata, in cui, ospite di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, non si limiterà a cantare, ma parlerà anche, portando all'Ariston un messaggio importante, e non solo musicale.
Al momento, di più certo della scaletta del suo dialogo, c'è la paura che ha avuto (per qualche lunga frazione di secondo) di non pronunciarlo. Il volo di andata con cui è arrivato a Genova non è stato infatti di quelli da augurarsi. L'aereo su cui lui viaggiava con il suo staff, la sua guardia del corpo e la sua compagna manager, Rossella Barattolo, sempre al suo fianco, ha infatti incontrato turbolenze (o se vogliamo essere più in linea con questa 64esima edizione, Perturbazioni) «da togliere il fiato». Vuoti d'aria e paura. Non si accaldino anzitempo le signore di Sanremo che per lui in questo 19 febbraio tireranno fuori dall'armadio la pelliccia più bella per aspettarlo addossate alle transenne fuori dal Teatro. Il lord (così lo chiamano per il suo charme) sarà qui giusto in tempo per le prove pomeridiane.
http://www.soundsblog.it/post/251647/claudio-baglioni-questo-piccolo-grande-amore-video-e-testo
Questa sera, sul palco del Teatro Ariston, ci sarà Claudio Baglioni come ospite della seconda serata del Festival di Sanremo 2014.
Secondo le prime indiscrezioni, tra i brani che canterà sul palco dell’Ariston ci sarà anche Questo piccolo grande amore, celebre hit indimenticabile, vero e proprio classico della musica italiana.
http://www.soundsblog.it/post/251721/claudio-baglioni-mille-giorni-di-te-e-di-me-video-e-testo
Tra i rumours a poche ore di distanza dall’inizio della puntata, abbiamo scoperto che Baglioni potrebbe cantare sia Questo piccolo grande amore sia Mille giorni di te e di me. Due grandi pezzi del cantante italiano che sfodera così brani classici del suo repertorio storico.
Oggi a Sanremo è il giorno di Claudio Baglioni. In verità il cantante è arrivato in Liguria già ieri, ma non lo si è visto in giro. Pare abbia preferito, almeno per la prima notte, la quiete di riviera a un hotel in città, dove però è probabile si appoggerà alla fine di questa serata, in cui, ospite di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, non si limiterà a cantare, ma parlerà anche, portando all'Ariston un messaggio importante, e non solo musicale.
Al momento, di più certo della scaletta del suo dialogo, c'è la paura che ha avuto (per qualche lunga frazione di secondo) di non pronunciarlo. Il volo di andata con cui è arrivato a Genova non è stato infatti di quelli da augurarsi. L'aereo su cui lui viaggiava con il suo staff, la sua guardia del corpo e la sua compagna manager, Rossella Barattolo, sempre al suo fianco, ha infatti incontrato turbolenze (o se vogliamo essere più in linea con questa 64esima edizione, Perturbazioni) «da togliere il fiato». Vuoti d'aria e paura. Non si accaldino anzitempo le signore di Sanremo che per lui in questo 19 febbraio tireranno fuori dall'armadio la pelliccia più bella per aspettarlo addossate alle transenne fuori dal Teatro. Il lord (così lo chiamano per il suo charme) sarà qui giusto in tempo per le prove pomeridiane.
http://www.soundsblog.it/post/251647/claudio-baglioni-questo-piccolo-grande-amore-video-e-testo
Questa sera, sul palco del Teatro Ariston, ci sarà Claudio Baglioni come ospite della seconda serata del Festival di Sanremo 2014.
Secondo le prime indiscrezioni, tra i brani che canterà sul palco dell’Ariston ci sarà anche Questo piccolo grande amore, celebre hit indimenticabile, vero e proprio classico della musica italiana.
http://www.soundsblog.it/post/251721/claudio-baglioni-mille-giorni-di-te-e-di-me-video-e-testo
Tra i rumours a poche ore di distanza dall’inizio della puntata, abbiamo scoperto che Baglioni potrebbe cantare sia Questo piccolo grande amore sia Mille giorni di te e di me. Due grandi pezzi del cantante italiano che sfodera così brani classici del suo repertorio storico.
lunedì 10 febbraio 2014
INTERVISTA BAGLIONI DEL 10 FEBBRAIO 2014
Dalla gazzetta del sud
Baglioni, la vita
è sempre adesso
e io mi emoziono
Claudio punta anche sul web
di ENRICA SIMONETTI
e emozioni non provano mai stanchezza: lo dice da sempre Claudio Baglioni e ora lo dimostra mettendosi di nuovo in gioco con un tour, il «ConVoiTour» che arriverà a Bari
«CHI SI EMOZIONA
NON È MAI STANCO» Claudio Baglioni sarà a marzo
al Palaflorio di Bari
(al Palaflorio) il prossimo 8 marzo. E non solo: la prossima settimana Baglioni sarà anche a Sanremo. La vita è adesso... Claudio Baglioni, cosa prova a sentire il calore del pubblico oggi come ieri? Cambia
con il tempo lo stato d'animo?
«È qualcosa che non si può spiegare. Si dice che certe cose bisogna provarle, ma la verità è che nem- meno io – che sento questo calore e questa energia da tanti anni – so spiegare cosa significhino. È un'e- mozione che travolge ed alla quale non ci si
abitua mai. Un dono straor- dinario rispetto al quale c'è una sola cosa da fare: ri- mettersi in gioco fino in fon- do, senza risparmiarsi mai, per provare a restituire al- meno una parte di ciò che questo dono dà. Con il tempo tutto cambia. È inevitabile. E,
dunque, cambiano anche gli stati d'animo. Ed è bene che sia così. Se vivessimo sempre g stessi stati d'animo finirem con l'abituarci a tutto. E – co scriveva il grande Truman C
pote – “chi si abitua a tutto tanto vale che muoia”. Vivere significa
cambiare e gli stati d'animo sono fondamentali: la vita ce ne regala sempre di nuovi e loro ci regalano una vita sempre diversa. E' questo scambio che ci permette di vivere certe cose come se fosse sempre la prima volta e che rende questo viaggio un'esperienza che non smette mai di sorprendere».
«ConVoiTour» e il progetto che c'è dietro, con le uscite dei singoli sul Web. Cosa propone di cambiare nel sistema del mercato discografico?
«In realtà non sono io che propongo di cambiare: è
il cambiamento che impone di farlo. La parola crisi, deriva da un verbo greco che significa “scegliere”. Ogni giorno, siamo chiamati ad affrontare mille scel- te e, dunque, mille crisi, e spesso non ci rendiamo conto che scegliere è un'opportunità straordinaria. La vera crisi, infatti, sarebbe non poter scegliere. Io ho scelto di cambiare il modo di realizzare e di pro- porre la mia musica, perché, da tempo, le nuove tecnologie hanno cambiato la scena, riportando al centro del “mercato” della musica i singoli brani. Un
po’ come agli inizi degli anni ’60, quando gli album di fatto erano delle raccolte di singoli. “ConVoi” è figlio di questo clima: per questo l’album è stato un punto di arrivo e non di partenza; una raccolta di nuovi “sin- goli”. Ho deciso di mettere i nuovi pezzi su iTunes, a mano a mano che li ultimavo, perché avessero il tem-
po per farsi ascoltare e conoscere, e per rcare di restituire alle canzoni uell’attenzione e quella dignità che – ggi dove tutto si brucia in fretta - ischiavano di andare perdute. La Rete sarà nemica del “disco”, ma certo non è nemica della musica e credo sia un errore considerarla tale».
Andiamo indietro con il tempo... Potremmo ricordare insieme quel giorno in cui Pippo Baudo la pre- sentò al concorso «Fuori la vo-
ce»?
«Avevo diciassette anni. I di- ciassette anni di allora, non quelli
gi. Io ero un ragazzino di periferia, lui era la televisione con la t maiuscola. L'emozione era così forte che ancora mi chiedo come quel ragazzino – timido e impacciato - sia riuscito a sopravvivere. Probabilmente è stato merito della musica. Ha preso lei le redini del gioco ed è riuscita a guidarmi in porto. Da allora ho capito che, se l'avessi seguita, sarei potuto arrivare ovunque».
Ma quali sono le persone che nella sua vita artistica e non solo hanno avuto più significato?
«Mio padre e mia madre, senza dubbio. Lui mi ha
insegnato l'onestà, lei la passione. La passione è l'e- nergia che ha guidato ogni mio passo, sia personale che artistico; l'onestà – intellettuale e non solo - è la “bussola” che ha determinato le mie scelte ed i miei comportamenti. Riccardo e Silvia sono le stelle fisse che hanno guidato la mia navigazione. E ancora oggi è a loro che guardo per non perdere la rotta e dare senso e valore a ciò che faccio».
C'è stato un periodo in cui lei alla fine degli anni 80 si è praticamente ritirato dalla vita pubblica. Cosa provava nel silenzio? La musica può mai tacere?
«La musica non può tacere e non tacerà mai, per-ché è la voce dell'anima e l'anima è immortale. Solo che – anche se può sembrare un controsenso – la musica ha bisogno del silenzio. Senza silenzio, infatti, non ci sarebbe spazio per la musica e, dunque, lei non esisterebbe. Chi scrive musica ha bisogno del silenzio per «sentire» ciò che l'ispirazione gli trasmette e trasformarlo in musica, e chi ascolta ha bisogno del silenzio per sentire il prodotto dell'incontro tra ispi- razione ed artista. Il silenzio, dunque, è un elemento fondamentale e la musica e le parole migliori sono quelle che non ce lo fanno rimpiangere».
Lampedusa, il mare dell'immigrazione e dei viaggi di morte senza fine. Quale la sua opinione?
«La mia opinione conta poco: è la politica che deve
cambiare opinione. Anzi: deve cambiare mentalità. Non mi riferisco alla politica italiana, parlo della politica in generale, sia quella europea che quella internazionale. Da che mondo è mondo, la gente si muove alla ricerca di condizioni di vita migliori. E' un fatto naturale, come le maree o le fasi della luna, e nessuno può illudersi di fermarlo, così come nessuno è in grado di fermare le maree o le fasi lunari. Meno che meno oggi, in una società detta, non a caso, della “globalizzazione”. Il mondo è sempre più la casa di tutti e, quindi, l'uomo è sempre più inquilino del mondo. Dunque: o ci si organizza per gestire questo fenomeno o il conflitto tra “mondo ricco” e “mondo povero” finirà col travolgere tutti, con costi umani, morali ed economici molto più pesanti di quelli che ci toccherà affrontare per governare le migrazioni. Do- ve ci sta portando questa “globalizzazione dell'in- differenza” è drammaticamente evidente a tutti: una prospettiva tutt'altro che nobile. Si tratta, ora, di capire che sono ben altre le categorie sulle quali costruire una convivenza che possa dirsi civile e che nessuno – essere umano, Paese o Continente che sia – può pensare di edificare il proprio futuro sulle ma- cerie del presente dell'altro».
Sanremo 2014, cosa ci dobbiamo aspettare da Fazio e da Baglioni sul palco dell’Ariston?
«Un momento di grande forza e grande intensità,
capace di appassionare, coinvolgere, emozionare e regalare quell'indefinibile e inesauribile tonalità di energia che solo l'arte povera e breve della canzone è in grado di regalare».
Baglioni, la vita
è sempre adesso
e io mi emoziono
di ENRICA SIMONETTI
e emozioni non provano mai stanchezza: lo dice da sempre Claudio Baglioni e ora lo dimostra mettendosi di nuovo in gioco con un tour, il «ConVoiTour» che arriverà a Bari
«CHI SI EMOZIONA
NON È MAI STANCO» Claudio Baglioni sarà a marzo
al Palaflorio di Bari
(al Palaflorio) il prossimo 8 marzo. E non solo: la prossima settimana Baglioni sarà anche a Sanremo. La vita è adesso... Claudio Baglioni, cosa prova a sentire il calore del pubblico oggi come ieri? Cambia
con il tempo lo stato d'animo?
«È qualcosa che non si può spiegare. Si dice che certe cose bisogna provarle, ma la verità è che nem- meno io – che sento questo calore e questa energia da tanti anni – so spiegare cosa significhino. È un'e- mozione che travolge ed alla quale non ci si
abitua mai. Un dono straor- dinario rispetto al quale c'è una sola cosa da fare: ri- mettersi in gioco fino in fon- do, senza risparmiarsi mai, per provare a restituire al- meno una parte di ciò che questo dono dà. Con il tempo tutto cambia. È inevitabile. E,
dunque, cambiano anche gli stati d'animo. Ed è bene che sia così. Se vivessimo sempre g stessi stati d'animo finirem con l'abituarci a tutto. E – co scriveva il grande Truman C
pote – “chi si abitua a tutto tanto vale che muoia”. Vivere significa
cambiare e gli stati d'animo sono fondamentali: la vita ce ne regala sempre di nuovi e loro ci regalano una vita sempre diversa. E' questo scambio che ci permette di vivere certe cose come se fosse sempre la prima volta e che rende questo viaggio un'esperienza che non smette mai di sorprendere».
«ConVoiTour» e il progetto che c'è dietro, con le uscite dei singoli sul Web. Cosa propone di cambiare nel sistema del mercato discografico?
«In realtà non sono io che propongo di cambiare: è
il cambiamento che impone di farlo. La parola crisi, deriva da un verbo greco che significa “scegliere”. Ogni giorno, siamo chiamati ad affrontare mille scel- te e, dunque, mille crisi, e spesso non ci rendiamo conto che scegliere è un'opportunità straordinaria. La vera crisi, infatti, sarebbe non poter scegliere. Io ho scelto di cambiare il modo di realizzare e di pro- porre la mia musica, perché, da tempo, le nuove tecnologie hanno cambiato la scena, riportando al centro del “mercato” della musica i singoli brani. Un
po’ come agli inizi degli anni ’60, quando gli album di fatto erano delle raccolte di singoli. “ConVoi” è figlio di questo clima: per questo l’album è stato un punto di arrivo e non di partenza; una raccolta di nuovi “sin- goli”. Ho deciso di mettere i nuovi pezzi su iTunes, a mano a mano che li ultimavo, perché avessero il tem-
po per farsi ascoltare e conoscere, e per rcare di restituire alle canzoni uell’attenzione e quella dignità che – ggi dove tutto si brucia in fretta - ischiavano di andare perdute. La Rete sarà nemica del “disco”, ma certo non è nemica della musica e credo sia un errore considerarla tale».
Andiamo indietro con il tempo... Potremmo ricordare insieme quel giorno in cui Pippo Baudo la pre- sentò al concorso «Fuori la vo-
ce»?
«Avevo diciassette anni. I di- ciassette anni di allora, non quelli
gi. Io ero un ragazzino di periferia, lui era la televisione con la t maiuscola. L'emozione era così forte che ancora mi chiedo come quel ragazzino – timido e impacciato - sia riuscito a sopravvivere. Probabilmente è stato merito della musica. Ha preso lei le redini del gioco ed è riuscita a guidarmi in porto. Da allora ho capito che, se l'avessi seguita, sarei potuto arrivare ovunque».
Ma quali sono le persone che nella sua vita artistica e non solo hanno avuto più significato?
«Mio padre e mia madre, senza dubbio. Lui mi ha
insegnato l'onestà, lei la passione. La passione è l'e- nergia che ha guidato ogni mio passo, sia personale che artistico; l'onestà – intellettuale e non solo - è la “bussola” che ha determinato le mie scelte ed i miei comportamenti. Riccardo e Silvia sono le stelle fisse che hanno guidato la mia navigazione. E ancora oggi è a loro che guardo per non perdere la rotta e dare senso e valore a ciò che faccio».
C'è stato un periodo in cui lei alla fine degli anni 80 si è praticamente ritirato dalla vita pubblica. Cosa provava nel silenzio? La musica può mai tacere?
«La musica non può tacere e non tacerà mai, per-ché è la voce dell'anima e l'anima è immortale. Solo che – anche se può sembrare un controsenso – la musica ha bisogno del silenzio. Senza silenzio, infatti, non ci sarebbe spazio per la musica e, dunque, lei non esisterebbe. Chi scrive musica ha bisogno del silenzio per «sentire» ciò che l'ispirazione gli trasmette e trasformarlo in musica, e chi ascolta ha bisogno del silenzio per sentire il prodotto dell'incontro tra ispi- razione ed artista. Il silenzio, dunque, è un elemento fondamentale e la musica e le parole migliori sono quelle che non ce lo fanno rimpiangere».
Lampedusa, il mare dell'immigrazione e dei viaggi di morte senza fine. Quale la sua opinione?
«La mia opinione conta poco: è la politica che deve
cambiare opinione. Anzi: deve cambiare mentalità. Non mi riferisco alla politica italiana, parlo della politica in generale, sia quella europea che quella internazionale. Da che mondo è mondo, la gente si muove alla ricerca di condizioni di vita migliori. E' un fatto naturale, come le maree o le fasi della luna, e nessuno può illudersi di fermarlo, così come nessuno è in grado di fermare le maree o le fasi lunari. Meno che meno oggi, in una società detta, non a caso, della “globalizzazione”. Il mondo è sempre più la casa di tutti e, quindi, l'uomo è sempre più inquilino del mondo. Dunque: o ci si organizza per gestire questo fenomeno o il conflitto tra “mondo ricco” e “mondo povero” finirà col travolgere tutti, con costi umani, morali ed economici molto più pesanti di quelli che ci toccherà affrontare per governare le migrazioni. Do- ve ci sta portando questa “globalizzazione dell'in- differenza” è drammaticamente evidente a tutti: una prospettiva tutt'altro che nobile. Si tratta, ora, di capire che sono ben altre le categorie sulle quali costruire una convivenza che possa dirsi civile e che nessuno – essere umano, Paese o Continente che sia – può pensare di edificare il proprio futuro sulle ma- cerie del presente dell'altro».
Sanremo 2014, cosa ci dobbiamo aspettare da Fazio e da Baglioni sul palco dell’Ariston?
«Un momento di grande forza e grande intensità,
capace di appassionare, coinvolgere, emozionare e regalare quell'indefinibile e inesauribile tonalità di energia che solo l'arte povera e breve della canzone è in grado di regalare».
INTERVISTA BAGLIONI 9 FEBBRAIO 2014
http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2014/02/09/news/baglioni-riparto-da-pescara-saremo-io-e-la-musica-1.8639000
PESCARA. «La musica sarà la padrona di casa, il vero effetto speciale». Parola di Claudio Baglioni che il 1° e il 2 marzo porterà al Pala Giovanni Paolo II di Pescara il suo “ConVoi tour”. La tournée partirà dall’Abruzzo, dopo la data zero di Rieti.
Baglioni si sarebbe dovuto esibire a Pescara lo scorso ottobre, ma la carovana del ConVoi tour restò ferma a causa della laringofaringite che costrinse l’artista a sospendere quella che aveva definito «una corsa a perdifiato dal Piemonte alla Sicilia». La tournée era stata concepita come una carovana in cammino, un tourbillon di dieci raduni-concerto in dieci spazi tutti diversi. Il tour sarebbe dovuto partire il 10 ottobre da Torino per concludersi il 19 ottobre a Enna, con un gran finale, il 23 ottobre, al parco di Centocelle di Roma. Baglioni presenterà al pubblico gli inediti di “ConVoi”, uniti al repertorio più significativo di oltre 40 anni di carriera. Un progetto “work in progress” che si è composto “strada facendo”, regalando al pubblico su iTunes i brani a cadenza ciclica.
Com’è nato ConVoi?
«Dal bisogno di rompere con certe regole e tornare libero di seguire ispirazione e creatività. Le nuove tecnologie hanno imposto un modo di ascoltare musica che riporta al centro i singoli brani, un po’ come accadeva agli inizi degli anni ’60, quando gli album di fatto erano delle raccolte di singoli. “ConVoi” è figlio di questo clima e l’album è stato un punto di arrivo e non di partenza: una raccolta di nuovi “singoli”. A mano a mano che realizzavo un pezzo, lo mettevo su iTunes perché avesse il tempo per farsi ascoltare e capire, e per restituire alle canzoni un’attenzione e una dignità che, in questo tempo dove tutto è superficie, rischiano di andare perdute».
“ConVoi” segna il ritorno a 10 anni da “Sono io l’uomo della storia accanto”. Quali le differenze più sostanziali?
«Le canzoni sono canzoni, anche se, in questo caso, ho cercato di andare al di là della loro forma tradizionale. Quello che cambia è il modo nel quale hanno preso forma e trovato posto una accanto all’altra. “ConVoi”, come suggerisce il nome stesso, è un progetto che è nato e si è sviluppato attraverso un dialogo innovativo tra me e chi mi segue sui social network. Un confronto stimolante e appassionato che ha riguardato tutto - scrittura, arrangiamenti, sonorità, temi, interpretazioni - e mi ha permesso di dar vita non semplicemente a nuove (nel senso di altre) canzoni, ma a canzoni davvero nuove.
Il tour partirà da Pescara: come sarà il concerto?
«Intenso. Se dovessi scegliere uno slogan con il quale accompagnare questo tour, direi “Tutta un’altra musica”, per sottolineare che lo spettacolo sarà, appunto, la musica. Sarà lei la padrona di casa, lo special guest e l’unico, vero, sorprendente effetto speciale. Per questo ho messo su un gruppo extralarge di ottimi polistrumentisti, proprio perché ho in mente un concerto come non se ne sentono più da anni, con la musica che, finalmente, si riprende il posto che le spetta al centro della scena, dentro di noi che la suoniamo e, mi auguro, anche nelle orecchie e nel cuore di chi verrà ad ascoltarci».
Quali sono le differenze rispetto a come era stato concepito il tour?
«Si tratta di due progetti completamente diversi. Il tour precedente si basava sull’idea di una carovana di pionieri che parte alla ricerca di nuove frontiere: “Convoi” diventava, per l’occasione, “Convoy”, che significa appunto convoglio, carovana. Mi affascinava l’idea di un viaggio lampo, che desse la scossa e ci facesse ritrovare la voglia di guardare di nuovo in faccia il futuro. Questo ConVoiLiveTour, invece, è un tour più tradizionale per quanto riguarda le location (i palasport), ma profondamente innovativo per quanto riguarda la proposta. L’idea è di riportare la musica al centro della scena, affidando a lei – e non a schermi, scenografie, luci, coreografie o altro – il compito di colpire, emozionare e trasmettere quelle sensazioni, quelle vibrazioni e quell’energia che solo la musica è in grado di trasmettere».
Ha partecipato al progetto “Artisti uniti per l’Abruzzo”. Cosa pensa della nostra regione?
«L’Abruzzo è una regione forte come le montagne che ospita e con un cuore grande come il mare che la bagna. Ogni volta che vengo, questa terra mi ricorda una lezione fondamentale, la stessa che ho ricevuto da mio padre: la lezione della dignità e dell’onestà. Due valori fondamentali, a bordo dei quali è possibile scalare qualunque montagna e navigare qualunque mare. E che, anche se a volte non ci sembra, sono gli unici valori in grado di condurci in vetta e in porto sani e salvi».
Claudio Baglioni sarà super ospite nel 64° del Festival di Sanremo, il 19 febbraio in diretta su Rai1. «Dopo Anima mia nel ’98», confessava nei giorni scorsi, «proposero a me e Fabio Fazio di condurre. Ora ci sarò una sola serata. E ho pensato a due interventi: uno antologico e uno più odierno, con arrangiamenti particolari. Poi con Fazio non si sa mai… A me piacerebbe fare quello che fece un grande del jazz come Lionel Hampton nel ‘68: suonò i ritornelli di tutti i brani col vibrafono, una specie di riassunto della competizione».
PESCARA. «La musica sarà la padrona di casa, il vero effetto speciale». Parola di Claudio Baglioni che il 1° e il 2 marzo porterà al Pala Giovanni Paolo II di Pescara il suo “ConVoi tour”. La tournée partirà dall’Abruzzo, dopo la data zero di Rieti.
Baglioni si sarebbe dovuto esibire a Pescara lo scorso ottobre, ma la carovana del ConVoi tour restò ferma a causa della laringofaringite che costrinse l’artista a sospendere quella che aveva definito «una corsa a perdifiato dal Piemonte alla Sicilia». La tournée era stata concepita come una carovana in cammino, un tourbillon di dieci raduni-concerto in dieci spazi tutti diversi. Il tour sarebbe dovuto partire il 10 ottobre da Torino per concludersi il 19 ottobre a Enna, con un gran finale, il 23 ottobre, al parco di Centocelle di Roma. Baglioni presenterà al pubblico gli inediti di “ConVoi”, uniti al repertorio più significativo di oltre 40 anni di carriera. Un progetto “work in progress” che si è composto “strada facendo”, regalando al pubblico su iTunes i brani a cadenza ciclica.
Com’è nato ConVoi?
«Dal bisogno di rompere con certe regole e tornare libero di seguire ispirazione e creatività. Le nuove tecnologie hanno imposto un modo di ascoltare musica che riporta al centro i singoli brani, un po’ come accadeva agli inizi degli anni ’60, quando gli album di fatto erano delle raccolte di singoli. “ConVoi” è figlio di questo clima e l’album è stato un punto di arrivo e non di partenza: una raccolta di nuovi “singoli”. A mano a mano che realizzavo un pezzo, lo mettevo su iTunes perché avesse il tempo per farsi ascoltare e capire, e per restituire alle canzoni un’attenzione e una dignità che, in questo tempo dove tutto è superficie, rischiano di andare perdute».
“ConVoi” segna il ritorno a 10 anni da “Sono io l’uomo della storia accanto”. Quali le differenze più sostanziali?
«Le canzoni sono canzoni, anche se, in questo caso, ho cercato di andare al di là della loro forma tradizionale. Quello che cambia è il modo nel quale hanno preso forma e trovato posto una accanto all’altra. “ConVoi”, come suggerisce il nome stesso, è un progetto che è nato e si è sviluppato attraverso un dialogo innovativo tra me e chi mi segue sui social network. Un confronto stimolante e appassionato che ha riguardato tutto - scrittura, arrangiamenti, sonorità, temi, interpretazioni - e mi ha permesso di dar vita non semplicemente a nuove (nel senso di altre) canzoni, ma a canzoni davvero nuove.
Il tour partirà da Pescara: come sarà il concerto?
«Intenso. Se dovessi scegliere uno slogan con il quale accompagnare questo tour, direi “Tutta un’altra musica”, per sottolineare che lo spettacolo sarà, appunto, la musica. Sarà lei la padrona di casa, lo special guest e l’unico, vero, sorprendente effetto speciale. Per questo ho messo su un gruppo extralarge di ottimi polistrumentisti, proprio perché ho in mente un concerto come non se ne sentono più da anni, con la musica che, finalmente, si riprende il posto che le spetta al centro della scena, dentro di noi che la suoniamo e, mi auguro, anche nelle orecchie e nel cuore di chi verrà ad ascoltarci».
Quali sono le differenze rispetto a come era stato concepito il tour?
«Si tratta di due progetti completamente diversi. Il tour precedente si basava sull’idea di una carovana di pionieri che parte alla ricerca di nuove frontiere: “Convoi” diventava, per l’occasione, “Convoy”, che significa appunto convoglio, carovana. Mi affascinava l’idea di un viaggio lampo, che desse la scossa e ci facesse ritrovare la voglia di guardare di nuovo in faccia il futuro. Questo ConVoiLiveTour, invece, è un tour più tradizionale per quanto riguarda le location (i palasport), ma profondamente innovativo per quanto riguarda la proposta. L’idea è di riportare la musica al centro della scena, affidando a lei – e non a schermi, scenografie, luci, coreografie o altro – il compito di colpire, emozionare e trasmettere quelle sensazioni, quelle vibrazioni e quell’energia che solo la musica è in grado di trasmettere».
Ha partecipato al progetto “Artisti uniti per l’Abruzzo”. Cosa pensa della nostra regione?
«L’Abruzzo è una regione forte come le montagne che ospita e con un cuore grande come il mare che la bagna. Ogni volta che vengo, questa terra mi ricorda una lezione fondamentale, la stessa che ho ricevuto da mio padre: la lezione della dignità e dell’onestà. Due valori fondamentali, a bordo dei quali è possibile scalare qualunque montagna e navigare qualunque mare. E che, anche se a volte non ci sembra, sono gli unici valori in grado di condurci in vetta e in porto sani e salvi».
Claudio Baglioni sarà super ospite nel 64° del Festival di Sanremo, il 19 febbraio in diretta su Rai1. «Dopo Anima mia nel ’98», confessava nei giorni scorsi, «proposero a me e Fabio Fazio di condurre. Ora ci sarò una sola serata. E ho pensato a due interventi: uno antologico e uno più odierno, con arrangiamenti particolari. Poi con Fazio non si sa mai… A me piacerebbe fare quello che fece un grande del jazz come Lionel Hampton nel ‘68: suonò i ritornelli di tutti i brani col vibrafono, una specie di riassunto della competizione».
mercoledì 5 febbraio 2014
INTERVISTA BAGLIONI 5 FEBBRAIO 2014
http://mentiinformatiche.com/2014/02/claudio-baglioni-rischiai-di-condurre-sanremo-ora-mi-diverto-come-ospite.html
E dire che aveva pensato di smettere. In pochi mesi Claudio Baglioni ha pubblicato «ConVoi», primo album di inediti a dieci anni dall’ultimo, fatto una serie di show solo voce e pianoforte, il 27 febbraio debutterà a Rieti col nuovo tour e sarà anche ospite a Sanremo. «Visto che il Festival non me lo fanno presentare — ride —, ci vado come ospite» Il messaggio a Giancarlo Leone, direttore di Rai1, è lanciato… Se la chiamassero per il 2015? «Credo che ci siano molti pretendenti… ». Baglioni e Sanremo? «Non è la prima volta. Ci andai nell’ 85. Quell’anno “Fantastico”, condotto da Baudo, aveva un concorso sulla canzone del secolo. Vinse “Questo piccolo grande amore”. Fu un onore pazzesco. Ricordo che il giorno della proclamazione, il 6 gennaio, portai a spasso i cani in una Roma sotto la neve. Ridevo dicendo loro: “il vostro padrone è l’autore del secolo”. Baudo mi invitò a Sanremo per celebrare». Come andò all’Ariston? «Feci “Questo piccolo grande amore” voce e pianoforte. Erano anni in cui il Festival era tutto in playback. Di lì a un paio d’anni i cantanti tornarono a cantare e l’orchestra a suonare. Forse ho cambiato qualcosa di quei meccanismi ». Mai andato in gara, però… «La mia è stata una carriera diversa. Sono stato però a un passo dalla conduzione… ». Quando? «Dopo “Anima mia”, nel ‘98 proposero a me e Fazio di farlo. La discografia si oppose all’idea di un cantante come presentatore e non se ne fece nulla. Fabio lo fece poi più avanti. Altri tempi rispetto a quando hanno chiamato Morandi». Suonerà o farà coppia col suo vecchio amico Fazio? «Ci sarò una sola serata. E ho pensato a due interventi: uno antologico e uno più odierno, con arrangiamenti particolari. Poi con Fazio non si sa mai… A me piacerebbe fare quello che fece un grande del jazz come Lionel Hampton nel ‘68: suonò i ritornelli di tutti i brani col vibrafono, una specie di riassunto della competizione». Baglioni spettatore del Festival. Lo guardava? «Certo. Tanta musica che ha avuto una vita lunga è passata da lì, non solo le canzoni “sanremesi”. Ricordo “La voce del silenzio” cantata da Dionne Warwick (e Tony Del Monaco ndr), “Che sarà” con José Feliciano (e i Ricchi e Poveri ndr). E poi “Ciao amore ciao” di Tenco: stavo a casa con i miei genitori e facevamo le votazioni con i fogliettini, eravamo pionieri delle giurie dei talent show». Ricordi a colori? «Col passare degli anni è diventato qualcosa per gli occhi più che per le orecchie. E allora ci sono il pancione di Loredana Bertè, Peter Gabriel che si lancia sulle prime file con una liana per “Shock the Monkey”…». Cosa sta preparando per le oltre 30 date de tour di «Con Voi»? «Sarò con 13 polistrumentisti. Suoneremo tutto live, senza sequenze. Stiamo provando e le prove sono un’esperienza di vita, un bilancio di un percorso che raccoglie quello di memorabile che uno pensa di aver fatto e qualcosa di contemporaneo». E lei che ha fatto? «Ho la sensazione di aver fatto tanto. Forse troppo o abbastanza… Insomma, ho scritto 350 brani. Per un concerto, anche se i miei arrivano a tre ore mettendo a dura prova la resistenza del pubblico, devo scegliere». Come costruisce una scaletta? «Due linee guida. I titoli inamovibili che sono come i senatori a vita e gli altri che si scelgono seguendo le vie della musica e del cuore, con qualche sgambetto, la rivincita dell’autore che recupera pezzi meno noti dal repertorio. La speranza è che dopo lo show, al ristorante, nessuno ti incontri e dica: “Non mi hai fatto quella tal canzone!”. Siamo in un momento particolare della storia del Paese, siamo in mezzo al guado: legati al passato e col futuro che è un bozzetto. L’idea della scenografia viene da lì: un cantiere». E come sta il cantiere Italia? «Il cantiere è qualcosa che costruisce o qualcosa che è rimasto abbandonato. Siamo un Paese gravemente ammalato e siamo in un momento critico. Si parla ancora di mali endemici, mafia, corruzione, i favori all’italiana, astuzia, arroganza…». E Lampedusa… Lei è impegnato con O’ Scia’ per portare attenzione sui clandestini. La tragedia dei mesi scorsi ha mosso qualcosa? «Nulla. È da un quarto di secolo che la classe dirigente non ha un atteggiamento volto a risolvere. Temo che finiremo per conviverci come si fa con la fame nel mondo e le guerre. La questione è più grave della sola Lampedusa: quello è soltanto il 10 per cento dei flussi di trasmigrazione»
E dire che aveva pensato di smettere. In pochi mesi Claudio Baglioni ha pubblicato «ConVoi», primo album di inediti a dieci anni dall’ultimo, fatto una serie di show solo voce e pianoforte, il 27 febbraio debutterà a Rieti col nuovo tour e sarà anche ospite a Sanremo. «Visto che il Festival non me lo fanno presentare — ride —, ci vado come ospite» Il messaggio a Giancarlo Leone, direttore di Rai1, è lanciato… Se la chiamassero per il 2015? «Credo che ci siano molti pretendenti… ». Baglioni e Sanremo? «Non è la prima volta. Ci andai nell’ 85. Quell’anno “Fantastico”, condotto da Baudo, aveva un concorso sulla canzone del secolo. Vinse “Questo piccolo grande amore”. Fu un onore pazzesco. Ricordo che il giorno della proclamazione, il 6 gennaio, portai a spasso i cani in una Roma sotto la neve. Ridevo dicendo loro: “il vostro padrone è l’autore del secolo”. Baudo mi invitò a Sanremo per celebrare». Come andò all’Ariston? «Feci “Questo piccolo grande amore” voce e pianoforte. Erano anni in cui il Festival era tutto in playback. Di lì a un paio d’anni i cantanti tornarono a cantare e l’orchestra a suonare. Forse ho cambiato qualcosa di quei meccanismi ». Mai andato in gara, però… «La mia è stata una carriera diversa. Sono stato però a un passo dalla conduzione… ». Quando? «Dopo “Anima mia”, nel ‘98 proposero a me e Fazio di farlo. La discografia si oppose all’idea di un cantante come presentatore e non se ne fece nulla. Fabio lo fece poi più avanti. Altri tempi rispetto a quando hanno chiamato Morandi». Suonerà o farà coppia col suo vecchio amico Fazio? «Ci sarò una sola serata. E ho pensato a due interventi: uno antologico e uno più odierno, con arrangiamenti particolari. Poi con Fazio non si sa mai… A me piacerebbe fare quello che fece un grande del jazz come Lionel Hampton nel ‘68: suonò i ritornelli di tutti i brani col vibrafono, una specie di riassunto della competizione». Baglioni spettatore del Festival. Lo guardava? «Certo. Tanta musica che ha avuto una vita lunga è passata da lì, non solo le canzoni “sanremesi”. Ricordo “La voce del silenzio” cantata da Dionne Warwick (e Tony Del Monaco ndr), “Che sarà” con José Feliciano (e i Ricchi e Poveri ndr). E poi “Ciao amore ciao” di Tenco: stavo a casa con i miei genitori e facevamo le votazioni con i fogliettini, eravamo pionieri delle giurie dei talent show». Ricordi a colori? «Col passare degli anni è diventato qualcosa per gli occhi più che per le orecchie. E allora ci sono il pancione di Loredana Bertè, Peter Gabriel che si lancia sulle prime file con una liana per “Shock the Monkey”…». Cosa sta preparando per le oltre 30 date de tour di «Con Voi»? «Sarò con 13 polistrumentisti. Suoneremo tutto live, senza sequenze. Stiamo provando e le prove sono un’esperienza di vita, un bilancio di un percorso che raccoglie quello di memorabile che uno pensa di aver fatto e qualcosa di contemporaneo». E lei che ha fatto? «Ho la sensazione di aver fatto tanto. Forse troppo o abbastanza… Insomma, ho scritto 350 brani. Per un concerto, anche se i miei arrivano a tre ore mettendo a dura prova la resistenza del pubblico, devo scegliere». Come costruisce una scaletta? «Due linee guida. I titoli inamovibili che sono come i senatori a vita e gli altri che si scelgono seguendo le vie della musica e del cuore, con qualche sgambetto, la rivincita dell’autore che recupera pezzi meno noti dal repertorio. La speranza è che dopo lo show, al ristorante, nessuno ti incontri e dica: “Non mi hai fatto quella tal canzone!”. Siamo in un momento particolare della storia del Paese, siamo in mezzo al guado: legati al passato e col futuro che è un bozzetto. L’idea della scenografia viene da lì: un cantiere». E come sta il cantiere Italia? «Il cantiere è qualcosa che costruisce o qualcosa che è rimasto abbandonato. Siamo un Paese gravemente ammalato e siamo in un momento critico. Si parla ancora di mali endemici, mafia, corruzione, i favori all’italiana, astuzia, arroganza…». E Lampedusa… Lei è impegnato con O’ Scia’ per portare attenzione sui clandestini. La tragedia dei mesi scorsi ha mosso qualcosa? «Nulla. È da un quarto di secolo che la classe dirigente non ha un atteggiamento volto a risolvere. Temo che finiremo per conviverci come si fa con la fame nel mondo e le guerre. La questione è più grave della sola Lampedusa: quello è soltanto il 10 per cento dei flussi di trasmigrazione»
martedì 4 febbraio 2014
lunedì 3 febbraio 2014
TANTI SOLD OUT PER IL CONVOITOUR 2014 DI CLAUDIO BAGLIONI
(ANSA) - ROMA, 3 FEB - Non è ancora partita, ma la seconda fase del Convoilive tour, che prenderà il via il 27 febbraio da Rieti, registra già diversi sold out. Tutto esaurito a Pescara (1 marzo), Caserta (4 marzo), Bari (8 marzo), Acireale (11 marzo), Roma (18 marzo), Torino (26 marzo) e Firenze (31 marzo).
Al calendario già annunciato, si aggiungono due nuove date: a Verona il 7 aprile (Palasport) e Forlì il 4 maggio (Pala Credito di Romagna). Già aperte le prevendite per i nuovi appuntamenti.
Tutte le date: 27 febbraio Rieti, 1 e 2 marzo Pescara, 4 e 5 Caserta, 8 e 9 Bari, 11 e 12 Acireale (Ct), 13 Favara (AG), 15 Eboli (Sa), 18 e 19 Roma, 24 Perugia, 26 e 27 Torino, 29 Bologna, 31 e 1 aprile Firenze, 3 Padova, 5 Pordenone, 7 Verona, 12 Livorno, 15 Genova, 17 Varese, 18 Montichiari (Bs), 2 maggio Ancona, 3 Rimini, 4 Forlì, 6 Milano.
Al calendario già annunciato, si aggiungono due nuove date: a Verona il 7 aprile (Palasport) e Forlì il 4 maggio (Pala Credito di Romagna). Già aperte le prevendite per i nuovi appuntamenti.
Tutte le date: 27 febbraio Rieti, 1 e 2 marzo Pescara, 4 e 5 Caserta, 8 e 9 Bari, 11 e 12 Acireale (Ct), 13 Favara (AG), 15 Eboli (Sa), 18 e 19 Roma, 24 Perugia, 26 e 27 Torino, 29 Bologna, 31 e 1 aprile Firenze, 3 Padova, 5 Pordenone, 7 Verona, 12 Livorno, 15 Genova, 17 Varese, 18 Montichiari (Bs), 2 maggio Ancona, 3 Rimini, 4 Forlì, 6 Milano.
venerdì 31 gennaio 2014
NUOVE DATE CONVOITOUR 2014 DI CLAUDIO BAGLIONI VERONA E FORLì
Da lunedi’ 3 febbraio alle ore 16:00, solo per gli iscritti a Clab On Line , presale delle due nuove date del Con Voi Tour: Verona 7 aprile 2014 e Forli’ 04 maggio 2014. Di seguito il timing per gli iscritti a Clab On Line : (lunedi’ riceverete via mail il codice e il link segreto per poter procedere all`acquisto) 7 Aprile 2014 VERONA - Palasport 4 Maggio 2014 FORLI` - Pala Credito di Romagna Eccovi le tempistiche di apertura delle prevendite: Presale: Start: Lun, 03/02/14_16:00 End: Mar, 04/02/14_14:00 Punti di vendita e prevendite abituali Start: Mar, 04/02/14_16:00
mercoledì 29 gennaio 2014
COMUNICAZIONI SUI BIGLIETTI DI CONVOITOUR 2014 DI CLAUDIO BAGLIONI
Comunicazione rivolta ai possessori dei biglietti settore platea degli spettacoli PESCARA 02/03/2014, CASERTA 04/03/2014, BARI 08/03/2014, ROMA 18/03/2014, FIRENZE 31/03/2014, PADOVA 03/04/2014
Per motivi dettati da esigenze organizzative e tecniche il palco sarà collocato da un lato, in sostituzione dell’originario palco al centro: ciò ha determinato una nuova distribuzione dei posti all’interno di una parte della platea che – a seguito della materiale eliminazione di alcuni settori [di platea] - ha comportato l’annullamento delle precedenti assegnazioni di alcuni posti delle prime file, pur rimanendo collocati tutti nel settore di prima platea con pari valore economico del biglietto acquistato.
Sarà cura dell’Organizzatore dell’evento, secondo criteri oggettivi e proprie esigenze organizzative, nel rispetto della vigente normativa in materia di sicurezza e di ordine pubblico, procedere a una nuova distribuzione dei posti/biglietti acquistati del settore platea, che solo parzialmente potranno confermare le precedenti assegnazioni, con la conseguenza necessaria che, in alcuni casi, non potranno essere confermati tutti i posti venduti in prima fila o nella primissime file.
Dal 29 gennaio 2014, l’Organizzatore avrà cura di diffondere, pubblicandolo sul proprio sito internet www.fepgroup.it, uno schema riepilogativo delle nuove assegnazioni dei posti in platea.
Considerata la particolarità della situazione, l’Organizzatore ha ritenuto di dedicare una speciale attenzione commerciale agli acquirenti dei biglietti del settore platea per gestire al meglio la comunicazioneA partire da mercoledì 29 gennaio e fino al 25 febbraio 2014 sarà disponibile il seguente numero telefonico: 02 48057345
[attivo da lunedì a giovedì dalle 14.30 alle 18.30] che fornirà risposte (di primo livello) ai quesiti relativi alla nuova distribuzione dei posti/biglietti acquistati del settore platea
Sarà inoltre possibile contattare l’Organizzatore via mail scrivendo all’indirizzo: infoclaudiobaglioni@fepgroup.it
L’eventuale insoddisfacente attribuzione del nuovo posto darà diritto esclusivamente all’integrale rimborso del prezzo del biglietto secondo le modalità qui di seguito evidenziate:
Per i biglietti acquistati presso i Punti Vendita, il rimborso potrà essere richiesto rivolgendosi al Punto Vendita dove gli stessi sono stati acquistati fino alla data dello spettacolo indicata sul biglietto stesso.
Per i biglietti acquistati on-line sul sito TicketOne.it o tramite Call Center con modalità ritiro sul luogo dell'evento, il rimborso dei biglietti (sia Supporti Cartacei, sia Card) potrà essere richiesto scrivendo all'indirizzo email: ecomm.customerservice@ticketone.it con comunicazione inviata entro la data dello spettacolo indicata sul biglietto stesso.
Per i biglietti acquistati on-line sul sito TicketOne.it o tramite Call Center con modalità spedizione tramite corriere espresso: Il cliente dovrà spedire i biglietti (sia Supporti Cartacei, sia Card), tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, entro la data dello spettacolo indicata sul biglietto stesso (data timbro postale) presso:
C.a. Divisione Commercio Elettronico
TicketOne S.p.A.
Via Vittor Pisani, 19
20124 Milano
In nessun caso potranno essere ammessi rimborsi di biglietti non integri (privi della matrice che è parte integrante del biglietto)
Per motivi dettati da esigenze organizzative e tecniche il palco sarà collocato da un lato, in sostituzione dell’originario palco al centro: ciò ha determinato una nuova distribuzione dei posti all’interno di una parte della platea che – a seguito della materiale eliminazione di alcuni settori [di platea] - ha comportato l’annullamento delle precedenti assegnazioni di alcuni posti delle prime file, pur rimanendo collocati tutti nel settore di prima platea con pari valore economico del biglietto acquistato.
Sarà cura dell’Organizzatore dell’evento, secondo criteri oggettivi e proprie esigenze organizzative, nel rispetto della vigente normativa in materia di sicurezza e di ordine pubblico, procedere a una nuova distribuzione dei posti/biglietti acquistati del settore platea, che solo parzialmente potranno confermare le precedenti assegnazioni, con la conseguenza necessaria che, in alcuni casi, non potranno essere confermati tutti i posti venduti in prima fila o nella primissime file.
Dal 29 gennaio 2014, l’Organizzatore avrà cura di diffondere, pubblicandolo sul proprio sito internet www.fepgroup.it, uno schema riepilogativo delle nuove assegnazioni dei posti in platea.
Considerata la particolarità della situazione, l’Organizzatore ha ritenuto di dedicare una speciale attenzione commerciale agli acquirenti dei biglietti del settore platea per gestire al meglio la comunicazioneA partire da mercoledì 29 gennaio e fino al 25 febbraio 2014 sarà disponibile il seguente numero telefonico: 02 48057345
[attivo da lunedì a giovedì dalle 14.30 alle 18.30] che fornirà risposte (di primo livello) ai quesiti relativi alla nuova distribuzione dei posti/biglietti acquistati del settore platea
Sarà inoltre possibile contattare l’Organizzatore via mail scrivendo all’indirizzo: infoclaudiobaglioni@fepgroup.it
L’eventuale insoddisfacente attribuzione del nuovo posto darà diritto esclusivamente all’integrale rimborso del prezzo del biglietto secondo le modalità qui di seguito evidenziate:
Per i biglietti acquistati presso i Punti Vendita, il rimborso potrà essere richiesto rivolgendosi al Punto Vendita dove gli stessi sono stati acquistati fino alla data dello spettacolo indicata sul biglietto stesso.
Per i biglietti acquistati on-line sul sito TicketOne.it o tramite Call Center con modalità ritiro sul luogo dell'evento, il rimborso dei biglietti (sia Supporti Cartacei, sia Card) potrà essere richiesto scrivendo all'indirizzo email: ecomm.customerservice@ticketone.it con comunicazione inviata entro la data dello spettacolo indicata sul biglietto stesso.
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20124 Milano
In nessun caso potranno essere ammessi rimborsi di biglietti non integri (privi della matrice che è parte integrante del biglietto)
BAGLIONI AL FESTIVAL DI SANREMO IL 20 FEBBRAIO 2014 NON UFFICIALE
http://www.digital-sat.it/ds-news.php?id=36016
Laetitia Casta 'premiere dame' per la serata di apertura del 18 febbraio, Claudio Baglioni sul palco giovedì 20, Gino Paoli in coppia con Danilo Rea venerdì 21 per un omaggio ai grandi cantautori genovesi, Raffaella Carra' attesa per il gran finale di sabato 22. e' il poker di ospiti dati per certi per il festival di Sanremo che, oltre a celebrare i 60 anni della Rai, strizzera' anche l'occhio ai prossimi Mondiali: all'Ariston dunque potrebbero sfilare anche alcuni beniamini del calcio azzurro. Top secret ancora i nomi anche se, in attesa degli annunci ufficiali nell'abituale conferenza stampa pre-festival del 10 febbraio, come da tradizione il toto-cast impazza, su organi di stampa e web.
Laetitia Casta 'premiere dame' per la serata di apertura del 18 febbraio, Claudio Baglioni sul palco giovedì 20, Gino Paoli in coppia con Danilo Rea venerdì 21 per un omaggio ai grandi cantautori genovesi, Raffaella Carra' attesa per il gran finale di sabato 22. e' il poker di ospiti dati per certi per il festival di Sanremo che, oltre a celebrare i 60 anni della Rai, strizzera' anche l'occhio ai prossimi Mondiali: all'Ariston dunque potrebbero sfilare anche alcuni beniamini del calcio azzurro. Top secret ancora i nomi anche se, in attesa degli annunci ufficiali nell'abituale conferenza stampa pre-festival del 10 febbraio, come da tradizione il toto-cast impazza, su organi di stampa e web.
lunedì 27 gennaio 2014
INTERVISTA BAGLIONI DEL 27 GENNAIO 2014
http://www.gaetachannel.it/notizie/cultura/musica/2017-gaetachannel-it-claudio-baglioni-si-racconta-con-voi-il-suo-ultimo-lavoro.html
44 anni dopo la presentazione di Signora Lia, nella stessa sala dello stesso albergo dove tutto ebbe inizio c'è Claudio Baglioni che imbraccia la sua chitarra e sulle note dello stesso brano si racconta.
A distanza di dieci anni presenta un disco di inediti "Con Voi". Un progetto maturato e costruito in questi ultimi cinque mesi con la presentazione di inediti. "Mi trovo a parlare di un album che non è nato come tale ma come un progetto diverso, di brani composti e messi nel circuito digitale uno dopo l'altro seguendo un percorso che è stato una vera e propria sfida – spiega Baglioni. Devo ammettere che quando si vive una carriera lunga è inevitabile preparare il passo d'addio: dopo che avevo rielaborato "Questo piccolo grande amore"' avevo pensato di lasciare senza troppi piagnistei.
Pensavo che essere rimasto dieci anni senza un disco di inediti significasse che ero solo alla ricerca di un gran finale e di un nuovo lavoro. Ma poi mi sono reso conto che proprio negli ultimi anni avevo scritto tantissima musica sul pentagramma, appunti, spunti, frasi su fogli volanti o su tovaglioli di carta. E così, insieme a due o tre strettissimi collaboratori, ho cercato di combinare musica e parole, il diavolo e l'acqua santa".
Con Voi è un album complesso, pieno di citazioni e di autocitazioni, da Puccini al suo "Oltre", passando per "Lorenzo il Magnifico. "Quant'è bella giovinezza...". "Una volta scrivevo- continua Baglioni – canzoni che esprimevano il concetto che il futuro è il nostro tempo migliore, ora mi viene da pensare appunto che del doman non v'è certezza". Ultima traccia del disco è "Isole del sud" in cui si affronta il tema dell'eterno migrare dell'uomo. E su queste parole che Baglioni spiega di OScià. "Come cittadino sono molto scoraggiato. Anzi sono decisamente sfiduciato. Non credo che ci sia più una soluzione vera.
In questo caso il tempo è importante e le cose non possono essere risolte in ogni tempo. Una cosa del genere doveva avere un atteggiamento più importante da parte della politica e più approfondita da parte dell'opinione pubblica. Invece è stato affrontato malamente, con poca responsabilità, dalla politica italiana in particolare. E' inutile prendersela con l'Europa. Credo che sia un problema di convivenza e di identità. Non sappiamo fare niente perchè non sappiamo chi siamo. Non c'è una persona che abbia fatto veramente qualcosa – aggiunge.
Un fiume in piena Baglioni che parla del suo mestiere, talent show e musica. " Continuo a pensare che senza un'editoria forte non si può fare il mio mestiere. Discutere il diritto d'autore è un passo verso la barbarie". E conclude: "Premesso che siamo tutti in contraddizione perchè la maggior parte di noi cantanti va ospite nei talent, quello che non mi piace è la tendenza all'omologazione degli interpreti, la poca importanza che si dà alla composizione e il fatto che i concorrenti ruotino di anno in anno. Per quanto riguarda l'altra tv, ormai siamo diventati il popolo del medley, ammalati del passato e di reducismo. Il bello è che la colpa è anche mia perchè sono stato il primo con Fabio Fazio ad "Anima Mia" a riportare in tv questo tipo di nostalgia".
Carmen Guadalaxara
Segnaliamo le date del tour in Campania e Lazio: 4 e 5 Marzo Palamaggio Caserta - 8-19-20 Marzo Palalottomatica Roma
44 anni dopo la presentazione di Signora Lia, nella stessa sala dello stesso albergo dove tutto ebbe inizio c'è Claudio Baglioni che imbraccia la sua chitarra e sulle note dello stesso brano si racconta.
A distanza di dieci anni presenta un disco di inediti "Con Voi". Un progetto maturato e costruito in questi ultimi cinque mesi con la presentazione di inediti. "Mi trovo a parlare di un album che non è nato come tale ma come un progetto diverso, di brani composti e messi nel circuito digitale uno dopo l'altro seguendo un percorso che è stato una vera e propria sfida – spiega Baglioni. Devo ammettere che quando si vive una carriera lunga è inevitabile preparare il passo d'addio: dopo che avevo rielaborato "Questo piccolo grande amore"' avevo pensato di lasciare senza troppi piagnistei.
Pensavo che essere rimasto dieci anni senza un disco di inediti significasse che ero solo alla ricerca di un gran finale e di un nuovo lavoro. Ma poi mi sono reso conto che proprio negli ultimi anni avevo scritto tantissima musica sul pentagramma, appunti, spunti, frasi su fogli volanti o su tovaglioli di carta. E così, insieme a due o tre strettissimi collaboratori, ho cercato di combinare musica e parole, il diavolo e l'acqua santa".
Con Voi è un album complesso, pieno di citazioni e di autocitazioni, da Puccini al suo "Oltre", passando per "Lorenzo il Magnifico. "Quant'è bella giovinezza...". "Una volta scrivevo- continua Baglioni – canzoni che esprimevano il concetto che il futuro è il nostro tempo migliore, ora mi viene da pensare appunto che del doman non v'è certezza". Ultima traccia del disco è "Isole del sud" in cui si affronta il tema dell'eterno migrare dell'uomo. E su queste parole che Baglioni spiega di OScià. "Come cittadino sono molto scoraggiato. Anzi sono decisamente sfiduciato. Non credo che ci sia più una soluzione vera.
In questo caso il tempo è importante e le cose non possono essere risolte in ogni tempo. Una cosa del genere doveva avere un atteggiamento più importante da parte della politica e più approfondita da parte dell'opinione pubblica. Invece è stato affrontato malamente, con poca responsabilità, dalla politica italiana in particolare. E' inutile prendersela con l'Europa. Credo che sia un problema di convivenza e di identità. Non sappiamo fare niente perchè non sappiamo chi siamo. Non c'è una persona che abbia fatto veramente qualcosa – aggiunge.
Un fiume in piena Baglioni che parla del suo mestiere, talent show e musica. " Continuo a pensare che senza un'editoria forte non si può fare il mio mestiere. Discutere il diritto d'autore è un passo verso la barbarie". E conclude: "Premesso che siamo tutti in contraddizione perchè la maggior parte di noi cantanti va ospite nei talent, quello che non mi piace è la tendenza all'omologazione degli interpreti, la poca importanza che si dà alla composizione e il fatto che i concorrenti ruotino di anno in anno. Per quanto riguarda l'altra tv, ormai siamo diventati il popolo del medley, ammalati del passato e di reducismo. Il bello è che la colpa è anche mia perchè sono stato il primo con Fabio Fazio ad "Anima Mia" a riportare in tv questo tipo di nostalgia".
Carmen Guadalaxara
Segnaliamo le date del tour in Campania e Lazio: 4 e 5 Marzo Palamaggio Caserta - 8-19-20 Marzo Palalottomatica Roma
venerdì 24 gennaio 2014
SPOT AUDIO CONVOITOUR 2014 DI CLAUDIO BAGLIONI
http://www.traninews.it/articoli/14856-claudio-baglioni-convoilive-tour.asp
SPOT AUDIO CONVOITOUR 2014 DI CLAUDIO BAGLIONI
SPOT AUDIO CONVOITOUR 2014 DI CLAUDIO BAGLIONI
mercoledì 22 gennaio 2014
martedì 21 gennaio 2014
martedì 14 gennaio 2014
NUOVE DATE DI CONVOITOUR DI CLAUDIO BAGLIONI FAVARA E PORDENONE BIGLIETTI PER IL FAN CLUB
Da domani 15 gennaio alle ore 11:00, solo per gli iscritti a Clab On Line , presale delle due nuove date del Con Voi Tour: Favara 13 marzo 2014 Pordenone 05 aprile 2014 Di seguito il timing per gli iscritti a Clab On Line : Presale ClaB on line: Start: Mer, 15/01/14 ore 11:00 End: Ven, 17/01/14 ore 9:00 (Domani riceverete via mail il codice e il link segreto per poter procedere all`acquisto)
mercoledì 8 gennaio 2014
VENDITA BIGLIETTI PER IL CLAB CONVOITOUR 2014 DI CLAUDIO BAGLIONI NUOVE DATE
Da domani 9 gennaio alle ore 16:00, solo per gli iscritti a Clab On Line , presale delle due nuove date del Con Voi Tour: Roma - 19 marzo Torino - 27 marzo Di seguito il timing per gli iscritti a Clab On Line : Presale Clab on line: Start: Gio, 09/01/14 ore 16:00 End: Sab, 11/01/14 ore 14:00 (Domani riceverete via mail il codice e il link segreto per poter procedere all`acquisto)
martedì 7 gennaio 2014
LEZIONE DI BAGLIONI A CUNEO IL 10 GENNAIO 2014
http://www.lastampa.it/2014/01/06/edizioni/cuneo/spettacoli/lectio-magistralis-da-barilla-e-baglioni-wlXVH5sSNzcUXDp3AuNDpL/pagina.html
CRISTINA BORGOGNO
SERRALUNGA
Dopo una breve pausa per le vacanze natalizie, questa settimana l’appuntamento con il Laboratorio di Resistenza permanente alla Fondazione Mirafiore è doppio, tra imprenditoria e musica.
Giovedì è atteso Guido Barilla, presidente della multinazionale del famosissimo marchio di pasta, venerdì con Claudio Baglioni, che recupera così la lezione saltata a dicembre, per la gioia dei tanti fans che già avevano prenotato un posto in sala (entrambi alle 18,30, ingresso libero. Info e prenotazioni www.fondazionemirafiore.it).
CRISTINA BORGOGNO
SERRALUNGA
Dopo una breve pausa per le vacanze natalizie, questa settimana l’appuntamento con il Laboratorio di Resistenza permanente alla Fondazione Mirafiore è doppio, tra imprenditoria e musica.
Giovedì è atteso Guido Barilla, presidente della multinazionale del famosissimo marchio di pasta, venerdì con Claudio Baglioni, che recupera così la lezione saltata a dicembre, per la gioia dei tanti fans che già avevano prenotato un posto in sala (entrambi alle 18,30, ingresso libero. Info e prenotazioni www.fondazionemirafiore.it).
venerdì 3 gennaio 2014
INTERVISTA BAGLIONI REPUBBLICA DEL 3 GENNAIO 2014
DALLA canzone Porta Portese
in poi, Claudio Baglioni è
logicamente associato alla
sua città, Roma. Eppure ha un legame
con Milano fortissimo: il record
di presenze a San Siro (81mila
nel 1998) e concerti comunque
sempre pienissimi, come quelli
agli Arcimboldi dello scorso gennaio
e i tre che iniziano oggi sempre
al teatro della Bicocca. «Non
solo. Pochi sanno che da qui è partita
la mia avventura di musicista.
Feci un provino alla Ricordi che
non ero neppure maggiorenne.
Un disastro totale che mi lasciò
una voglia di rivincita e riscatto
così forte che fu la molla per far
partire tutto. Milano è la città del
fare, il posto ideale per dare concretezza
a progetti e idee. E anche
l’ultimo disco, ConVoi, è stato interamente
lavorato a pochi passi
da qui».
Porterà ConVoi al Forum il 6 e
7 maggio. Ma ora parliamo del
progetto di oggi, Dieci Dita, lo
stesso del 2013.
«Come allora sarò solo sul palco
con piano e chitarra: autore, interprete/
esecutore e narratore.
Però ho cercato di rendere ancor
più evidente la dimensione di incontro
ravvicinato. E non intendo
solo il dialogo con gli aneddoti sulla
mia storia o la mia discesa in platea
per cantare in mezzo al pubblico.
Ci sarà un inedito e divertente
momento di dediche a braccio
in cui cercherò compagni di
palco così temerari da interpretare
con me alcune canzoni che
cambiano ogni sera».
Certo, per lei la scaletta è difficile,
col repertorio che ha.
«Molto. Ho scritto centinaia di
canzoni, e molte ben oltre i canonici
tre minuti di durata dei brani
pop. Per cui pur se i miei concerti
non durano mai meno di tre ore (e
Dieci Dita non fa eccezione), è fisicamente
impossibile eseguire
più di 25-30 canzoni. Io cerco di
venire incontro a tutti, ma a fine
serata spesso qualcuno mi dice
che non ho fatto questa o quella
canzone. E io mi sento così in colpa
che mi verrebbe quasi voglia di
fargliela lì su due piedi. Ma è meglio
lasciarsi con il desiderio di ritrovarsi,
più che con l’idea di essersi
detto e dato tutto».
Lei da 10 anni è architetto. Da
tecnico ci descrive gli Arcimboldi?
«Uno spazio di grande atmosfera,
che unisce il pregio di una
struttura moderna e innovativa
con l’atmosfera di un teatro di tradizione.
Uno spazio ideale per serate
nelle quali si vuole puntare
tutto sulla qualità, l’intensità e la
profondità delle emozioni. La
canzone è una forma d’arte piccola
e breve che spesso tendiamo ad
ascoltare distrattamente, in sottofondo,
mentre siamo impegnati
a fare altro. È un errore. Dobbiamo
assaporarla, gustarla e com-prenderla meglio. Come un bicchiere
di vino: un conto è buttarlo
giù distrattamente, tutt’altro è annusarlo,
lasciarlo riposare qualche
secondo nel palato e berlo, cogliendone
al meglio le qualità. Gli
Arcimboldi aiutano a gustare le
canzoni come se fossero un buon
vino».
E San Siro? Ci tornerà, prima o
poi?
«La voglia dei grandi spazi non
passa mai. Ho fatto due tour
straordinari nei grandi stadi, nel
1998 e nel 2003, sono stato il primo
a utilizzare il terreno di gioco come
spazio-palco e a disporre il
pubblico su tutte le gradinate intorno
a me. Il richiamo di quelle
esperienze è fortissimo e nella
pentola delle idee c’è sempre
qualcosa che bolle a riguardo. Ma
adesso penso a Dieci Dita e Con-
Voi».
Ci racconta già qualcosa dei
concerti di ConVoi?
«Sarà un tour sorprendente, e
siccome deve sorprendere non
anticipo nulla. Dico solo che sarà
un concerto-concerto, nella grande
tradizione dei live anni ‘70 e che
la musica tornerà di prepotenza a
occupare il centro della scena,
con tutta la carica di energia e di
capacità di caricare, emozionare e
far sognare che solo la musica ha.
Sarà lei il cuore dello show e il vero
effetto speciale: musica, parole,
suoni, interpretazioni si riprenderanno
il posto che gli spetta. Ne
parleremo a primavera».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
in poi, Claudio Baglioni è
logicamente associato alla
sua città, Roma. Eppure ha un legame
con Milano fortissimo: il record
di presenze a San Siro (81mila
nel 1998) e concerti comunque
sempre pienissimi, come quelli
agli Arcimboldi dello scorso gennaio
e i tre che iniziano oggi sempre
al teatro della Bicocca. «Non
solo. Pochi sanno che da qui è partita
la mia avventura di musicista.
Feci un provino alla Ricordi che
non ero neppure maggiorenne.
Un disastro totale che mi lasciò
una voglia di rivincita e riscatto
così forte che fu la molla per far
partire tutto. Milano è la città del
fare, il posto ideale per dare concretezza
a progetti e idee. E anche
l’ultimo disco, ConVoi, è stato interamente
lavorato a pochi passi
da qui».
Porterà ConVoi al Forum il 6 e
7 maggio. Ma ora parliamo del
progetto di oggi, Dieci Dita, lo
stesso del 2013.
«Come allora sarò solo sul palco
con piano e chitarra: autore, interprete/
esecutore e narratore.
Però ho cercato di rendere ancor
più evidente la dimensione di incontro
ravvicinato. E non intendo
solo il dialogo con gli aneddoti sulla
mia storia o la mia discesa in platea
per cantare in mezzo al pubblico.
Ci sarà un inedito e divertente
momento di dediche a braccio
in cui cercherò compagni di
palco così temerari da interpretare
con me alcune canzoni che
cambiano ogni sera».
Certo, per lei la scaletta è difficile,
col repertorio che ha.
«Molto. Ho scritto centinaia di
canzoni, e molte ben oltre i canonici
tre minuti di durata dei brani
pop. Per cui pur se i miei concerti
non durano mai meno di tre ore (e
Dieci Dita non fa eccezione), è fisicamente
impossibile eseguire
più di 25-30 canzoni. Io cerco di
venire incontro a tutti, ma a fine
serata spesso qualcuno mi dice
che non ho fatto questa o quella
canzone. E io mi sento così in colpa
che mi verrebbe quasi voglia di
fargliela lì su due piedi. Ma è meglio
lasciarsi con il desiderio di ritrovarsi,
più che con l’idea di essersi
detto e dato tutto».
Lei da 10 anni è architetto. Da
tecnico ci descrive gli Arcimboldi?
«Uno spazio di grande atmosfera,
che unisce il pregio di una
struttura moderna e innovativa
con l’atmosfera di un teatro di tradizione.
Uno spazio ideale per serate
nelle quali si vuole puntare
tutto sulla qualità, l’intensità e la
profondità delle emozioni. La
canzone è una forma d’arte piccola
e breve che spesso tendiamo ad
ascoltare distrattamente, in sottofondo,
mentre siamo impegnati
a fare altro. È un errore. Dobbiamo
assaporarla, gustarla e com-prenderla meglio. Come un bicchiere
di vino: un conto è buttarlo
giù distrattamente, tutt’altro è annusarlo,
lasciarlo riposare qualche
secondo nel palato e berlo, cogliendone
al meglio le qualità. Gli
Arcimboldi aiutano a gustare le
canzoni come se fossero un buon
vino».
E San Siro? Ci tornerà, prima o
poi?
«La voglia dei grandi spazi non
passa mai. Ho fatto due tour
straordinari nei grandi stadi, nel
1998 e nel 2003, sono stato il primo
a utilizzare il terreno di gioco come
spazio-palco e a disporre il
pubblico su tutte le gradinate intorno
a me. Il richiamo di quelle
esperienze è fortissimo e nella
pentola delle idee c’è sempre
qualcosa che bolle a riguardo. Ma
adesso penso a Dieci Dita e Con-
Voi».
Ci racconta già qualcosa dei
concerti di ConVoi?
«Sarà un tour sorprendente, e
siccome deve sorprendere non
anticipo nulla. Dico solo che sarà
un concerto-concerto, nella grande
tradizione dei live anni ‘70 e che
la musica tornerà di prepotenza a
occupare il centro della scena,
con tutta la carica di energia e di
capacità di caricare, emozionare e
far sognare che solo la musica ha.
Sarà lei il cuore dello show e il vero
effetto speciale: musica, parole,
suoni, interpretazioni si riprenderanno
il posto che gli spetta. Ne
parleremo a primavera».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
BAGLIONI A MILANO CON DIECI DITA TOUR
http://www.ilgiorno.it/milano/cultura/2014/01/03/1004443-claudio-baglioni-convoi-album.shtml
Milano, 3 gennaio 2014 - Oltre il limite discografico di una vocazione, un’anima e un mestiere. Claudio Baglioni, 19 album in studio, ci ha abituato a sparigliare le regole, per voglia, ambizione, necessità. Per questo, da più di vent’anni, dal doppio «Oltre» (1990), Baglioni si inventa qualcosa di nuovo. Come l’interazione totale del progetto «ConVoi album», dodici brani pensati, prodotti e pubblicati come dodici singoli in Rete, prima dell’uscita ufficiale di un album che a fine dicembre diventa un live in tre tempi.
Prima a Padova (il 20) e all’Auditorium di Roma (25-26-27) dove è nato, poi agli Arcimboldi di Milano, stasera, domani e dopo (ritorna il 6 maggio al Forum).
Recital in teatri e palasport con finale a sorpresa. «Diecidita e ConVoi Live» ha il compito di cantare le ultime canzoni a banda larga con Claudio solo sul palco, pianoforte, chitarra e voce, autore, interprete e voce narrante, come nei tour del 2011 e 2012. La prima parte si chiude a fine gennaio, dopo Padova e Cagliari. La seconda prosegue invece nei palasport trasformati in arene, con un palco centrale e uno show multimediale e multidisciplinare (lo era anche quello del 1990), con una band di otto musicisti, l’ultimo lavoro e i vecchi successi.
Questo disco di inediti esce dopo dieci anni di sperimentazioni, dilatazioni narrative, salti di linguaggio, genere. Un vecchio mitico disco che diventa un film, un libro, uno show che è la sintesi di tutto, riscritta e riarrangiata senza freni. Con lo sguardo del narratore che rifiuta quasi la forma della canzone. Ne rispetta il primo nucleo creativo ma tutto quello che viene scritto e orchestrato intorno ne fa un’opera autonoma. La colonna sonora di qualcosa che verrà.
Come gli aneddoti della sua vita che accompagnano le sue dieci dita e la chitarra di suo figlio Giovanni, in due pezzi. Solo a volte sul palco ma in contatto continuo con i fan sulla rete, perchè «ConVoi» è un progetto dove tutto è stato condiviso, dai testi all’interpretazione, dagli arrangiamenti al suono, prima di uscire «liquido» e a puntate su iTunes. Suonano tutto lui e Paolo Gianolio, con Gavin Garrison ed Elio Rivagli alla batteria, un violino e i cori. Il sinfonismo figlio dei suoi anni migliori, ma anche certi ’70 rivisitati con empatia. E la voce del canto e del racconto che ci guida.
È come se Claudio volesse esplorare tutti i territori della creatività, oltre la canzone o la difficoltà, di tutti i grandi, di tenere il ritmo dei primi anni come autore. L’ispirazione diventa linguaggio, i temi vengono sviluppati in contenitori più ampi. Poi tutto ritorna a quelle dieci dita a lui che sta in mezzo alla sua gente. Momenti di assoluta verità, da stasera a Milano.
http://www.ilgiornale.it/news/baglioni-sul-palco-versione-recital-979550.html
A scommettere sul suo futuro, dopo l'esito tutt'altro che confortante dell'album (omonimo) d'esordio del 1970, erano in pochi. E, invece, Claudio Baglioni, nato il 16 giugno del 1951 a Roma, figlio di un maresciallo dei Carabinieri e di una sarta di origini umbre, di strada ne ha fatta tanta.
Diploma da geometra e una laurea (in età avanzata) in architettura, la sua grande fortuna risale al lontano 1972. Quell'anno uscì «Questo piccolo grande amore», il concept-album che grazie al suo enorme successo avrebbe segnato il suo ingresso tra i grandi della canzone leggera (romantica e d'autore) di casa nostra. Uno status in seguito consolidato nei decenni a seguire. Con una carriera imponente alle spalle. Tra innumerevoli album di successo (nell'ultimo, il recentissimo «ConVoi», uscito nell'autunno scorso, ha computo una scelta a dire poco controcorrente: lui, cantautore anni Settanta che ha vissuto l'epopea del vinile e del disco, ha proposto una raccolta di brani pubblicati negli ultimi sei mesi sulle principali piattaforme digitali) e altrettanti concerti. Col passare degli anni via via sempre più ambiziosi ed... extralarge. Come nel caso di «Dieci dita», il tour col quale ora ripropone in giro per l'Italia la formula dello spettacolo che per la prima volta l'ha portato ad esibirsi per 10 concerti in solitario nella sala grande dell'Auditorium di Roma nell'inverno di due anni fa.Da domani, e con repliche venerdì e sabato sera, Baglioni farà tappa al Teatro degli Arcimboldi (inizio concerto dalle 21, ingresso da 40 euro). Preparatevi ad un live lungo quasi tre ore e in parte improvvisato durante il quale raccoglierà anche le richieste del pubblico (oltre alla generazione che è cresciuta con lui negli anni Settanta, se ne sono aggiunte altre ) e sull'idea di questo «metronomo sentimentale» troverà una strada. Ogni sera diversa.In questa sorta di «incontro ravvicinato» tra artista e spettatore, la ripetizione è bandita. D'altronde «Dieci dita» non prevede copioni, scalette né tantomeno nessuno dei rituali tipici dei concerti pop-rock. Dietro l'ormai collaudato progetto dal vivo, contrassegnato da «tutto esaurito» a ripetizione, Claudio Baglioni prova ad accompagnare i propri fan (vecchi e nuovi) in un viaggio capace di regalare emozioni. «Emozione» è una parola molto sottovalutata e, spesso, banalizzata, come fosse una condizione della quale quasi vergognarsi. Invece, il suo significato autentico, è importante. Significa «mettere in movimento. Un concetto che ha a che fare con l'idea di non rimanere apatici, distaccati o disinteressati», per dirla con le parole utilizzate di recente dall'eterno Claudio. Che è un po' come il buon vino. Invecchiando migliora. E durante il live si concede pure qua e là anche qualche duetto con il figlio Giovanni, impostosi in questi anni come uno dei nomi più interessanti ed originali nel panorama della chitarra acustica solista contemporanea. Ps. Per chi si perdesse i concerti di inizio anno, Baglioni ritornerà a Milano, il 6 maggio al Forum di Assago, sulla scia del tour legato all'album «ConVoi». Uno show-monstre accompagnato da una superband di polistrumentisti.
Milano, 3 gennaio 2014 - Oltre il limite discografico di una vocazione, un’anima e un mestiere. Claudio Baglioni, 19 album in studio, ci ha abituato a sparigliare le regole, per voglia, ambizione, necessità. Per questo, da più di vent’anni, dal doppio «Oltre» (1990), Baglioni si inventa qualcosa di nuovo. Come l’interazione totale del progetto «ConVoi album», dodici brani pensati, prodotti e pubblicati come dodici singoli in Rete, prima dell’uscita ufficiale di un album che a fine dicembre diventa un live in tre tempi.
Prima a Padova (il 20) e all’Auditorium di Roma (25-26-27) dove è nato, poi agli Arcimboldi di Milano, stasera, domani e dopo (ritorna il 6 maggio al Forum).
Recital in teatri e palasport con finale a sorpresa. «Diecidita e ConVoi Live» ha il compito di cantare le ultime canzoni a banda larga con Claudio solo sul palco, pianoforte, chitarra e voce, autore, interprete e voce narrante, come nei tour del 2011 e 2012. La prima parte si chiude a fine gennaio, dopo Padova e Cagliari. La seconda prosegue invece nei palasport trasformati in arene, con un palco centrale e uno show multimediale e multidisciplinare (lo era anche quello del 1990), con una band di otto musicisti, l’ultimo lavoro e i vecchi successi.
Questo disco di inediti esce dopo dieci anni di sperimentazioni, dilatazioni narrative, salti di linguaggio, genere. Un vecchio mitico disco che diventa un film, un libro, uno show che è la sintesi di tutto, riscritta e riarrangiata senza freni. Con lo sguardo del narratore che rifiuta quasi la forma della canzone. Ne rispetta il primo nucleo creativo ma tutto quello che viene scritto e orchestrato intorno ne fa un’opera autonoma. La colonna sonora di qualcosa che verrà.
Come gli aneddoti della sua vita che accompagnano le sue dieci dita e la chitarra di suo figlio Giovanni, in due pezzi. Solo a volte sul palco ma in contatto continuo con i fan sulla rete, perchè «ConVoi» è un progetto dove tutto è stato condiviso, dai testi all’interpretazione, dagli arrangiamenti al suono, prima di uscire «liquido» e a puntate su iTunes. Suonano tutto lui e Paolo Gianolio, con Gavin Garrison ed Elio Rivagli alla batteria, un violino e i cori. Il sinfonismo figlio dei suoi anni migliori, ma anche certi ’70 rivisitati con empatia. E la voce del canto e del racconto che ci guida.
È come se Claudio volesse esplorare tutti i territori della creatività, oltre la canzone o la difficoltà, di tutti i grandi, di tenere il ritmo dei primi anni come autore. L’ispirazione diventa linguaggio, i temi vengono sviluppati in contenitori più ampi. Poi tutto ritorna a quelle dieci dita a lui che sta in mezzo alla sua gente. Momenti di assoluta verità, da stasera a Milano.
http://www.ilgiornale.it/news/baglioni-sul-palco-versione-recital-979550.html
A scommettere sul suo futuro, dopo l'esito tutt'altro che confortante dell'album (omonimo) d'esordio del 1970, erano in pochi. E, invece, Claudio Baglioni, nato il 16 giugno del 1951 a Roma, figlio di un maresciallo dei Carabinieri e di una sarta di origini umbre, di strada ne ha fatta tanta.
Diploma da geometra e una laurea (in età avanzata) in architettura, la sua grande fortuna risale al lontano 1972. Quell'anno uscì «Questo piccolo grande amore», il concept-album che grazie al suo enorme successo avrebbe segnato il suo ingresso tra i grandi della canzone leggera (romantica e d'autore) di casa nostra. Uno status in seguito consolidato nei decenni a seguire. Con una carriera imponente alle spalle. Tra innumerevoli album di successo (nell'ultimo, il recentissimo «ConVoi», uscito nell'autunno scorso, ha computo una scelta a dire poco controcorrente: lui, cantautore anni Settanta che ha vissuto l'epopea del vinile e del disco, ha proposto una raccolta di brani pubblicati negli ultimi sei mesi sulle principali piattaforme digitali) e altrettanti concerti. Col passare degli anni via via sempre più ambiziosi ed... extralarge. Come nel caso di «Dieci dita», il tour col quale ora ripropone in giro per l'Italia la formula dello spettacolo che per la prima volta l'ha portato ad esibirsi per 10 concerti in solitario nella sala grande dell'Auditorium di Roma nell'inverno di due anni fa.Da domani, e con repliche venerdì e sabato sera, Baglioni farà tappa al Teatro degli Arcimboldi (inizio concerto dalle 21, ingresso da 40 euro). Preparatevi ad un live lungo quasi tre ore e in parte improvvisato durante il quale raccoglierà anche le richieste del pubblico (oltre alla generazione che è cresciuta con lui negli anni Settanta, se ne sono aggiunte altre ) e sull'idea di questo «metronomo sentimentale» troverà una strada. Ogni sera diversa.In questa sorta di «incontro ravvicinato» tra artista e spettatore, la ripetizione è bandita. D'altronde «Dieci dita» non prevede copioni, scalette né tantomeno nessuno dei rituali tipici dei concerti pop-rock. Dietro l'ormai collaudato progetto dal vivo, contrassegnato da «tutto esaurito» a ripetizione, Claudio Baglioni prova ad accompagnare i propri fan (vecchi e nuovi) in un viaggio capace di regalare emozioni. «Emozione» è una parola molto sottovalutata e, spesso, banalizzata, come fosse una condizione della quale quasi vergognarsi. Invece, il suo significato autentico, è importante. Significa «mettere in movimento. Un concetto che ha a che fare con l'idea di non rimanere apatici, distaccati o disinteressati», per dirla con le parole utilizzate di recente dall'eterno Claudio. Che è un po' come il buon vino. Invecchiando migliora. E durante il live si concede pure qua e là anche qualche duetto con il figlio Giovanni, impostosi in questi anni come uno dei nomi più interessanti ed originali nel panorama della chitarra acustica solista contemporanea. Ps. Per chi si perdesse i concerti di inizio anno, Baglioni ritornerà a Milano, il 6 maggio al Forum di Assago, sulla scia del tour legato all'album «ConVoi». Uno show-monstre accompagnato da una superband di polistrumentisti.
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