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sabato 30 novembre 2013

CON VOI DI CLAUDIO BAGLIONI DISCO D'ORO


venerdì 29 novembre 2013

LETTERA AI SARDI DI CLAUDIO BAGLIONI SULL'UNIONE SARDA DEL 29 NOVEMBRE 2013

In una lettera inviata al quotidiano L'Unione Sarda, Claudio Baglioni conferma la sua presenza a Cagliari per i concerti del 28 e del 29 dicembre al Lirico.
"Sarò a Cagliari a fine dicembre. Per dire, semplicemente, "sono qui". E abbracciare idealmente - insieme a chi sarà in teatro - chi si trova ad affrontare un presente così duro e un futuro così incerto". Nella stessa lettera - per la cui lettura integrale si rimanda all'Unione Sarda in edicola - anche la volontà del cantante di contribuire alle iniziative di solidarietà con gli incassi dei due concerti.

lunedì 25 novembre 2013

CONVOITOUR 2014 INFO BIGLIETTI PER GLI ISCRITTI AL FANCLUB DI CLAUDIO BAGLIONI

http://www.clabonline.org/dett_news_clab.php?id_news=209
I biglietti per i concerti del tour CONVOI saranno in vendita per gli iscritti al fan club ufficiale (www.clabonline.org) dalle ore 17:00 di giovedì 28 novembre e per tutti dalle ore 17:00 di venerdì 29 novembre online su www.ticketone.it e nei punti vendita abituali”.

CLAUDIO BAGLIONI: “CONVOI” APERTURA NUOVE DATE I biglietti per i concerti del tour CONVOI saranno in vendita per gli iscritti al fan club ufficiale (www.clabonline.org) dalle ore 17:00 di giovedì 28 novembre e per tutti dalle ore 17:00 di venerdì 29 novembre online su www.ticketone.it e nei punti vendita abituali Solo per gli iscritti a Clabonline prevendita dal 28 Novembre 2013, ore 17.00! Solo per gli iscritti al Clab On Line la possibilità di acquistare in anticipo rispetto all`inizio delle vendite al pubblico i biglietti dei CONCERTI . In questa comunicazione cercheremo di darvi tutti i dettagli operativi. La presale vi consentirà di acquistare SOLO ONLINE fino a un massimo di 4 biglietti, a partire dalle ore 17.00 del 29/11/2013 e fino alle ore 16.00 del 29/11/2013. Il circuito di riferimento è www.ticketone.it TICKETS LIMIT PRESALE “Con il CODICE PROMOZIONALE potrai acquistare fino ad un massimo di [4] biglietti per show” Il tuo codice ti dà diritto a MAX [40] BIGLIETTI – MAX [10] TRANSAZIONI NOTA BENE: all’esaurirsi di una delle due condizioni il codice viene bruciato A partire dalle ore 17.00 del 28/11/2013 dovrete effettuare le seguenti operazioni: effettuare il login al sito Clabonline - http://www.clabonline.org entrare nella sezione "Il tuo profilo" http://www.clabonline.org/iltuoprofilo.php. cliccare sul banner "NEW: Richiedi il codice Promo - http://www.clabonline.org/richiedi_codice.php oppure dal link presente nel menù in alto "visibile solo dalle ore 17:00 28/11/2013" cliccare su "Richiedi ora". Comparirà a video il codice associato e ogni volta che si ripeterà la procedura il sistema mostrerà sempre il codice assegnato la prima volta. Conservate questo codice ed accedere al seguente link segreto http://www.ticketone.it/biglietti.html?affiliate=PI2&doc=artistPages%2Ftickets&fun=artist&action=tickets&erid=1022970 Il pagamento online avverrà tramite carta di credito o carta prepagata, secondo modalità standard TicketOne. Il prezzo, ove riferito a Titoli di Ingresso, s`intende inclusivo del diritto di prevendita fissato dall`Organizzatore. Il prezzo in ogni caso non include le commissioni e le spese relative al servizio di vendita online (anche tramite Call Center) prestato da TicketOne. Il processo di acquisto online seguirà i termini e le condizioni definiti da TicketOne e pubblicati sul rispettivo sito web, le modalità e i costi dipendono unicamente dai circuiti di vendita. Nel corso dell`acquisto online dovrete scegliere tra 2 modalità di ritiro dei biglietti: - ritiro presso il luogo dell`evento il giorno del concerto (servizio gratuito) - spedizione a domicilio* con corriere espresso (servizio a pagamento) * i tempi di spedizione dipendono unicamente dai circuiti di vendita Il codice Promo è UNICO, non puo’ essere scambiato o riutilizzato e è valido solo fino allo scadere della prevendita. Una volta esauriti i numeri consentiti di biglietti acquistati il codice diventa INUTILIZZABILE. Per tutta la durata del Clab On Line presale sarà possibile richiedere assistenza per dubbi, informazioni o segnalazioni info@fepgroup.it IMPORTANTE: PER QUESTIONI PURAMENTE TECNICHE, LA PRESALE SARA` DISPONIBILE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PER GLI ISCRITTI CHE RISULTERANNO IN REGOLA PER L’ANNO 2013


giovedì 21 novembre 2013

AUDIO INTERVISTA BAGLIONI A RADIO COLONIA RADIO TEDESCA DEL 21 NOVEMBRE 2013

http://www.funkhauseuropa.de/sendungen/radio_colonia/rc_il_tema/2013/11/131121_baglioni_lampedusa_projekt.phtml
AUDIO INTERVISTA BAGLIONI A RADIO COLONIA RADIO TEDESCA DEL 21 NOVEMBRE 2013

DIECI DITA TOUR CAGLIARI INFO SUI BIGLIETTI PER GLI ISCRITTI AL FANS CLUB DI CLAUDIO BAGLIONI

CAGLIARI – TEATRO LIRICO 28 e 29 DICEMBRE 2013 Dopo l`assoluto successo delle due precedenti tornate, si aprono le prevendite per la terza edizione di quello che è già un classico della grande musica italiana “Dieci Dita” per la citta di Cagliari : 28 e 29 dicembre 2013 presso il Teatro Lirico. Claudio Baglioni - solo sul palcoscenico, con pianoforte, tastiere e chitarre - per una serie di eccezionali concerti-racconto esclusivi: al Gran Teatro Geox (20, 21 e 22 dicembre m2013)di Padova, all’Auditorium Parco della Musica (25, 26 e 27 dicembre 2013) di Roma, al Teatro Lirico ( 28 e 29 dicembre 2013) di Cagliari e al Teatro degli Arcimboldi (3 , 4 e 5 gennaio 2014) di Milano. Per ogni concerto sarà possibile acquistare anche gli esclusivi “biglietti palco”, per vivere dal centro della scena la magia di un concerto unico, al fianco di uno dei grandi protagonisti del panorama della musica italiana. Solo per gli iscritti a Clabonline prevendita dal 21 Novembre , ore 12.00! Solo per gli iscritti al Clab On Line la possibilità di acquistare in anticipo rispetto all`inizio delle vendite al pubblico i biglietti dei CONCERTI DI CAGLIARI . In questa comunicazione cercheremo di darvi tutti i dettagli operativi. La presale vi consentirà di acquistare SOLO ONLINE fino a un massimo di 4 biglietti, a partire dalle ore 12.00 del 21/11/2013 e fino alle ore 16.00 del 22/11/2013. Il circuito di riferimento per Cagliari è www.ticketone.it TICKETS LIMIT PRESALE “Con il CODICE PROMOZIONALE potrai acquistare fino ad un massimo di [4] biglietti” Tecnicamente si potrà quindi articolare gli acquisti su + ordini e su + date fino ad un massimo totale di [4] biglietti. A partire dalle ore 12.00 del 21/11/2013 dovrete effettuare le seguenti operazioni: i. effettuare il login al sito clabonline - http://www.clabonline.org ii. entrare nella sezione "Il tuo profilo" http://www.clabonline.org/profilo.phpiii. iii. cliccare sul banner "NEW: Richiedi il codice Promo Cagliari" - http://www.clabonline.org/test/richiedi_codice.php oppure dal link presente nel menù in alto "visibile solo dalle ore 12.00 21/11/2013" cliccare su "Richiedi ora". Comparirà a video il codice associato e ogni volta che si ripeterà la procedura il sistema mostrerà sempre il codice assegnato la prima volta. Conservate questo codice ed accedere al sito http://www.ticketone.it/biglietti-claudio-baglioni-dieci-dita.html?affiliate=PI2&doc=artistPages%2Ftickets&fun=artist&action=tickets&erid=995940&xtcr=1&xtmc=baglioni Il pagamento online avverrà tramite carta di credito o carta prepagata, secondo modalità standard TicketOne. Il prezzo, ove riferito a Titoli di Ingresso, s`intende inclusivo del diritto di prevendita fissato dall`Organizzatore. Il prezzo in ogni caso non include le commissioni e le spese relative al servizio di vendita online (anche tramite Call Center) prestato da TicketOne. Il processo di acquisto online seguirà i termini e le condizioni definiti da TicketOne e pubblicati sul rispettivo sito web, le modalità e i costi dipendono unicamente dai circuiti di vendita. Nel corso dell`acquisto online dovrete scegliere tra 2 modalità di ritiro dei biglietti: - ritiro presso il luogo dell`evento il giorno del concerto (servizio gratuito) - spedizione a domicilio* con corriere espresso (servizio a pagamento) * i tempi di spedizione dipendono unicamente dai circuiti di vendita Il codice Promo è UNICO, non puo’ essere scambiato o riutilizzato e è valido solo fino allo scadere della prevendita. Una volta esauriti i numeri consentiti di biglietti acquistati il codice diventa INUTILIZZABILE. Per tutta la durata del Clab On Line presale sarà possibile richiedere assistenza per dubbi, informazioni o segnalazioni info@fepgroup.it IMPORTANTE: PER QUESTIONI PURAMENTE TECNICHE, LA PRESALE SARA` DISPONIBILE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PER GLI ISCRITTI CHE RISULTERANNO IN REGOLA PER L’ANNO 2013

ANSA SUI TOUR DI CLAUDIO BAGLIONI

MUSICA: BAGLIONI, CONVOILIVE E DIECIDITA TOUR FINO A MAGGIO
TRE FASI TRA TEATRI E PALASPORT, FINALE A SORPRESA – (ANSA) - ROMA, 20 NOV
Claudio Baglioni torna ad esibirsi dal vivo, con un progetto in tre fasi, ispirato al nuovo album di inediti ConVoiLive. Un progetto che - dalle prossime vacanze di Natale 2013 fino all'estate 2014 - vedrà il cantautore impegnato in recital e concerti dal vivo, nei teatri e nei palasport delle principali città italiane e che si concluderà con un percorso finale a sorpresa. Denominatore comune delle tre fasi sarà il rapporto stretto e diretto con il pubblico. Il via da Padova il 20 dicembre. Baglioni torna con DieciDita, un recital teatrale lo vede Baglioni solo sul palco - pianoforte, chitarra e voce - nella triplice veste di autore, interprete e narratore. Più di tre ore di musica, per il one man show giunto alla terza edizione e che si trasforma in progetto itinerante: dopo Padova (20, 21 e 22 dicembre) sarà la volta di Roma (25, 26 e 27 dicembre), Cagliari (28 e 29 dicembre) e Milano (il 3, 4 e 5 gennaio). I biglietti per Padova, Roma e Milano sono già in vendita su www.ticketone.it e nei punti vendita abituali. La prevendita per le date di Cagliari saranno aperte dalle 17 di venerdì 22 novembre. La seconda fase ConVoi di questo progetto live in progress proseguirà, nei palasport, trasformati in arene che ospiteranno uno spettacolo multidisciplinare. Il tour partirà giovedì 27 febbraio da Rieti e si concluderà a maggio. Oltre a tutti i più grandi successi del suo straordinario repertorio, Baglioni eseguirà - per la prima volta in versione live, accompagnato da un supergruppo di otto polistrumentisti - i brani del nuovo album "ConVoi". Biglietti in vendita dal 28 novembre.

mercoledì 20 novembre 2013

DIECI DITA TOUR 2013-2014 CONVOITOUR 2014 NEWS SUI BIGLIETTI



CLAUDIO BAGLIONI:
“DIECIDITA e CONVOI”
TEATRI E PALASPORT
PER UNA STRAORDINARIA STAGIONE
DI GRANDI APPUNTAMENTI LIVE



Una nuova dimensione del dialogo artista-pubblico, in un crescendo di intensità e profondità, per una straordinaria stagione di grandi appuntamenti dal vivo.

È questo il senso di un progetto in tre fasi, ConVoiLive, ispirato al nuovo album di inediti – il primo dal 2003 – di Claudio Baglioni.

Un progetto che - dalle prossime vacanze di Natale 2013 fino all'estate 2014 – vedrà Baglioni impegnato in una serie di recital e concerti dal vivo, nei teatri e nei palasport delle principali città italiane e che si concluderà con un percorso finale a sorpresa, riguardo al quale, al momento, non trapela ancora alcun dettaglio.

Denominatore comune di queste tre fasi live, insieme alla proposta di novità tecniche e logistiche, è il rapporto sempre più stretto e diretto tra uno dei più grandi protagonisti della musica italiana e quanti amano l'energia e la poetica di una voce che non ha eguali e le emozioni forti di un repertorio straordinario, costellato di grandi successi indimenticabili e senza tempo.

Si comincia (Padova, venerdì 20 dicembre 2013) con DIECIDITA, un recital teatrale che vede Baglioni solo sul palco – pianoforte, chitarra e voce - nella triplice veste di autore, interprete e narratore. Più di tre ore di one man show, in una formula che ha fatto registrare un'impressionante serie di sold-out consecutivi sia nella prima (2011), che nella seconda edizione (2012).

Giunto alla terza edizione, DieciDita si trasforma in progetto itinerante. All'Auditorium Parco della Musica di Roma – dove il progetto è nato e dove Baglioni si esibirà il 25, 26 e 27 dicembre prossimi - e al Teatro degli Arcimboldi di Milano - che aveva arricchito il calendario dell'edizione 2012 e che ospiterà Baglioni il 3, 4 e 5 gennaio 2014 - si affiancheranno, infatti, il Gran Teatro Geox di Padova (20, 21 e 22 dicembre) e il Teatro Lirico di Cagliari (28 e 29 dicembre).
Radio partner di DieciDita è Radio Italia.

I biglietti per assistere ai recital DIECIDITA di Padova, Roma e Milano sono già in vendita su www.ticketone.it e nei punti vendita abituali.
I biglietti per le date di Cagliari  saranno in vendita per gli iscritti al fan club ufficiale (www.clabonline.org) dalle ore 12 di giovedì 21 novembre fino alle ore 16 di venerdì 22 novembre e per tutti dalle ore 17 di venerdì 22 novembre online su www.ticketone.it e nei punti vendita abituali.


La seconda fase CONVOI di questo progetto live in progress proseguirà, nei palasport, trasformati in arene che ospiteranno, in una vasta area centrale, uno spettacolo multidisciplinare, nel solco dei grandi e innovativi show che l'artista, primo al mondo, ha presentato dal 1990. Il tour partirà giovedì 27 febbraio 2014 e si concluderà agli inizi della prossima estate, dopo aver toccato le principali città italiane.

Oltre a tutti i più grandi successi del suo straordinario repertorio, Baglioni eseguirà - per la prima volta in versione live, accompagnato da un supergruppo di otto polistrumentisti – i brani del nuovo album “ConVoi”, attualmente ai vertici delle classifica italiana dei cd più venduti.
I biglietti per i concerti del tour CONVOI saranno in vendita per gli iscritti al fan club ufficiale (www.clabonline.org) dalle ore 12 di martedì 26 novembre fino alle ore 16 di giovedì 28 novembre e per tutti dalle ore 17 di giovedì 28 novembre online su www.ticketone.it e nei punti vendita abituali.

Di seguito, il calendario del Tour CONVOI

Febbraio 2014
27 RIETI PALA SOJOURNER

Marzo 2014
1 PESCARA PALA GIOVANNI PAOLO II
2 PESCARA PALA GIOVANNI PAOLO II
4 CASERTA PALA MAGGIO’
5 CASERTA PALA MAGGIO’
8 BARI PALA FLORIO
9 BARI PALA FLORIO
11 ACIREALE (CT) PALASPORT
12 ACIREALE (CT) PALASPORT
15 EBOLI (SA) PALA SELE
18 ROMA PALA LOTTOMATICA
19 ROMA PALA LOTTOMATICA
24 PERUGIA PALA EVANGELISTI
26 TORINO PALA OLIMPICO
27 TORINO PALA OLIMPICO
29 BOLOGNA UNIPOL ARENA
31 FIRENZE NELSON MANDELA FORUM

Aprile 2014
1 FIRENZE NELSON MANDELA FORUM
3 PADOVA PALA FABRIS
4 PADOVA PALA FABRIS
8 VARESE PALA WHIRLPOOL
12 LIVORNO MODIGLIANI FORUM
15 GENOVA 105 STADIUM
18 MONTICHIARI (BS) PALA GEORGE

Maggio 2014
2 ANCONA PALA ROSSINI
3 RIMINI 105 STADIUM
6 MILANO MEDIOLANUM FORUM
7 MILANO MEDIOLANUM FORUM


Ufficio Stampa
Goigest
02 202334

TESTO Intervista Claudio Baglioni su Panorama dal 14 novembre 2013

 http://cultura.panorama.it/Claudio-Baglioni-50-anni-intervista
di Gianni Poglio
"Per gli amici sono un TomTom vivente, quello a cui si telefona a qualsiasi ora per una dritta sul tragitto più breve o la strada meno trafficata. Chi mi conosce bene sa che distanze e percorsi non hanno più segreti per me. Ho battuto l’Italia palmo a palmo trasformando qualunque spazio in un palcoscenico: balconi, autobus, stazioni della metropolitana, camion, piazze, marciapiedi, teatri lirici, stadi e palasport. Una vita nomade, ma meravigliosa". Parola di Claudio Baglioni.
Una vita in tour.
"Gran bella parola. Nella mia testa evoca l’immagine di uno sconfinato parco divertimenti e tanti amici con cui giocare senza annoiarsi mai".
Le nuove date dei suoi concerti arrivano esattamente dopo 50 anni di palco. Che cosa ricorda della prima volta?
"Il luogo, Piazza San Felice da Cantalice a Centocelle, e il brano, Ogni volta di Paul Anka.  Mi ero iscritto a un concorso canoro per emulare due amichetti di condominio. I miei non sapevano come gestire la cosa perché non avevano alcuna inclinazione musicale. Ho passato tre giorni a fare prove davanti allo specchio di mia madre. Il colpo di teatro era un movimento a scatto della gamba. In famiglia eravamo convinti che Anka si chiamasse così per il suo modo di ancheggiare. Ovviamente non era vero".
Les Images è invece il nome della sua prima band. 
"Era un complessino beat amatoriale. Negli anni Sessanta, in ogni condominio di periferia c’era un gruppo beat. Il nostro aveva una formazione singolare: suonavamo tutti la chitarra. Sapevamo bene che chitarristi e batteristi erano i più gettonati tra le ragazze. Diciamolo pure: non eravamo spinti dal sacro fuoco dell’arte. Una volta ci affacciammo dal balcone di casa mia a Centocelle e suonammo tutti e sette la chitarra. Volevamo fermare il mondo con quell’esibizione, ma in realtà non fermammo proprio nessuno. Alcuni del gruppo si erano addirittura lisciati i capelli sull’asse con il ferro da stiro per apparire più affascinanti. Ma non servì a nulla. Sette o otto anni fa sono tornato su quel balcone per uno show improvvisato, un tuffo nella memoria. Quando si sono spalancate le finestre e sotto c’era una folla, ho avuto la percezione reale di quanto fosse cambiato tutto. Ripercorrere le strade che hanno segnato la vita ha un sapore agrodolce, è un viaggio nel participio passato, in quello che è stato e non tornerà più".
La sua è una storia di canzoni d’amore, di buoni sentimenti e testi popolari. Tutto questo, negli anni successivi al 1968, veniva bollato come qualunquista e reazionario. Se l’è mai vista brutta?  
Un po’ di ostracismo c’è stato. A quei tempi era un handicap non ragionare per estremi. Non sono mai stato uno che cercava lo scontro con la polizia, anche perché mio padre era un carabiniere e io in ogni divisa vedevo qualcosa di familiare. Avere posizioni moderate e non omologate mi portava a fare il mediatore nelle assemblee studentesche o durante le occupazioni e gli scioperi. Risultato: mi odiavano praticamente tutti. Una volta, venni assalito due volte nel giro di pochi minuti. Prima mi bloccarono i maoisti, poi i missini. Spintoni, minacce e altre galanterie. Come artista, ho subito volantinaggi: «Stasera ti daremo un centinaio di legnate, veniamo a riprenderci la musica che è nostra». Ecco, il tenore dei messaggi era questo.
Prima del successo di Questo piccolo grande amore nel 1972 c’è una parentesi polacca fatta di concerti sold out e ragazze in delirio davanti ai camerini.
"In Italia ero un perfetto sconosciuto, in Polonia e Cecoslovacchia un idolo delle folle con le groupie al seguito. Fu un trionfo inaspettato e un’esperienza surreale al tempo stesso. Ogni pomeriggio, durante le prove nei teatri, c’erano cinque funzionari di partito con tanto di impermeabile seduti in platea. Dovevano valutare se i testi delle mie canzoni avevano contenuti ostili alla rivoluzione. Capirai... Sembrava la scena di un film sulla Guerra Fredda. A Varsavia ho anche rimediato una figuraccia epocale. Salgo sul palco senza guardare attentamente il pubblico. Dopo un paio di brani, dico: «Questa canzone è dedicata alle bellissime ragazze polacche». Nessuna reazione. Penso a un problema di pronuncia e ripeto la ruffianata due o tre volte. Niente. A un certo punto qualcuno mi fa cenno di piantarla. E, finalmente, intuisco il senso di quel silenzio: in sala c’erano solo i soldati di una guarnigione che erano stati invitati allo show".
A metà anni Settanta, in piena Baglioni-mania, lei e Francesco De Gregori, vi date appuntamento in Piazza del Pantheon, a Roma, per uno show improvvisato. Un flop. Corretto?
"Sì. Eravamo convinti di fermare il mondo in quanto volti noti. E, invece, della nostra presenza non si accorse nessuno. Un gruppetto di turisti giapponesi lanciò quattrocento lire nella custodia della chitarra. Quella fu l’unica reazione. Ci eravamo fatti il film di essere sottratti all’abbraccio dei fan dalla polizia. Al contrario, la gente ci passava di fianco nella più completa indifferenza. Nemmeno uno che dicesse «Ma io questi due credo di averli già visti»". 
Su quel che successe in Piazza del Pantheon la sua versione e quella di Gregori divergono.
"Lui racconta che io ci sono rimasto malissimo perché ero quello più sensibile e romantico. Io invece sostengo che a rimanere sconvolto da quell’episodio fu lui perché da sempre molto più vanitoso di me".
Camion, autobus, balconi e concerti  di strada: la sua carriera è costellata da esibizioni informali e a sorpresa. Perché lo fa? 
"Queste sfide, che mi sono sempre procurato da solo, sono salutari. Il senso è quello di ridimensionarsi, di tornare con i piedi sulla terra. Sa, in questo mestiere, quando si iniziano a benedire le folle significa che nella testa si è rotto qualcosa. Ed è ora di intervenire".
Negli anni Ottanta gli stadi italiani si riempiono per i suoi show. Milioni di fan e una sfida impossibile: suonare tutti gli strumenti da solo. 
"Le folle del tour denominato Alè-oo furono impressionanti. Avevo le vertigini, a un certo punto fu come andare fuori strada. Quattro anni più tardi, nel 1986, feci una pazzia: suonare negl stadi da solo. Manovravo una serie di strumenti collegati tra loro come un’orchestra virtuale. Uno stress pazzesco: del concerto di San Siro con centomila persone ricordo solo l’inizio e la fine. Nulla di quel che è successo in mezzo. Ero in trance".
A turbare il periodo d’oro arriva nel 1988 la contestazione allo stadio di Torino durante lo show organizzato da Amnesty International. 
"Venti minuti di fischi e insulti. Venivano dalla fazione rock, molti erano fan di Bruce Springsteen. Il bello è che mi era stato chiesto di partecipare per spingere un po’ le vendite dei biglietti che non erano esaltanti. Accettai e finì così. Al momento reagii bene, ma nei tre mesi successivi fu durissima. Ricordo che un giorno dissi tra me e me «Oddio, è finita». Non era così".
Tutti gli artisti, anche i meno inclini alla trasgressione, descrivono i tour come un momento di sospensione della realtà, uno stacco totale dal mondo e dai suoi ritmi. Come si concilia questo con la vita familiare e quella di tutti i giorni? 
"Non si rientra mai subito nella realtà. Io non ho un approccio bohemienne o spericolato, ma quando finisce un concerto è impossibile spegnersi. Se, come me, sei uno di quegli artisti che come unica droga si concede l’adrenalina, non vai a comunque a dormire prima delle 7 del mattino. Dopo uno show sei una bomba e, quando sei al massimo della luce, vorresti non spegnerti mai. In quei momenti sembra che il mondo sia un posto bellissimo dove stare. E così, quando rientri a casa c’è inevitabilmente il rincoglionimento, perché ti senti inutile come il soldato che torna dalla guerra che non ha più un mestiere, un’identità. Ecco, il problema è smettere".
Il titolo del suo ultimo album, Con voi, ha il sapore di un tributo a cinquant’anni di storia condivisa. Con quelli che hanno lavorato con lei ma anche con i fan che hanno reso tutto questo possibile. 
Quando si inizia a intravedere un’idea di finale, dell’ultima parte di una storia, si fanno un po’ di conti. La mia è una storia inesorabilmente intrecciata a quelle di migliaia di vite che sono transitate nell’orbita Baglioni. E non parlo solo dei miei collaboratori, ma anche di quelle persone che a sessanta o settant’anni sono ancora lì a cantare e a saltare su una gradinata. Quando li osservo dal palco divento tutto cuore.
Qual è il momento della sua vita in the road che non dimenticherà mai, il ricordo più intenso ed emozionante?
Le due ore successive al concerto all’Arsenale di Venezia nel 1982. Tornai in camerino dopo un trionfo e senza dire nulla al mio staff me ne andai da solo per le calli. Sempre a Venezia, nel 1969, ero stato escluso malamente da un concorso. Mi ero piazzato ultimo. Uscii dall’albergo a pezzi  e iniziai a camminare distrutto sotto la pioggia. Pensai pure di buttarmi nei canali. Tredici anni dopo, volevo godermi, da solo come allora, il dolce sapore della rivincita: è stato bellissimo.

lunedì 18 novembre 2013

INTERVISTA BAGLIONI AL CORRIERE.IT

http://video.corriere.it/ho-pensato-ritirarmi/cc3aebaa-4df8-11e3-a50b-09fe1c737ba4

INTERVISTA BAGLIONI IL FATTO QUOTIDIANO DEL 18 NOVEMBRE 2013

Intervista di Claudio Baglioni a Il Fatto Quotidiano in edicola oggi, lunedì 18 novembre.
http://mentiinformatiche.com/2013/11/claudio-baglioni-e-un-artista-di-62-anni-con-una-carriera-di-45-un-disco-appena-uscito-e-un-tour-lungo-tutto-il-2014.html

di Silvia D’Onghia Una terrazza sul Cupolone. Stormi di storni. L’orizzonte di Roma è velato da un tramonto autunnale. C’è qualche nuvola in lontananza. “Quello che vedi oggi domani non sarà più. È per questo che, appena ho tempo, mi siedo qui. Non per fare la maglia o fumare la pipa come si addice a uno della mia età, ma per ammirare la bellezza. Peccato non si possa vivere di sola bellezza”. Claudio Baglioni è un signore di 62 anni, 18 album di inediti, 9 dal vivo, 8 antologici, 10 dischi d’oro e 4 di platino, 31 tour tra Italia e resto del mondo, centinaia di migliaia di persone radunate in 40 e passa anni di carriera. E pensare che alla Rca la davano per perdente… Il primo fu l’allora direttore artistico, Ettore Zeppegno. Lo scrisse a pennarello sulla lacca di un provino fatto nel 1967, che lui ascoltò nel ’68: “Tanto questo non farà mai niente”. Tre anni dopo, alla consegna del master di Questo piccolo grande amore, il direttore subentrato, Riccardo Michelini, bollò il singolo: “È una buona facciata B”. Lavorammo per sette giorni per cercare una canzone più efficace di quella. Ma non ci riuscì. Grazie al cielo. E invece, 45 anni dopo, è ancora qui. Il 22 ottobre ha presentato il suo ultimo disco di inediti, “Con Voi ”, che da maggio era stato pubblicato  canzone dopo canzone  su iTunes, e non passa giorno in cui non firmi autografi in ogni città. Se lo aspettava? No. Anche per la lettura delle vicende artistiche e professionali di altri miei colleghi. Sarà per una questione geometrica, ma c’è una curva nella storia di chiunque, un diagramma per il quale sai che, arrivati a un certo punto, la salita è impossibile e il mantenimento sulla stessa quota è molto difficile. Uno si abbandona a una dolce ridiscesa verso le pianure. Quindi questa attenzione è una fantastica sorpresa. Immaginando il titolo di questo album, un po’ autoriferito e vagamente ruffiano, mi ero detto: se arriverò al completamento, vorrei confrontarmi con i destinatari di questo lavoro. Il bagno di folla è rigenerante, ma io vorrei riconoscere a queste persone la loro scelta, il loro sacrificio, il loro affetto. Ed è una reazione per me inconsueta: al tempo di “Oltre” (1990) io scappai, non avevo più la voglia di esserci. Sono le situazioni in cui pensi che quello che conta è solo quello che hai fatto, che qualsiasi cosa tu aggiunga rischia di diventare una banalizzazione. Anche perchè, in fondo, lei è un timido… Prima di diventare quello che sono, ero quello che non veniva mai notato. Da ragazzo, alle feste, se anche mi avessero messo accanto una freccia luminosa con la scritta ‘Claudio è qui’, non mi si sarebbe filato nessuno.
Faccio un mestiere per il quale non sono geneticamente predisposto. Però ora sento il dovere di rappresentare quello che ho fatto. E allora, pur amando la penombra, esco un po’ di più allo scoperto. La sua biografia è piena di numeri primi: suo il primo concerto ad essere trasmesso in diretta tv, è stato il primo artista italiano a fare un tour negli stadi e il primo a fare il remake di un proprio disco, oggi il primo a pubblicare un intero album su iTunes. La fa sentire solo, essere un numero primo? È straordinario, perché vuol dire che sei vivente, vivace, hai un che d’irrequieto dentro. Ma è una propria regola di ingaggio, ti senti investito della sindrome da primogenitura. Se una volta ti riesce di tirare fuori dal cilindro un coniglio, poi devi tirare fuori una mucca e poi un elefante, e però il cilindro è sempre quello. E poi a citare i propri precedenti, si finisce per fare la figura del reduce e dell’“ai tempi miei”. La vertigine è affacciarsi sulla contemporaneità. A differenza di “Oltre”, che era un progetto finito, “Con Voi ” è un “convoglio”, traduzione dell’inglese “convoy”. Non può più scappare. Si è inchiodato da solo? Sto usando dei pretesti per mettermi ancora in cammino. La musica stessa fu un pretesto quando cominciai: avevo 15 anni, vivevo in periferia, avevo gli occhiali spessi, le bolle sulla pelle, dovevo trovare un sistema di affermazione per non fare tappezzeria sulla superficie del mondo. Per un artista vale la stessa cosa: devi trovare per continuare a lavorare, e non perché uno non abbia più alcuna ispirazione. Ma un motivo sì. I Beatles quantificavano i loro pezzi: “Con questa strofa ci facciamo la piscina, con il ritornello il campo da tennis… ”. Il mestiere intellettuale è una frode: non vedi mai quanto hai fatto. Alcuni pretesti sono piccoli sogni infantili. La carovana stessa è un sogno: prendere la strada e non avere una destinazione certa. Questo non è un incantamento nei confronti del pubblico, sono io che lancio lo sguardo sempre un po’ più lontano, per darmi un traguardo. In “Co n Vo i ” c’è tanto passato, tanto presente e tanto futuro. Come stanno insieme? Questo è uno dei miei album più concettuali, nonostante ne abbia scritto un pezzo alla volta. Stanno insieme sull’oggi, e l’oggi è già un tempo largo. Anche lo stesso concetto di ricordo è attualizzato su quello che sta accadendo. Per poter descrivere un’emozione, un salto di voce, bisogna muoversi molto indietro e avere l’illusione di andare avanti. Però al futuro comincio a essere disinteressato: sarà per l’età, sarà che forse ci abbiamo pensato tutta la vita, ma è talmente inesistente… Ho rimandato, per tanti anni, questo album (arrivato dieci anni dopo “Sono io, l’uomo della storia accanto”, ndr) per togliermi alcune voglie da interprete puro e per riscrivere e ricomporre parti importanti della carriera. Un canto di sirene al quale non ho saputo resistere. Il futuro è un’arma di distrazione di massa, con cui qualsiasi ciarlatano vince, da colui che ti legge le carte a colui che ti arruola per un progetto. Tutti continuano a parlare di futuro ed è la fottitura più alta. L’unico valore che abbia senso è il presente.
Che è anche, giocando con le parole, il solo dono che ci è dato. Restiamo nel passato. Claudio Baglioni ha rimpianti e rimorsi? Il rimpianto è di essermi preso, talvolta, un po’ troppo sul serio. E aver preso troppo sul serio la caccia al capolavoro: il che significa entrare in una forma ossessiva di se stessi e in un credersi superiore rispetto alle proprie forze. I rimorsi sono quelli di tutte le persone pubbliche. Pavese scriveva nel suo diario del suo essere scrittore: “È inutile che cerchi un’anima gemella quando stai cercando un pubblico”. Il rimorso è per gli affetti più vicini, mai abbastanza curati, accarezzati. Francesco De Gregori ricorda due vostre avventure: una suonata per strada, senza essere riconosciuti, e un appuntamento cinematografico. La prima è nota, ma il secondo? Andammo a pranzo insieme, poi io mi ricordai che c’era un appuntamento con un produttore e gli chiesi di venire con me. Cazzeggiammo tutto il tempo e lo prendemmo in giro con battute scadenti. Si rivolse a me: “Lei lègge?”. “No, io architettura”. E Francesco che insisteva per avere una parte da chitarrista. Invece qualche anno prima io e Battisti avremmo dovuto fare un noir tipo “Romanzo criminale”, due malviventi di periferia, lui moriva e io facevo l’ultimo commovente discorso prima della fine. Una volta mi proposero addirittura un iperbolico film di fantascienza con molto sesso dentro. Adesso lo farebbe un film? Io guardo il cinema con stupore e ho un’invidia micidiale per gli attori, ma sarei un incapace. Dovrei scegliere un genere in cui si recita sempre di spalle e non si dice niente. Alcuni anni fa avevo scritto un soggetto, “Sotto silenzio”: un film muto. Ma non potrei mai fare l’attore anche per un problema di disciplina: ti svegli all’alba, stai 15 ore truccato per dire una fondamentale mezza battuta in mezzo a mille persone con cineprese, microfoni… È un capolavoro di paradossi. Negli anni Settanta la accusavano di non essere un cantautore impegnato. Questo la feriva? Mica mi faceva piacere. Oggi, a 62 anni, se ti dicono che non sei reclutabile in nessuna parrocchia e che sei indipendente, ti senti un figo pazzesco. Ma se te lo dicono a 18 anni, quando hai bisogno del branco, è una cosa che ti fa soffrire. Ho anche provato, sbagliando, a scimmiottare qua e là. Poi nel tempo uno rivaluta. Erano anni di stampelle e barricate ideologiche. Però meglio quelli che la melma di oggi. Ecco, parliamo della situazione politica. Assomiglia a quando un personaggio pubblico non produce nulla se non autoreferenzialità. La situazione è sotto gli occhi di tutti, anni di fermo e di deperimento delle energie, delle capacità. La classe politica dovrebbe dimettersi tutta. I partiti e gli esponenti della classe dirigente rappresentano solo loro stessi. Io come cittadino non intendo più andare a votare con questa legge elettorale e l’odierna configurazione dei partiti. Sono stufo, poco logico, amareggiato e vedo che tanta gente è così. Anche se nessuno di noi può chiamarsi fuori: siamo tutti complici del disinteresse. Si tira a campare e si fatica ad individuare una reale novità nello scenario generale. Neanche Grillo? Se Berlusconi non è mai stato un vero politico, non lo è neanche Grillo. Come per tutti i mestieri, anche per la politica ci vuole un percorso, una formazione. E le intemerate e i “vaf – fanculo” potrebberero non servire se non sono preambolo di proposte e visioni. In ogni caso la personalizzazione in un solo leader o in pochi funzionari di partito non tiene più. La classe politica è lo specchio dei cittadini? Vorrei tanto pensare che sia peggiore, ma temo che non sia così. Altrimenti la soluzione sarebbe semplice: li cambiamo e basta. E ci siamo illusi già ai tempi di Mani Pulite. Un altro dei fallimenti della politica è la gestione dell’immigra – zione, la cosiddetta emergenza, parola che lei odia. Non è mai stato fatto nulla di significativo. L’opinione pubblica è stata disinformata, sono 25 anni che questa storia dura. Poi ci sono i morti, l’impatto emotivo, le passerelle. La tragedia, dopo la morte di tante persone, è la morte della nostra partecipazione. E la politica è ignobile, quando ha la faccia di culo di promettere rimedi. Sarebbe più corretto dire: ho altro a cui provvedere o addirittura non me ne frega niente. Stiamo facendo un’intervista molto ottimista, ne esce un futuro roseo… (ride) Quando uno diventa grande si sente sempre meno ottimista. Io non sono mai ‘partito’ con un ‘partito’ preso, da ragazzino nei cortei rischiavo insulti e botte sia da sinistra che Facciamo calare i tedeschi? Io mi farei amministrare volentieri dal più onesto e illuminato, che mi frega se è italiano, svedese o tedesco. Certo, vorrei avere la possibilità di eleggerlo, ma tanto non posso eleggere manco questi. Cambiamo argomento. Qual è il suo rapporto con la tv? La tv ha avuto meriti straordinari: ha accomunato le popolazioni italiche in una stessa lingua, le ha alfabetizzate. È ancora il mezzo e il teatro più grande. Ma ha un problema serio: deve trasmettere continuamente. Non può scegliere la qualità perché deve riempire gli spazi. Le faccio un esempio. Noi artisti non televisivi in tv diamo il peggio, perché andiamo a fare i piazzisti, a vendere il “prodotto”. Un tempo in televisione provavamo giorni prima della messa in onda. Oggi arrivi all’ultimo istante, spesso chi ti intervista non è neanche tanto informato, l’esibizione è raffazzonata. Così butti via le cose. Ma lei la guarda? Voglio smettere di seguire gli approfondimenti. Per anni ho creduto che i talk show fossero contenitori di crescita e invece non lo sono affatto o non più. Va in onda una compagnia di giro: ci sono giornalisti che stanno in 5 trasmissioni a raccontare quel che già sappiamo tutti, sedicenti politici che non ho capito dove trovino il tempo per svolgere il loro servizio che fanno il tour dei programmi. Molta tv esiste per questo: per il niente. Torniamo a lei. Prima di “O l t re” c’erano stati i fischi al concerto di Amnesty International a Torino, un brutto incidente d’auto e la separazione dalla sua prima moglie, Paola Massari. La musica nasce dal dolore? Raschiare il fondo fa riacchiappare le suggestioni più intense. Io quest’anno ho avuto un’assenza grande. Ci sono due date decisive nella vita di una persona: la propria nascita e la morte della madre. Questo evento crea una rielaborazione dell’esisten – za, è come tornare in un ambiente che avevi chiuso a chiave, sul quale avevi messo panni e coperte e si era poggiata sopra la polvere. Qualcosa ti deve graffiare perché tu possa riguardare alcune storie e metterne in discussione altre. Per questo il dolore non finisce mai. È un esattore della vita. Sempre a proposito di ottimismo… L’unico ottimismo reale è fare un passetto indietro. Tutti possiamo essere ottimisti se ci giriamo indietro. Il guaio è guardare ossessivamente l’orizzonte e voler essere ottimisti a tutti i costi. Perché l’orizzonte è truffaldino e si muove come ti muovi tu, non lo raggiungi mai. A marzo parte il tour “Co n Vo i ”, che recupera anche le date saltate a ottobre, a Natale torna “Dieci Dita”, il concerto solistico in cui il pubblico siede sul palco. Quando finirà la carovana? “Dieci Dita” era pensato già tre anni fa come preambolo per una costruzione di un concerto dal vivo “in progress”. Quest’anno diventa il primo step della carovana. L’esperienza logistica del “vicino a tutti” continuerà da marzo nei palasport, dove stiamo studiando un sistema audio capillare e innovativo. Sarà uno show multidisciplinare, con performance sorprendenti. Nell’ul – timo pezzo d’estate il convoglio riparte. La conclusione di tutto sarà fine 2014. Un anno e mezzo di musica nuova, di eventi e storie in divenire. Finirà davvero? Potremo dirlo solo dopo aver visto l’effetto che fa. E se dovesse finire, l’importante è non saperlo la sera prima ma, semmai, accorgersene il giorno dopo.

domenica 17 novembre 2013

RIETI LA DATA ZERO DEL CONVOITOUR 2014 DI CLAUDIO BAGLIONI il 27 FEBBRAIO 2014

 http://www.ilmessaggero.it/RIETI/rieti_claudio_baglioni_tour_palasojourner/notizie/358479.shtml
RIETI - Prima i Pooh, ora Claudio Baglioni. Dopo il concerto evento di questa estate, svltosi a Ciitaducale, Rieti ospiterà il cantautore romano. Dopo sette anni dagli ultimi concerti nel capoluogo reatino, Claudio Baglioni tornerà a in città il prssimo 27 febbraio.

Come nel 2006, la cornice dell’esibizione dell’artista 62enne, sarà sempre il PalaSojourner. Il palazzetto reatino è pronto ad accogliere il cantautore romano per il suo tour intitolato “Con Voi”, dello stesso nome dell’album di inediti uscito lo scorso 22 ottobre, in vendita in tutti i negozi di dischi e nei digital store.

Rieti sarà la data zero del tour di Baglioni, che toccherà tante altre città italiane tra febbraio e maggio.

mercoledì 13 novembre 2013

CONVOITOUR 2014 DI CLAUDIO BAGLIONI LE DATE

 http://www.blogo.it/entertainment/musica/redazione/61283/claudio-baglioni-aggiunge-nuove-date-al-tour-con-voi-2014/
Ecco tutte le date del tour 2014 di Claudio Baglioni:
27 febbraio Rieti (Nuova Data) - Pala Sojourner
1-2 marzo- Pescara - Pala Giovanni Paolo Ii
4 – 5 Caserta - Pala Maggio’
8 – 9 marzo Bari - Pala Florio
11 – 12 Acireale (Ct) - Palasport
14 Eboli (Sa) (Nuova Data) - Pala Sele
18 – 19 Roma – Pala Lottomatica
24 Perugia (Nuova Data) - Pala Evangelisti
26 – 27 Torino - Pala Olimpico
29 Bologna - Unipol Arena
31marzo e 1 aprile Firenze - Nelson Mandela Forum
3 - 4 aprile Padova - Pala Fabris
8 aprile Varese (Nuova Data) - Pala Whirlpool
11 aprile Livorno (Nuova Data) - Modigliani Forum
15 aprile Genova (Nuova Data) - 105 Stadium
18 aprile Montichiari (Bs) (Nuova Data) - Pala George
28 aprile Rimini (Nuova Data) - 105 Stadium
2 maggio Ancona (Nuova Data) - Pala Rossini
6 – 7 maggio Milano (Nuova Data) - Mediolanum Forum

Claudio Baglioni domani 14 novembre 2013 su Sette allegato del corriere della sera

Su Sette, in edicola da domani,  ci sarà un articolo di Claudio Baglioni sulla prefazione del libro di Umberto Broccoli.

martedì 12 novembre 2013

CLAUDIO BAGLIONI DIECIDITA TOUR CAGLIARI 28 E 29 DICEMBRE 2013

Dieci Dita" per la prima volta in Sardegna:  Baglioni al Lirico di Cagliari sabato 28 e domenica 29 dicembre
Si arricchisce di due nuove date l'edizione 2013 di "Dieci Dita", il recital teatrale che vede Claudio Baglioni da solo sul palco, nella triplice veste di autore, interprete e narratore. Ai concerti di Padova (20, 21 e 22 dicembre), Roma (25, 25 e 27) e Milano (3. 4 e 5 gennaio) si aggiungono , infatti, due serate (28 e 29 dicembre) al Teatro Lirico di Cagliari. Evento davvero eccezionale, se si considera che Baglioni non torna in tour nel capoluogo sardo da ben 17 anni.  L'ultima esibizione risale, infatti, al "Tour Giallo": settembre 1996.

VIDEO CLAUDIO BAGLIONI SU BLOGO.IT IL 11 NOVEMBRE 2013

VIDEO CLAUDIO BAGLIONI SU BLOGO.IT IL 11 NOVEMBRE 2013
http://www.blogo.it/zoom/blogo-in-diretta-con-claudio-baglioni/ 

venerdì 8 novembre 2013

CLAUDIO BAGLIONI ospite a RADIO KISSKISS 8 NOVEMBRE 2013

Oggi alle 17:00 Claudio Baglioni sara` ospite della trasmissione "I corrieri della sera" su Radio KissKiss. http://www.kisskiss.it/ospiti/751-claudio-baglioni-ospite-ne-i-corrieri-della-sera.html

VIDEO BAGLIONI CHAT LASTAMPA.IT 6 NOVEMBRE 2013

http://www.lastampa.it/2013/11/06/multimedia/spettacoli/ecco-con-voi-baglioni-in-chat-risponde-ai-lettori-HQPbe6tfkH7kgJw8Zcl8cM/pagina.html

AUDIO CLAUDIO BAGLIONI A RADIO TI RICORDI 6 NOVEMBRE 2013

CLAUDIO BAGLIONI A RADIO TI RICORDI IL 6 NOVEMBRE 2013 PER ascoltare la radio http://www.radiotiricordi.it/diretta.php
replica sabato 9, alle ore 09:00.
http://www.retropalcortr.it/
per ascoltare l'audio della puntata
parte 1 http://www.spreaker.com/user/rtr99radiotiricordi/claudio_baglioni_a_retropalco_parte_1
parte 2 http://www.spreaker.com/user/rtr99radiotiricordi/claudio_baglioni_a_retropalco_parte_2

mercoledì 6 novembre 2013

venerdì 25 ottobre 2013

RASSEGNA STAMPA E VIDEOINTERVISTE BAGLIONI OTTOBRE 2013



Il Mattino - Ed. nazionale

Protagonisti
«Ho pensato al ritiro ma resto ConVoi»
Claudio Baglioni tra il disco, il tour e la depressione «Ormai parlare di incisioni mi fa pensare all'epitaffio»
Andrea Spinelli Amarcord con la maglietta fina ieri mattina a Roma per Claudio Baglioni. C'era da presentare
il nuovo album «ConVoi», sul mercato oggi a dieci anni tondi tondi dalla precedente raccolta d'inediti «Sono
io, l'uomo della storia accanto», e lui ha scelto lo stesso hotel e lo stesso salone in cui nel '69 eseguì ad un
gruppetto di addetti ai lavori il suo primissimo 45 giri. «La facciata A era "Una favola blu", ma fu quella B di
"Signora Lia" ad avere successo e a spingermi verso il "cantautorame" piuttosto che l'"interpretume"; sono
passati 44 anni, e siccome 4 è il mio numero fortunato, tornare qui mi è sembrata una scelta doppiamente
benaugurante», ha spiegato Baglioni, facendo poi seguire alle parole la musica con un'esecuzione voce e
chitarra di quella sua hit primigenia. «Originariamente il pezzo s'intitolava "Signora Lai" e parlava di una
fedifraga, ma quando al provino in Rca lessi sul badge appeso al camice del tecnico che mi stava
aggiustando il microfono proprio il cognome "Lai", pensai alla mia carriera non ancora sbocciata e pro bono
pacis decisi di cambiare seduta stante quel riferimento col primo nome monosillabico che mi passava per la
mente». Storie dell'altro secolo che scivolano tra le consapevolezze di un sessantaduenne in affanno con la
vita: «Otto mesi fa ho pensato addirittura di mollare tutto e fare il fatidico passo indietro senza tanti piagnistei.
Ma avevo da parte così tante cose che m'è sembrato un peccato lasciarle chiuse nel cassetto, così ho
chiamato il mio storico tastierista Walter Savelli e insieme abbiamo iniziato a lavorarci sopra». Da questo
ritorno di fiamma è nato un work in progress che il divo del piccolo grande amore ha provato a gestire con
una logica anni Sessanta, affidando un nuovo brano ad iTunes ogni due settimane, come se si trattasse di
tanti 45 giri: «Con la reincisione del mio primo album per il progetto "Q.p.g.a." ho pensato per davvero di aver
chiuso il cerchio, anche perché da qualche tempo la parola "incisione" comincia a darmi il senso di epitaffio,
di incisione sulla lapide che rende finito quel senso d'infinito che l'artista si porta dentro. Dopo venticinque
anni di carriera si diventa michelangioleschi, cappellani sistini nel costruire cattedrali di musica che finiscono
col fagocitarsi il senso del particolare. Ecco perché ho ritrovato la mia dimensione lavorando con un
ristrettissima squadra di amici come il chitarrista Paolo Gianolio e i batteristi Gavin Harrison ed Elio Rivagli».
Ma nei palasport, dove approderà a marzo (al Palamaggiò di Castelmorrone sarà il 4 e 5) senza rinunciare
prima ai tradizionali appuntamenti solistici di fine anno «Dieci dita», Baglioni ha giurato che i musicisti
saranno molti di più. Anche perché a sua disposizione il cantore della maglietta fina avrà pure questi dodici
nuovi singoli a cui «ConVoi» prova a consegnare organicità con l'aggiunta di un'introduzione, di un
intermezzo e di un finale. L'unico pezzo non ancora svelato dalle anticipazioni su iTunes s'intitola «Una storia
vera» e con i suoi legami al primo Baglioni è tra le cose migliori dell'intero progetto. Il resto spazia dalla
citazione di Lorenzo de' Medici in «Gli anni della giovinezza» («Quant'è bella giovinezza che si fugge
tuttavia...») al «sabor» tanguero di «Come un eterno addio» alla strizzatina d'occhio ai Procol Harum di «Dieci
dita»: «Mi sento divorato come ventiré anni fa, quando pubblicai un altro album arrivato a succhiarmi l'anima
quale "Oltre". Ricordo che finite le registrazioni scappai letteralmente, ma dopo tre mesi gli uomini della casa
discografica vennero a prelevarmi per farmi lavorare. Stavolta non è andata molto diversamente, tre
settimane fa sono caduto vittima della depressione ed ora sono qua solo perché me lo chiede la Sony.
Questo disco nasce fin dal titolo da un'idea di condivisione, ma anche di viaggio, di vita, di movimento alla
ricerca di quel Santo Graal o di quel Far West che ci portiamo dentro. Cosa dimostrata chiaramente da
queste canzoni che su disco sono già leggermente diverse dalle versioni messe in rete e che nei concerti
sono destinate a trasformarsi ancora di più«. «Isole del Sud» parla d'immigrazione. «Come musicista sono
orgoglioso di quanto realizzato per dieci anni alle Pelagie con i concerti di "O Scià", ma come cittadino provo
sconforto per le mancate risposte al dramma dell'immigrazione da parte della politica. Non è solo un
problema di convivenza, ma anche di identità; non riusciamo a fare nulla per questa gente perché ormai non
sappiamo più chi siamo». © RIPRODUZIONE RISERVATA



QN - Il Giorno - Ed. nazionale


«Volevo smettere. Ma resto ConVoi»
Claudio Baglioni : un disco di inediti dopo 10 anni e un momento di crisi
Andrea Spinelli ROMA IL MONUMENTO al Pincio può aspettare. Claudio Baglioni ammette, però, che l'idea
di dimettersi da cantautore l'ha carezzata per davvero «e senza tanti piagnistei». «Due anni fa, con la reincisione
dell'album "Questo piccolo grande amore", ho pensato di aver chiuso il cerchio della mia carriera»
spiega il 62enne più amato dalle italiane. «Ma avevo da parte così tante cose che mi è sembrato un peccato
dimenticarle in fondo ad un cassetto». Da questo ritorno di fiamma è nato "ConVoi", primo album d'inediti dal
2003, che l'idolo di Montesacro ha voluto anticipare in questi mesi affidando ad iTunes un inedito ogni due
settimane, come se si trattasse di una collezione di 45 giri. «LA REALIZZAZIONE del nuovo album mi ha
divorato l'anima come ventiré anni fa quella di "Oltre". Ricordo che finite le registrazioni scappai, ma dopo tre
mesi gli uomini della casa discografica vennero a prelevarmi per farmi lavorare. Stavolta non è andata molto
diversamente, tre settimane fa sono caduto vittima della depressione ed ora sono qua solo perché me lo
chiede la Sony. In "ConVoi" tutto nasce da un'idea di condivisione, ma anche di viaggio, di vita, di movimento
alla ricerca di quel Santo Graal o di quel Far West che ci portiamo dentro». Il fluido pop di certi inni
generazionali degli anni Settanta fatica un po' a venir fuori da queste dodici canzoni. Ma c'è. "Una storia vera"
echeggia il Claudio di un tempo, "Come un eterno addio" tira fuori un'inusitata "alma" tanguera, "Dieci dita"
strizza l'occhio ai Procol Harum, "Gli anni della giovinezza" cita (a suo modo) i Canti carnascialeschi di
Lorenzo De' Medici. Oggi le storie cantate da Baglioni non hanno la levigatezza di quelle inventate ma,
piuttosto, come scriveva Hesse, sanno «di sogno e di follia, come la vita di tutti gli uomini che non intendono
più mentire a se stessi». Anche perché in questi 10 anni fra raccolte, album dal vivo, inni olimpici, film e
quant'altro, di pretesti per procrastinare il fatidico appuntamento col successore di "Sono io, l'uomo della
storia accanto" Claudione, come lo chiama Fazio, se ne è fabbricati a quintali. E, fosse stato per lui, avrebbe
probabilmente aspettato ancora un po'. «DA QUALCHE tempo la parola "incisione" comincia a darmi il senso
di epitaffio, di scritta sulla lapide che rende finito quel senso d'infinito che l'artista si porta dentro», dice.
Pubblicato lo scorso 8 luglio durante la visita di Papa Francesco a Lampedusa, un altro pezzo dell'album,
"Isole del Sud", parla d'immigrazione. «Come musicista sono orgoglioso di quanto realizzato per dieci anni
alle Pelagie con concerti di "O Scià", ma come cittadino sono scoraggiato dalle mancate risposte al dramma
dell'immigrazione da parte della politica». Per Baglioni tour a marzo, senza prima rinunciare gli ormai
tradizionali appuntamenti di fine anno con l'one man show "Dieci dita" (dal 3 al 5 gennaio a Milano, agli
Arcimboldi).



Corriere della Sera - Ed. nazionale
(diffusione:619980, tiratura:779916)


Il disco
Baglioni : ho costruito «ConVoi» attraverso il dialogo con i blogger
ROMA - Pensava di ritirarsi, Claudio Baglioni, «senza troppi piagnistei, dopo aver rielaborato Questo piccolo grande amore». E invece eccolo presentare il nuovo album di inediti, ConVoi, da oggi nei negozi: 12 tracce più 3 brani strumentali e corali. «Un work in progress - racconta il cantautore - dove ogni canzone è stata costruita dialogando col pubblico attraverso il blog e uscendo in maniera cadenzata su iTunes. Un brano alla volta, una storia alla volta. Senza fretta, ascoltando umori e osservazioni degli ascoltatori». Rock ballad energiche e incalzanti si alternano a melodie larghe e citazioni dai Procol Harum a Puccini, fino a Lorenzo il Magnifico, la cui famosa quartina «Chi vuol esser lieto sia..» viene ripresa in Gli anni della gioventù per dare sostanza al Baglioni-pensiero: «La letizia ha per me il senso della curiosità e della passione. Viviamo un periodo buio, ma guai a far prevalere la rassegnazione!».(L.M.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Il Secolo XIX - Ed. nazionale
(diffusione:103223, tiratura:127026)


BAGLIONI SI RACCONTA
COS Ì HO TROVATO LA FORZA PER TORNARE
Esce oggi "ConVoi", il nuovo disco del cantante: «Avrei voluto smettere ma ho ancora qualcosa da dire. Ed è
troppo difficile lasciare il palco » L'ADDIO IDEALE «Vorrei andarmene prima che lo chiedano gli altri»
TIZIANA LEONE
ROMA. Seduto su uno sgabello, con accanto due chitarre, sullo sfondo i cartelloni con la copertina del suo
ultimo disco "ConVoi", nei negozi da oggi, Claudio Baglioni si racconta. Felice, ma non così tanto visto che
continua a ripetere: «Questo incontro l'ha voluto la mia casa discografica, la Sony, perché se fosse stato per
me...». Fosse stato per lui non sarebbe tornato in questa saletta dell'hotel Hilton a Roma, dove 44 anni fa ha
presentato il suo primo 45 giri. «Sul lato A c'era una canzone che si chiamava "Una favola blu", sul lato B,
fortunatamente poi diventato il lato A, c'era una canzone che faceva così...». Chitarra, accordi, via, partono le
prime note di "Signora Lia". Una canzone che parla di una signora che tradiva il compagno. Brano del
Baglioni da falò. Una croce questa storia dei fuochi in spiaggia. «Una volta mi criticavano sempre perché
dicevano che scrivevo solo canzoni da falò e non brani più impegnati, ora mi chiedono perché non torno a
scrivere canzoni da falò. Si vede che la pace dei consensi non si raggiunge». Ma torniamo a "Signora Lia",
perché il Baglioni 2.0 che torna con un disco di canzoni già pubblicate su iTunes, più l'inedito assoluto "Una
storia vera", dopo 44 anni svela i particolari di quel titolo che ha segnato «la svolta nella mia carriera». «Il
titolo della canzone era Signora Lai. Ero al mio primo provino con la Rca, circondato da fonici con una sorta
di camice bianco, con attaccata la targhetta col nome, alzo lo sguardo e leggo il nome: signor Lai. Potevo
cantare una canzone su una signora Lai che cornificava il marito? Ho pensato che sarei partito malissimo,
così, in un istante è diventata Signora Lia». Poi sono arrivati gli altri dischi e i successi: «Ho vissuto l'epopea
del disco, fin quando poi non è arrivato il momento di tornare a interpretare i propri successi nella raccolte e
di cantare le canzoni degli altri. Il tutto in nome di un gran finale». Eccoci, al gran finale. Il terrore per la
maggior parte degli artisti. Quasi per tutti. Baglioni compreso. «L'idea è di andarsene prima che te lo
chiedano» confessa «otto mesi fa avevo deciso che questo era il momento, ma il palco è difficile da lasciare.
E poi negli ultimi due o tre mesi avevo lasciato nel cassetto tantissimo materiale, ma non volevo farne un
album, così ho pensato di tornare indietro agli anni '60 quando si usavano i 45 giri e solo alla fine di un certo
periodo si mettevano le canzoni in uno spazio più grande. Ho scelto di pubblicare una canzone ogni due o tre
settimane anche per superare la solitudine del compositore che scrive in assenza di pubblico». Eppure
canzone dopo canzone lo stress si è fatto largo, così l'artista che aveva in programma dieci grandi concerti in
dieci giorni ha dovuto rinunciare all'ambizioso progetto. «Quando si finisce un disco come questo si è
letteralmente senza parole - va avanti - Per cinque mesi non ho fatto altro che scrivere, ho avuto un crollo, ho
finito ancor prima di cominciare questa avventura. Era una sfida eroica, dieci concerti in dieci giorni, ma
durante le prove tutto si è rotto. Mi sono ritrovato come 20 anni fa, appena finito "Oltre", un disco che mi
aveva divorato». Solo che all'epoca, poco più che ragazzino, in preda ai tormenti, è scappato per tre mesi, in
un luogo nascosto, dove la casa discografica lo andò a scovare con l'aiuto di un investigatore privato. Oggi,
uomo maturo, Baglioni è all'Hilton perché la casa discografica ha deciso così. «Non credo che fossi costruito
per fare un mestiere pubblico, però lo faccio - continua - Io non ho bisogno di durare e basta, ma di esistere
come uomo e come artista. La sopravvivenza è una sfida continua». La confessioni "pericolose" dell'artista
vanno dal suo impegno, ormai chiuso, a Lampedusa con O' Scià «non saprei più che fare, la nostra politica
non ha mai fatto nulla», alla tv «dove mi chiedono solo medley, perché il passato ha vinto su tutto, la tv si è
ammalata di reducismo e io sono uno dei colpevoli, ho cominciato con "Anima Mia" con Fabio Fazio, ma da lì
in poi è stato tutto un susseguirsi di celebrazioni del passato». Anche i talent show hanno il loro conto da
pagare. «Creano solo omologazione del canto, nel loro Dna c'è una rotazione continua dei concorrenti».
Quanto a Sanremo: «Ho solo pezzi editi, non credo mi prendano». Il futuro? «Quattro è il mio numero
fortunato, 44 anni fa ho presentato il mio primo 45 giri, ma pur con tutta la fiducia che ho in me stesso dubito di poter aggiungere un altro quattro e arrivare a 444».
22/10/2013


QN - Il Resto del Carlino - Ed. nazionale
(diffusione:165207, tiratura:206221)

«Volevo smettere. Ma resto ConVoi»
Claudio Baglioni : un disco di inediti dopo 10 anni e un momento di crisi
Andrea Spinelli ROMA IL MONUMENTO al Pincio può aspettare. Claudio Baglioni ammette, però, che l'idea
di dimettersi da cantautore l'ha carezzata per davvero «e senza tanti piagnistei». «Due anni fa, con la re incisione dell'album "Questo piccolo grande amore", ho pensato di aver chiuso il cerchio della mia carriera» spiega il 62enne più amato dalle italiane. «Ma avevo da parte così tante cose che mi è sembrato un peccato dimenticarle in fondo ad un cassetto». Da questo ritorno di fiamma è nato "ConVoi", primo album d'inediti dal 2003, che l'idolo di Montesacro ha voluto anticipare in questi mesi affidando ad iTunes un inedito ogni due settimane, come se si trattasse di una collezione di 45 giri. «LA REALIZZAZIONE del nuovo album mi ha divorato l'anima come ventitré anni fa quella di "Oltre". Ricordo che finite le registrazioni scappai, ma dopo tre mesi gli uomini della casa discografica vennero a prelevarmi per farmi lavorare. Stavolta non è andata molto diversamente, tre settimane fa sono caduto vittima della depressione ed ora sono qua solo perché me lo chiede la Sony. In "ConVoi" tutto nasce da un'idea di condivisione, ma anche di viaggio, di vita, di movimento alla ricerca di quel Santo Graal o di quel Far West che ci portiamo dentro». Il fluido pop di certi inni generazionali degli anni Settanta fatica un po' a venir fuori da queste dodici canzoni. Ma c'è. "Una storia vera" echeggia il Claudio di un tempo, "Come un eterno addio" tira fuori un'inusitata "alma" tanguera, "Dieci dita" strizza l'occhio ai Procol Harum, "Gli anni della giovinezza" cita (a suo modo) i Canti carnascialeschi di Lorenzo De' Medici. Oggi le storie cantate da Baglioni non hanno la levigatezza di quelle inventate ma, piuttosto, come scriveva Hesse, sanno «di sogno e di follia, come la vita di tutti gli uomini che non intendono più mentire a se stessi». Anche perché in questi 10 anni fra raccolte, album dal vivo, inni olimpici, film e
quant'altro, di pretesti per procrastinare il fatidico appuntamento col successore di "Sono io, l'uomo della storia accanto" Claudione, come lo chiama Fazio, se ne è fabbricati a quintali. E, fosse stato per lui, avrebbe probabilmente aspettato ancora un po'. «DA QUALCHE tempo la parola "incisione" comincia a darmi il senso di epitaffio, di scritta sulla lapide che rende finito quel senso d'infinito che l'artista si porta dentro», dice. Pubblicato lo scorso 8 luglio durante la visita di Papa Francesco a Lampedusa, un altro pezzo dell'album, "Isole del Sud", parla d'immigrazione. «Come musicista sono orgoglioso di quanto realizzato per dieci anni alle Pelagie con concerti di "O Scià", ma come cittadino sono scoraggiato dalle mancate risposte al dramma dell'immigrazione da parte della politica». Per Baglioni tour a marzo, senza prima rinunciare gli ormai tradizionali appuntamenti di fine anno con l'one man show "Dieci dita" (dal 3 al 5 gennaio a Milano, agli Arcimboldi).
22/10/2013 



La Stampa - Ed. nazionale
(diffusione:309253, tiratura:418328)

Colloquio CLAUDIO BAGLIONI
"Addio giovinezza sono in cerca di un gran finale"
Il cantante: vorremmo l'infinito, invece... «Sono svuotato, sono pezzi maniaco - ossessivi. Ho avuto un crollo, come un atleta»
MARINELLA VENEGONI
L'ormai stravagante traguardo dei sessant'anni somiglia sempre più a una seconda adolescenza. Non solo gli umani ma anche gli artisti si guardano intorno e avanti, e si pongono domande del genere: e adesso cosa faccio? Se Ivano Fossati ha optato per una vita libera dalla musica (ma ha appena dato un inedito a Giorgia, quindi non è detto), Claudio Baglioni sta ancora ravanando nella propria mente, indeciso se inventarsi un secondo futuro. E nel frattempo crea e crea, con una meticolosità di intenti e una sincerità tenera di pensieri disarmati che verrebbe da abbracciarlo, lì nel lussuoso antro del Cavalieri di Roma dove pallido e magrolino si confessa per l'uscita del monumentale album Con Voi , che vede la luce oggi, per una sorta di diktat (dice lui) della Sony che ha preteso fossero raccolti i brani nati in questi ultimi mesi come piccoli passi d'autore e finiti uno a uno su iTunes. Il lussuoso formato si è già trasformato: con intermezzi, parti strumentali, echi classici, citazioni dei '70 o degli '80 e di Lorenzo il Magnifico («Quant'è bella giovinezza», appunto), versioni aggiornate dei pezzi in circolazione, con l'aggiunta di un nuovo inedito, la ballad Una storia vera che suggella un percorso destinato a nuovi rimaneggiamenti. Come un cantiere eternamente aperto, un work in progress che sacrifichi alla modernità pulsante la mente e le ossa del Divo Claudio, reduce dal rinvio del live per stress. «45 anni fa ho avuto il primo contratto, sono un po' come l'Italia che ha da allora lo stesso governo - esordisce -. 44 anni fa proprio qui ho presentato il mio primo 45 giri, facciata A Unafavola blu , lato B Signora Lia » (già allora idiscografici non sapevano beccare il pezzo forte). Viene fuori che il primo hit doveva chiamarsi Signora Lai , ma poi sul camice del tecnico del suono Baglioni lesse proprio il nome Lai, e non
volendolo offendere la ribattezzò prontamente Lia. «Sono figlio fortunato dell'epopea del disco, la musica era un social network» ripassa, prima di ricordare anche a se stesso che i suoi ultimi 10 anni se ne sono andati nella rivalorizzazione del repertorio, con il monumentale progetto QPGA : «come in cerca di un gran finale». Confessa di aver combattuto la mania di gigantismo: «Vorremmo essere infiniti, invece siamo sempre compromessi. Ho lavorato con piccole suites di 6 minuti. La più nuova Una storia vera ha identità pop. E comunque sono svuotato, sono pezzi maniaco-ossessivi, ho avuto un crollo, come dopo Oltre . E' stato come uno sforzo d'atleta, salto in lungo o con l'asta». Ci potrebbe essere miglior recensione? Stigmatizzato il modo di far musica in tv («Non ama la musica ma ne produce molta, i talent creano omologazione e andiamo pure a fare gli ospiti: la tv è anche malata di reducismo, vuole sempre un bel medley»), precisato che invece di comporre potrebbe nuotare o dipingere («Ma non ne sono capace») Baglioni ci lascia tornando l'uomo dei dieci anni di 'O Scià a Lampedusa, isola fatale, con parole di pietra: «Non so se si rifarà, non ne ho idea. Ma come cittadino sono scoraggiato, non credo ci sia più soluzione vera, il problema è stato affrontato malamente e senza responsabilità. Non c'è un politico uno che abbia fatto qualcosa. Non sappiamo far niente perché non sappiamo chi siamo». Foto: Claudio Baglioni ha rinviato il live per stress. Le nuove date del tour: 1/2 marzo Pescara, 4/5 Caserta, 8/9 Bari, 11/12 Acireale, 18/20 Roma, 26/27 Torino, 29 Bologna, 31/1 aprile Firenze, 3/4 Padova.



Il Gazzettino - Ed. nazionale
(diffusione:86966, tiratura:114104)

Giò Alajmo
Il "Convoi" di Baglioni un salto nel quotidiano
Ci sono voluti dieci anni perchè Claudio Baglioni riuscisse a terminare un nuovo album di nuove canzoni,
certo non passati invano, l'operazione QPGA, (film, romanzo, disco, tour), l'invenzione di O'Scià a
Lampedusa che ha focalizzato l'attenzione sull'isola di frontiera sul mare, i concerti da solo al pianoforte, e
ora l'idea di stravolgere le regole del mercato centellinando un nuovo brano ogni venti giorni fino all'uscita di
un disco che racchiudesse tutto sotto il titolo "ConVoi". «Dieci anni per uno che fa il mio mestiere equivale a
mezzo secolo - racconta il cantautore romano - che qui ha significato la crisi del'industria, dei supporti, del
tipo di ascolto che è decisamente cambiato. La sfida allora è stata andare alla "guerra" con un soldato alla
volta. E non finisce con questo album. Dopo Natale ne arriveranno altre che sto ricostruendo da appunti scritti
ovunque, tovaglioli, biglietti, appunti annotati tirando le righe a mano da qualche parte e mettendo le note.
Non so neanche se ci sarà un finale». Il disco racchiude dodici canzoni alcune già rivisitate rispetto alla prima
versione come singolo, riorganizzate e incorniciate da brevi strumentali, voci rovesciate, quasi degli "om"
cosmici a fare atmosfera. Per Baglioni è la risposta alla sua crisi personale seguita alla morte del padre e
soprattutto più di recente della madre: «Avevo pensato di smettere del tutto. Poi è venuta l'idea di cambiare
prospettiva, pensare i brani uno alla volta e finirli in sequenza pubblicandoli subito. Sono ridiventato curioso
nei confronti della composizione, del lavoro in studio e ho cominciato a fare esercizi di stile e anche da
interprete». Le canzoni sono storie, ognuna diversa, precise e scandite nel canto, con citazioni da Bach al
tango, come ai Procol Harum in "Dieci dita": «Tutta la musica torna a Bach, come a un padre. Qui volevo
un'atmosfera che ricordasse i primi gruppettini, quando suonavo le tastiere, l'organo. Ma è un brano che si
ispira anche a Puccini, e il testo è un passaggio di testimone. La melodia però è tutta mia». Canti "La mia
canzone più bella è quella che ho suonato meno". La tua qual è? «Credo canzoni come "Fammi andar via" o
"Strada facendo", ma anche qui c'è un brano che son felice di aver scritto: "In un'altra vita"». Faresti mai oggi
una "canzone da falò"? «Ma a me alcune di queste nuove mi sembrano così. Molti brani sono piùà semplici di
quelli fatti per "Oltre" "Una storia vera" mi sembra così, e si dice che l'ultimo brano di un album sia un po' il
primo del successivo. Vedremo». Saltato il tour ottobrino, Baglioni sarà ora a Padova col solo pianoforte dal
20 al 22 dicembre per poi tornarvi in grande stile il 3 aprile al PalaFabris.
22/10/2013 



Il Messaggero - Civitavecchia
(diffusione:210842, tiratura:295190)


La carica dei mille per Baglioni
SUPER FAN
Con lo sguardo sono già dentro il sogno, anche se davanti c'è solo un muro ondulato di emozioni e persone in fila da ore. «Incontrare Claudio Baglioni - dicono - è come riabbracciare un vecchio amico che ha accompagnato le nostre vite». Il sogno è lì, a pochi passi, oltre l'entrata della libreria di via Appia Nuova, presa d'assalto già dalle 3 di notte di lunedì per la presentazione in anteprima di "ConVoi", attesissima raccolta di inediti del cantautore, la prima dal 2003. Solo i primi mille hanno potuto acquistare cd e pass conquistando così dalle 21 in poi il diritto all'abbraccio con il «Grande Mago», come lo chiamano loro, i «rimbaglioniti», i fedelissimi venuti da Rovigo, Padova, Milano, Senigallia, Palermo e Agrigento. I fan cantano durante l'attesa, citano a memoria la frase twittata sul web da Baglioni prima dell'incontro: «L'emozione di correre accanto al mare della vita per mettere in gabbia le ali del tempo». E vorrebbero fermare il tempo Teresa Cossu che stringe dalla parte del cuore il cd e abbraccia il suo Claudio: «Grazie per la tua musica - gli dice - adoro Dieci Dita e quel dialogo con tuo figlio». Daria Scaramastra, tra le prime in
fila. Sabrina Panfili, che spiega a Baglioni perché ama Gli anni della gioventù. Brani che hanno già ascoltati: il cantautore ha scelto la strada di un percorso creativo in itinere, pubblicando prima sul web un singolo. Ed eccolo Baglioni emozionarsi per le parole d'affetto lanciate dai fan: «Per sempre, con voi» promette quasi coccolandoli. Tina Aceti si commuove, Daniela Agostini spiega: «La mia canzone preferita è E noi due là, musicalmente perfetta, in grado di emozionare per un amore passato». Anna Tribelli sussurra al suo mito: «Le tue parole sono una stretta al cuore». Anna Sciacca, che adora Va tutto bene bisbiglia: «Claudio, solo tu potevi scrivere parole così belle». Nella libreria stracolma c'è anche un'intera famiglia in trasferta da Agrigento: «Siamo qui dalle 5 del mattino» dice Concetta Natalello accompagnata dal marito e dalla figlia 19enne Vincenza. Cla', come lo chiamano i fan continua a firmare autografi, a stringere mani. La Luna prende il suo posto nel cielo, la fila alle tre di notte non è finita: per molti c'è ancora un sogno da vivere, quello di stringere, tutto in un abbraccio, il Grande Mago delle sette note.
Laura Bogliolo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Foto su IlMessaggero.it
22/10/2013 



Il Giornale - Ed. nazionale
(diffusione:192677, tiratura:292798)


Claudio Baglioni l'intervista
«Volevo lasciare ma la sfida del web mi ha affascinato»
Il cantautore si rilancia con il disco-esperimento «ConVoi»: raccoglie brani già pubblicati solo in versione digitale "Dopo 44 anni cerco ancora di meritarmi il successo La mia vita è sempre stata una scalata con degli stop. Basta con la solita trafila: cd, tour, promozione

Paolo Giordano
Giusto quell'attimo di silenzio e poi dice: «È tutta colpa di un numero ».Il dieci (l'ultimo disco di inediti è del 2003) o il quarantaquattro (il primo singolo Signora Lia è stato composto nel' 69)? Macché. Per pubblicare ConVoi ha avuto giustamente il terrore della fase tre nel senso di Arbasino: dopo «brillante promessa » e «solito str...»,a Claudio Baglioni, 62 anni, milioni di dischi venduti e di sogni generati, spettava quella di «venerato maestro». Ennò. «Credo che la pace dei consensi non vada mai raggiunta», ridacchia adesso che è rimasto alla fase due e continua a mettersi in gioco e a prendersi (magari) anche critiche. In fondo questo è sempre stato il
suo gioco, sin da quando super best seller come Piccolo grande amore lo hanno inchiodato a un ruolo che i radical chic non potevano concepire: il cantautore che piaceva alle masse sterminate. Una faticaccia liberarsi dall'etichetta, ci pensò Veltroni sull'Unità dopo decenni a sdoganarlo, bontà sua. Però
Baglioni è sempre rimasto trasversale, popolare, talvolta un po' barocco. Stavolta cambia tutto. Per gran parte dell'estate ha pubblicato una canzone ogni quindici-venti giorni e ora le riunisce in un disco con un brano inedito e una promessa: «Continuerò a comporre per tutto il 2014». Ma quanta fatica per iniziar e a decidere. E prendere la decisione giusta. Poi tutto, caro Baglioni, si è messo in moto velocemente.
Ma prima è come se lei volesse ritirarsi e appendere il microfono al chiodo. «In questi ultimi tempi sì. E negli ultimi 8 o 9 anni ho accarezzato spesso l'idea di un finale di partita. E non è detto che non ritorni sui miei passi».
Fossati l'ha fatto senza se e senza ma. «E l'ho capito. Ho capito quando ha detto che si diventa schiavi della propria ispirazione e del bisogno di trovarla. Anche al tempo del mio disco Oltre mi ero ritrovato in questa condizione che è una specie di paranoia ossessiva. Si rischia la depressione». Però stavolta l'ha spezzettata registrando un brano ogni 15 giorni. «Ogni volta è stato un evento, ma...». Ma? «Era come saltare con l'asta. La volta dopo devi sempre alzare il livello». Un po'come negli anni '60. «Vero,anche allora si registrava principalmente un singolo dietro l'altro. E a pensarci bene, a quell'epoca la musica è stata il primo social network: i ragazzi si riconoscevano grazie al sacchetto di dischi comprati o addirittura grazie alle copertine dei 45 giri». Ora c'è il web. «Difatti i miei "45 giri" li ho pubblicati online, solo adesso li metto insieme in un disco fisico ». Ha preceduto Justin Bieber, anche lui pubblica un singolo alla settimana. «Lui è un segno dei tempi. Una volta funzionava l'evento. Ora la serialità. Anche in musica. L'idea dell'album, che è stata la scintilla mia e di quelli
della mia generazione, si è un po' diradata: oggi si deve creare un appuntamento continuativo». Baglioni però è il primo italiano ad averlo fatto. «Forse anche nel mondo non l'ha ancora fatto nessuno che abbia già un
curriculum consistente alle spalle. Ma forse tutto è colpa del fatto che sono 44 anni che cerco di meritarmi il successo che ho. E quindi mi devo trovare sempre nuove idee». Il disco a rate. «Non volevo la solita trafila. Il solito vecchio arnese: disco, promozione,tour. In fondo l'artista vero è quello che rimane un artigiano e non ripete all'infinito le stesse cose. Ogni tanto se ne inventa di nuove. Sarà stucchevole da dire, ma è così». L'artigiano parla di sé. «Questa canzoni parlano di me. Sono molto vicine all'autobiografia ». Anche «Una storia vera», il brano davvero inedito di «ConVoi»? «La mia storia vera è che la mia vita,nonostante quello che si possa pensare, è sempre stata una continua scalata. Con qualche sosta per riprendere fiato e ripararsi dalle bufere. In alta quota sono
spesso molto forti».
Foto: IMPEGNATO Claudio Baglioni (Roma, 16 maggio 1951) torna con un disco che segna una nuova svolta nella sua lunga carriera: si intitola «CONVOI» e raccoglie singoli usciti solo in versione digitale
22/10/2013




Libero - Ed. nazionale
(diffusione:125215, tiratura:224026)


Album di inediti dopo dieci anni
LA TERZA VITA DI BAGLIONI
«Sono sopravvissuto a una depressione artistica»
LEONARDO IANNACCI
«Questo disco è stato scandito dall'adrenalina di fare musica ma anche dal panico tipico dell'attore che, pochi
attimi prima di andare in scena, scosta il sipario per controllare quanta gente c'è in sala». Sorride Claudio
Baglioni al vernissage di Con voi (Sony Music), il primo album di inediti dopo dieci anni di best-off, remake
discografici, libri, tour e tante edizioni di O'Scià, il festival lampedusano che quest'anno ha chiuso i battenti,
quasi arrendendosi anch'esso ai drammi dell'isola («La politica in questi anni non ha mosso un dito per
evitare i disastri delle persone che muoiono in mare. Ora non c'è più niente che io, da artista, possa fare»,
ammette il cantante con malinconia). Il sorriso di Baglioni è stiracchiato e sono evidenti i segni di mesi di
sofferenza artistica che hanno prodotto le 12 canzoni dell'album. Un lungo periodo nel quale Baglioni, che
prima dell'estate ha perso l'adorata mamma, è stato persino sul punto di dire basta con la musica. E invece...
Cosa l'ha fatta cambiare idea? «L'essere sopravvissuto a una depressione artistica che mi ha causato graffi e
ferite. Sono guarito seguendo un nuovo percorso creativo: mi sono ricordato degli anni '60 quando si
facevano uscire dei 45 giri per arrivare all'album completo. E sono partito dai singoli che ho proposto in
estate, a distanza di due-tre settimane l'uno dall'altro, su iTunes. Ognuno con un tema e una cover diversa.
Tante storie hanno ora formato un libro». Il bilancio di questo esperimento? Ci sembra positivo. Nel disco ci
sono canzoni molto ricercate: la tracklist Con voi , Gli anni della gioventù con versi di... Lorenzo il Magnifico,
la struggente In un'al tra età , l'intesa Una storia vera . «Ho capito, al di là di una certa schizofrenia che mi ha
accompagnato nella scrittura, cosa significa la libertà artistica. Mi sono riappropriato del concetto di tempo,
non sono stato schiavo di scadenze capestro da parte della mia casa discografica. Ho fatto un po' quello che
volevo, rischiando brano per brano ma, alla fine, il consenso su iTunes ha alimentato quella serenità che
stavo smarrendo. Da quei lavori in corso è nato il disco, cioè la casa finita». Che non sarà il suo canto del
cigno, vero? «Prima di Natale partirò con Dieci Dita, un tour solista. Nel 2014, via a un altro tour nei palasport
e alla seconda parte di Con voi ». Nel disco ha ripescato idee ed emozioni musicali degli anni '60: c'è anche
un rimando ai Procol Harum. Segno che negli ultimi anni la musica non ha proposto nulla di nuovo? «È così.
Compresa la mia, beninteso. Oggi la musica, anche in tv, è malata di reducismo». Non è la prima volta che lei
viene dissanguato emotivamente da un disco. Vero? «Vent'anni fa, quando feci uscire Oltre , venni divorato
dalla mia musica. Mi è successa la stessa cosa». Cosa replica a chi cerca, oggi, nei suoi dischi la nuova
Questo piccolo grande amore ? «Quando scrivevo E tu oppure Sabato pomeriggio mi chiedevano canzoni
introspettive, sa? In questo disco non c'è musica da falò ma roba più introspettiva con la quale cerco di
esistere come uomo e come artista».
Foto: Oggi esce «ConVoi», il primo album di inediti di Claudio Baglioni dal 2003. Tutti i brani sono balzati,
immediatamente, ai vertici della classifica dei più scaricati dal web [La Presse]
22/10/2013 



Il Messaggero - Roma
(diffusione:210842, tiratura:295190)

In via Appia Mille fan in fila per l'autografo di Baglioni sul suo nuovo cd
In via Appia Mille fan in fila per l'autografo di Baglioni sul suo nuovo cd. Con lo sguardo sono già dentro il sogno, anche se davanti c'è solo un muro ondulato di emozioni e persone in fila da ore.
«Incontrare Claudio Baglioni - dicono - è come riabbracciare un vecchio amico che ha accompagnato le nostre vite». Il sogno è lì, a pochi passi, oltre l'entrata della libreria di via Appia Nuova, presa d'assalto già dalle 3 di notte di lunedì per la presentazione in anteprima di "ConVoi", attesissima raccolta di inediti del cantautore, la prima dal 2003. Solo i primi mille hanno potuto acquistare cd e pass conquistando così dalle 21 in poi il diritto all'abbraccio con il «Grande Mago», come lo chiamano loro, i «rimbaglioniti», i fedelissimi venuti da Rovigo, Padova, Milano, Senigallia, Palermo e Agrigento. I fan cantano durante l'attesa, citano a memoria la frase twittata sul web da Baglioni prima dell'incontro: «L'emozione di correre accanto al mare della vita per mettere in gabbia le ali del tempo». E vorrebbero fermare il tempo Teresa Cossu che stringe dalla parte del cuore il cd e abbraccia il suo Claudio: «Grazie per la tua musica - gli dice - adoro Dieci Dita e quel dialogo con tuo figlio». Daria Scaramastra , tra le prime in fila. Sabrina Panfili , che spiega a Baglioni perché ama Gli anni della gioventù. Brani che hanno già ascoltati: il cantautore ha scelto la strada di un percorso creativo in itinere, pubblicando prima sul web un singolo. Ed eccolo Baglioni emozionarsi per le parole d'affetto lanciate dai fan: «Per sempre, con voi» promette quasi coccolandoli. Tina Aceti si commuove, Daniela Agostini spiega: «La mia canzone preferita è E noi due là, musicalmente perfetta, in grado di emozionare per un amore passato». Anna Tribelli sussurra al suo mito: «Le tue parole sono una stretta al cuore». Anna Sciacca, che adora Va tutto bene bisbiglia: «Claudio, solo tu potevi scrivere parole così belle». Nella libreria stracolma c'è anche un'intera famiglia in trasferta da Agrigento: «Siamo qui dalle 5 del mattino» dice Concetta Natalello accompagnata dal marito e dalla figlia 19enne Vincenza . Cla', come lo chiamano i fan continua a firmare autografi, a stringere mani. La Luna prende il suo posto nel cielo, la fila alle tre di notte non è finita: per molti c'è ancora un sogno da vivere, quello di stringere, tutto in un abbraccio, il Grande Mago delle sette note.
Laura Bogliolo



La Repubblica - Ed. nazionale
(diffusione:556325, tiratura:710716)


R2 Il disco
Lo sforzo del nuovo Baglioni cantare la realtà con la poesia
GINO CASTALDO
Ha perfettamente ragione Baglioni a lamentarsi del fatto che quando faceva le cosiddette "canzoni da falò" lo rimproveravano per non fare di più, e da quando fa canzoni complesse lo rimproverano di non fare più canzoni da falò («qualche mese fa avevo anche pensato di lasciare»). Destino avverso di chi ha impresso un forte marchio a quel sottogenere di canzoni che si cantano tra amici, cinguettando emozioni d'amore. Ma il cantautore si sforza in ogni modo, e dopo dieci anni di silenzio (parlando di inediti, perché non è mai mancato dalla scena) ha prodotto finalmente un disco di nuove canzoni, intitolato Con voi pieno di doppi sensi tra l'idea
del convoglio e quello della partecipazione collettiva.
Doveva essere il frutto della sua nuova vena da immediate songs da mettere serialmente in rete, e invece è come al solito un disco laborioso. Ma una novità c'è: i testi, che erano il suo maggior cruccio artigianale, li ha scritti in pochissimo tempo, e si sente, nel senso che scorrono lisci e agili su una complessa e a volte, diciamolo, pesante coltre di arrangiamenti in cui, per sua volontà, si avvertono i riverberi di paesaggi ispirati alla diversità del mondo. «Nato così, cuore di cervo, illuso o no ladro di stelle» cantare in questo c'è tutto il vecchio Baglioni, ma poi conclude con Isole del sud, dove il dramma dei migranti è cantato con rara intensità
poetica, segno, questo sì, di un nuovo Baglioni. © RIPRODUZIONE RISERVATA REPUBBLICA.IT Il nuovo album di Claudio Baglioni: sul sito la videointervista



Avvenire - Ed. nazionale
(diffusione:105812, tiratura:151233)


CANZONI E PAROLE Il cd raccoglie dodici pezzi pubblicati dalla popstar negli ultimi mesi su internet
«Volevo mollare, ha vinto la musica»
Baglioni racconta «ConVoi», primo album di inediti in dieci anni Tra i brani anche «Isole del Sud» su
Lampedusa: «Il dramma è che ci abituiamo alle tragedie»
MASSIMO GATTO
Se l'artista, come sottolinea il designer americano Paul Rand, «è per necessità un collezionista», Claudio Baglioni nel nuovo album ConVoi prova a svuotarsi le tasche riempite di memorabilia per dieci lunghi anni. Tanto il tempo intercorso dall'ultima raccolta di inediti Sono io, l'uomo della storia accanto , ingannato soltanto con inni, tributi, carole natalizie, rifacimenti dalle alterne fortune. Così tra i solchi di questa diciottesima fatica in studio, dai souvenir, dalle fotografie, dagli appunti sparsi rovesciati sul tavolo spuntano dodici nuove canzoni definite e legate fra loro da un'introduzione, un intermezzo e un finale. «Otto mesi fa ho pensato
addirittura di mollare tutto e accettare l'idea del fatidico passo indietro» ammette. «Ma avevo da parte così tante cose che mi sembrava un peccato lasciarle chiuse nel cassetto, così ho chiamato Walter Savelli, mio storico collaboratore, e abbiamo iniziato a lavorarci sopra» ammette il cantautore di Montesacro nello stesso albergo romano dove 44 anni fa cantò per la prima volta Una favola blu e Signora Lia , facciate A e B del 45 giri da cui è nato tutto. Anzi Signora Lia la canta voce e chitarra per provare forse a inseguire l'emozione di allora. Ma il sessantaduenne di oggi sembra piuttosto lontano dall'esuberante svagatezza del diciottenne di ieri. «Appartenendo a quella categoria di artisti che non hanno mai sentito il bisogno di durare, ma piuttosto quello di esistere. Nell'animo della gente. E la realizzazione di questo album mi ha divorato l'anima come ventitré anni fa quella di Oltre . Tutto nasce, fin dal titolo, da un'idea di condivisione, ma anche di viaggio, di vita, di movimento alla ricerca di quel Santo Gral o di quel Far West che ci portiamo dentro. Cosa dimostrata chiaramente da queste canzoni che su disco sono già leggermente diverse dalle versioni messe in rete e che nei concerti della prossima primavera sono destinate a trasformarsi ancora di più». Già perché dal maggio scorso l'album si è composto lentamente nell'immaginario collettivo con la pubblicazione su iTunes di una nuova canzone ogni due settimane. E la più baglioniana di tutte, Una storia vera arriva sul mercato proprio oggi assieme al disco finito. Ma l'universo attraversato dall'album è oltremodo variegato e spazia dalle atmosfere alla Procol Harum di Dieci dita alla caliente anima tanguera di Come un esterno addio a una citazione (riveduta e corretta) di Lorenzo De' Medici nell'introduzione de Gli anni della giovinezza («Quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia...»). Isole del Sud parla invece d'immigrazione, come sottolineato anche dalla pubblicazione non proprio casuale lo scorso 8 luglio durante la visita di papa Francesco a Lampedusa, per ricordare con uno dei tanto amati chiasmi della produzione baglioniana che «la promessa di una terra non è detto che sia la terra promessa». «Come musicista sono orgoglioso di quanto realizzato dai concerti di 'O Scià', come cittadino sono scoraggiato. Scoraggiato dalle mancate risposte al dramma dell'immigrazione da parte della politica. È un problema di convivenza, ma pure di identità; non riusciamo a fare nulla perché come
popolo non sappiamo più esattamente chi siamo. Sono venticinque anni che va avanti questa storia, ancora un po' di tempo e vedrete che ci abitueremo. Nella vita, d'altronde, prima o poi ci si abitua a tutto: pure alla guerra, ai morti, alla disperazione».
22/10/2013 

 link de Il Messaggero.








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